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"LA COSTA AZZURRA, 'LUSSO, CALMA E VOLUTTÀ'" - ANTONIO RIELLO: "COSÌ HENRI MATISSE SINTETIZZO' LO STATO DELLE COSE. NEGLI ANNI '50 ALCUNI VILLAGGI BALNEARI SONO DIVENTATI ANCHE SIMBOLO DI TRASGRESSIONE: LE MOVIMENTATE SERATE DEGLI INTELLETTUALI PARIGINI DELLA RIVE GAUCHE SI SPOSTAVANO DA QUESTE PARTI (OGGI DI QUELLA TRASGRESSIONE È RIMASTO POCO)" - "LA MOSTRA, PAINTING THE FRENCH RIVIERA, APPENA APERTA A LONDRA ALLA ROYAL ACADEMY, CERCA DI INDAGARE COME QUESTI LUOGHI ABBIANO SAPUTO INFLUENZARE LA PRODUZIONE DEGLI ARTISTI CHE LI HANNO FREQUENTATI NEGLI ANNI CHE VANNO DAL 1870 AL 1960"

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Antonio Riello per Dagospia

 

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In Francia sono due i luoghi deputati dell'Arte Moderna. Il primo è ovviamente Parigi l'altro è la Côte d'Azur (che gli anglosassoni si ostinano a chiamare "French Riviera"). E' il tratto di costa mediterranea che tradizionalmente, ad Est, inizia già a Bordighera (in Italia) per poi finire, a Ovest, con la cittadina di La Ciotat (in prossimità della vasta area urbana di Marsiglia).

 

Il clima da queste parti è magnifico in Inverno e piacevole in Estate. Menton, Nizza, Antibes, Vallauris, Cannes, Saint-Raphael, Saint-Tropez, Hyères sono solo alcuni dei nomi che emanano il profumo di un certo tipo di ozio vacanziero benestante e illuminato.  

 

Uno stato di cose che Henri Matisse sintetizzò con un suo quadro del 1904 che portava l'emblematico titolo di "Lusso, Calma e Voluttà". Negli anni '50 alcuni villaggi balneari, come Saint-Tropez, sono diventati anche simbolo di trasgressione: le movimentate serate degli intellettuali parigini della Rive Gauche si spostavano da queste parti (oggi di quella trasgressione è rimasto comunque ben poco).

 

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La mostra, Painting The French Riviera, appena aperta a Londra alla Royal Academy of Arts (e curata da Ann Dumas, Heather Lemonedes Brown e Colm Guo-Lin Peare) cerca di indagare come questi luoghi abbiano saputo influenzare la produzione degli artisti che li hanno frequentati negli anni che vanno dal 1870 al 1960. Claude Monet è il blasonato pioniere.

 

Il celebre "Morning at Antibes (1888) è vicino alle sue vedute di Bordighera e di Cap Martin. Inizia proprio con lui la questione della "Luce del Mediterraneo" nella Pittura francese. Sono sue le parole: "E'così bello quaggiù, così splendente e luminoso, sembra di nuotare nell'aria blu"

 

Anche alcune opere degli illustri colleghi, Berthe Morisot e Pierre-August Renoir, si sono accese dall'intensità del sole del Midi. Alcuni Post-Impressionisti del calibro di Paul Signac e di Henri-Edmont Cross si sono altrettanto cimentati con questa sfida cromatico-ambientale. Tra l'altro pensavano che queste geografie fossero anche foriere di libertà e (in qualche modo) di progresso sociale: un antidoto alla bieca e avida Parigi. "The Red Buoy" di Signac è del 1895.

 

ra paul signac la bouee rouge

Diverso è il caso di Paul Cezanne che era autoctono di queste terre (Aix-en-Provence) e quindi godeva di una specie di immunità. Era infatti più attratto dalle montagne e dagli interni borghesi. Ma qualche piccola concessione marinara se l'è presa anche lui: "Le Bagnanti" sono del 1892.

 

Pierre Bonnard era un assiduo frequentatore di questi lidi (la località è Le Cannet) e ha fatto diventare la luce calda del Sud parte integrante della sua poetica. Il suo dipinto "L'ingresso di Villa du Bosquet a Le Cannet" è del 1944.

 

Henri Matisse è forse l'artista più legato alla Costa Azzurra (soprattutto a Nizza). La sua presenza marca il territorio in maniera indelebile anche con interventi all'interno di alcune cappelle commemorative. Diverse le opere, tra cui "View of Saint-Tropez" (1904) e "Interior at Nice" (1918). Anche il gruppo dei Fauves, che fa riferimento a lui e a André Derain, sembra trovarsi assolutamente in naturale sintonia con questi mitici paesaggi. Il quadro di Raoul Dufy, "Golfe Juan", è del 1927

 

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Il borgo di Vallauris, per una quarantina d'anni circa, è stato il quartier generale estivo di Pablo Picasso. Qui creò gran parte delle sue ceramiche. Ma non solo: il celebre quadro "Still Life with Mandolin" è stato dipinto da queste parti nel 1924, l'opera "The Bay of Cannes" è invece del 1958. A proposito di cubisti: l'area di La Ciotat venne immortalata da Georges Braque. Amedeo Modigliani passò un paio di anni a Cagnes-sur-Mer: "Cyprès et Maisons à Cagnes" è del 1919.

 

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Anche la città di Menton, con Jean Cocteau, ha comunque fatto la sua parte. Una ampia sala è dedicata ai manifesti e alla grafica turistica. Parliamo di poster come quello del film "Caccia al Ladro" di Hitchcock (dove recitavano Cary Grant e Grace Kelly). Materiale che ha aiutato (non poco) a creare l'aura di leggenda che aleggia su questa parte della Francia: un posto decisamente esclusivo segnato da una forte vocazione culturale. Ovvero, la "Mecca Estiva" della cultura francese.

 

Un perfetto rifugio elitario dove la Natura rimane potente ma civilizzata (ovvero addomesticata al punto giusto). Intorno si è sviluppato - fin dai tempi di Monet - uno stile specifico "Provenzal-Marinaro" (facilmente riconoscibile) che si declina su abiti, suppellettili, arredamento, architettura e cibo.

 

L'ultima spazio della mostra, particolarmente interessante, è dedicato alle opere di Yves Klein ("ANT84", 1960) e di Nicolas De Stael ("Le Fort-carré d'Antibes", 1955). Una rivisitazione, a questo punto della storia, quasi concettuale del Mediterraneo. La figurazione sembra scomparire e rimane l'ineffabile essenza. Comanda - non potrebbe essere altrimenti - il colore Blu.

 

cote azur

Insomma su queste coste sono passati quasi tutti. Perlomeno tutti gli artisti che se lo sono potuti permettere. L'operazione della Royal Academy è assolutamente rispettabile con opere di prim'ordine. E l'importanza del genius loci nella pittura è fondamentale ed assodato. Ma l'impressione è che, in qualche maniera, ci sia dell'altro: una raffinata  forma di promozione turistica camuffata da Archeologia della Modernità. La nostalgia per una grande stagione dell'Arte che, in sostanza, diventa strategia promozionale.

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