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“GLI EX CALCIATORI IN SALA VAR? NO, A DIFFERENZA DEGLI ARBITRI MANCA LORO LA VOCAZIONE” – LELE ADANI: “L'ARBITRO CRESCE CON LA PASSIONE PER QUESTO MESTIERE INGRATO, L'EX GIOCATORE NO. L’ARBITRO, OGGI, STUDIA IL CALCIO PIÙ DELL’EX GIOCATORE. E POI COME VIVREBBE IL TIFOSO UNA CHIAMATA DI UN CALCIATORE CHE FINO A IERI GIOCAVA CON LA MAGLIA DELLA SQUADRA RIVALE? MEGLIO USARE GLI EX CALCIATORI COME CONSULENTI IN TAVOLI DI CONFRONTO CON L'ASSOCIAZIONE ARBITRI”

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Lele Adani per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

Non credo che l’ex calciatore possa essere utile al Var. Per diversi motivi. 

 

LELE ADANI SALA VAR

Quello principale è l’assenza di vocazione. Ogni lavoro è svolto nel migliore dei modi quando esiste una passione che accompagna l’agire: l’ex calciatore non è cresciuto sognando di fare l’arbitro, visto che il varista, in sostanza quello è. L’arbitro arriva in serie A grazie a un percorso lungo, difficile, con diversi anni di partite dove ha sopportato critiche e insulti in quello che è un mestiere spesso ingrato e incompreso. Cosa ti aiuta in quei momenti? 

 

La passione. E la passione non si insegna. 

 

Per fare l’arbitro devi sentirlo dentro. 

E chi quelle stesse partite le ha vissute con gioia, in un altro ruolo, quello del calciatore, come fa a ritrovare quel sentimento dietro a un monitor? 

 

La preparazione e lo studio possono ovviare alla mancanza di vocazione? 

 

Oggi il calcio è diventata un’industria che genera soldi, il compito di arbitri e varisti è molto delicato. Un compito che implica continuo approfondimento, che richiede il saper ragionare a sangue freddo e saper comunicare con modi e linguaggio appropriati. Ci sono ex giocatori, di ogni livello, anche basso, che non sono realmente appassionati di calcio, che invece con passione hanno giocato. Gente che fa fatica a vedere 90 minuti di una partita, che fa fatica ad emozionarsi raccontandola.

adani conte

 

L’arbitro, in verità, oggi, studia il calcio più dell’ex giocatore. 

 

Il calciatore molto spesso rimane calciatore anche da ex, non è automaticamente analista. 

 

La maggioranza dei professionisti non rientra nel mondo del calcio, in qualunque ruolo, dopo l’addio, e oggi gli si vuole affidare un compito delicato, generatore naturale di polemica quotidiana e che non può accompagnare con una passione che non ha? 

 

 

L’arbitro di alto livello si prepara una vita per una chiamata decisiva in un big match, vive per essere lì a farlo, quel fischio. 

 

Sotto critica come reagirebbe un calciatore? Perché poi la gente sarebbe lì pronta a puntare il dito, coi tifosi che, esattamente come con l’avvento del Var, attenderebbero questa riforma come soluzione d’ogni male. Il tifoso è mosso, a sua volta, da una passione.

rocchi sala var

 

E a volte può andare oltre con proteste e insulti, non solo dentro lo stadio ma anche al bar o al ristorante, come gli arbitri sanno benissimo. Come si accetta, come si supera tutto ciò? Con la passione, in nome di una vocazione, che l’ex giocatore non ha. Aggiungo: come vivrebbe il tifoso una chiamata di un calciatore che fino a ieri giocava con la maglia della squadra rivale, o quale giudizio potrebbe avere l’appassionato davanti a un ex calciatore magari di una serie minore: non eri a livello quando giocavi e pensi di esserlo in questa nuova veste?

 

Insomma, sono convinto che l’ex calciatore molto spesso conosce meglio le dinamiche del gioco, ma il ruolo di varista non è quello dove può aiutare l’arbitro e il Sistema Calcio. Piuttosto pensiamo, insieme all’Associazione Arbitri, a incontri e tavoli di confronto dove degli ex giocatori possono agire da consulenti dei direttori di gara, (…)

 

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