DAGOREPORT - LA STORIA MAI RACCONTATA DELL'IRRESISTIBILE ASCESA E ROVINOSA CADUTA DI GIUSEPPE DEL…
«Bonucci non mi ha dato nessuna testata. Sono stato io a spingerlo, per allontanarlo dal giudice di linea. Il giocatore ha semplicemente esagerato nelle proteste. Non c'è stata testa contro testa, le immagini non danno il senso vero di quel che è successo. Ci fosse stata la testata, non mi sarei limitato al cartellino giallo».
Così Nicola Rizzoli sul contestato episodio di Torino-Juventus, tuttora al centro delle polemiche. L'arbitro bolognese, premiato a Bologna dalla Fondazione 'Dopo di noi onlus', di cui è testimonial nella campagna del 5permille, è tornato sul tema del rapporto fra giocatori e direttori di gara: «C'è troppa esasperazione e scarsa conoscenza delle regole da parte di tutte le componenti del mondo del pallone, noi come arbitri dobbiamo avere l'umiltà di fare il mea culpa quando sbagliamo per migliorare la cultura calcistica. Gli altri (giocatori, dirigenti, allenatori e giornalisti) dovrebbero fare lo stesso».
CASO HIGUAIN - «Credo che chi gioca in serie A debba sempre tenere conto che costituisce un esempio per chi sta alla base della piramide: il rischio di una violenza cieca e gratuita è sempre dietro l'angolo».
Alle domande sul caso Higuain, paragonato da molti alla reazione di Bonucci nei suoi confronti durante il derby di Torino, Rizzoli ha detto: «Non entro nel merito dell'episodio - ha detto - e faccio un discorso più ampio sui gesti violenti di molti giocatori. Ho visto un video di violenza inaudita di un calciatore di seconda categoria che, appena espulso, ha rifilato un calcione all'arbitro. Chi gioca in A deve sempre tenere conto che costituisce un esempio per chi sta alla base della piramide».
GLI ERRORI DI RIZZOLI IN TORINO JUVENTUS
HIGUAIN IRRATI
EURO 2016 - «Se io fossi un allenatore avversario non vorrei mai incontrare l'Italia. La nostra Nazionale sarà per tutti una variabile pericolosissima. Credo - ha continuato il fischietto bolognese - che Conte abbia le capacità per far rendere al massimo i suoi giocatori nel breve periodo. Se l'Italia ingrana, può arrivare fino in fondo».
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