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Gianni Mura per “la Repubblica”
Decisamente meglio a Torino che a Sofia. Sempre un pareggio è, ma con una miglior qualità di gioco e, soprattutto, qualche indicazione interessante per l’immediato futuro. Un buon risultato, tenuto conto dei giorni di vigilia, è la pace pubblica tra il ct, la sua ex società e il pubblico a cui aveva portato tre scudetti.
Un clima di amicizia, per almeno un tempo, è parso di vederlo anche sul campo. Siamo cresciuti sentendo dire che per gli inglesi le amichevoli non esistono, ma il loro gioco tutto in orizzontale era un vero regalo per un’Italia che ha cercato da subito la profondità.
In questo senso, dopo 10 minuti per capire che era tutto vero e che in campo c’era lui, l’esordiente Valdifiori ha dimenticato l’emozione e cominciato a distribuire palloni di prima, come gli ha chiesto Conte, e come, del resto, è abituato a fare con Sarri nell’Empoli. Gol a parte, buone notizie anche da Pellè, che di testa ha preso un sacco di palloni, più inglese degli inglesi, e che di testa ha segnato su un bel cross di Chiellini, calciato di destro. Una chicca.
Per tutto il primo tempo gli inglesi si sono accontentati del possesso di palla, solo una traversa di Rooney. Nel secondo tempo gli innesti di Hogdson hanno portato a un gioco più pericoloso, ed è stato bravo Buffon, almeno due volte su Rooney, una su Kane. Tanto atteso, costui, ma poco efficace. Sotto la spinta degli inglesi, inevitabilmente, l’Italia ha arretrato il centrocampo. Questo, però, era già un difetto del primo tempo. In assenza di un vero trequartista, Eder e Pellè, che tra loro hanno una buona intesa, sono troppo isolati in avanti.
Quando li ha sostenuti un esterno (Darmian, più di un irriconoscibile Florenzi) si sono viste le azioni più belle, ed anche dopo l’ingresso di Vazquez, che ha toccato pochi palloni, ma con lampi di classe pura. Pareggio giusto, perché il portiere più impegnato è stato Buffon. Ma l’occasione per vincere l’ha avuta Antonelli, con un sinistro fuori di pochissimo. Ma va bene anche così, l’Italia un po’ alla volta sta crescendo.
ranocchia rooney
agnelli
CONTE
conte 1
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