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MALAGO’ SCHIERA L’ARTIGLIERIA PESANTE! I 5 PARERI CONTRO IL COMMISSARIAMENTO DELLA FIGC SONO VERGATI DA PROFESSORI E GIURISTI DEL CALIBRO DI BERNARDO GIORGIO MATTARELLA (FIGLIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA), SABINO CASSESE, ANTONIO NUZZO, SAVERIO RUPERTO E PIETRO SIRENA – LA STORIA E’ NATA DA UN CAVILLO BUROCRATICO CAPACE DI METTERE IN DISCUSSIONE UN’ELEZIONE VINTA DA GIOVANNINO CON QUASI IL 70% DELLE PREFERENZE – CHI VOTERA’ IN GIUNTA CONI? BUONFIGLIO TEME DI NON FARCELA E FARA’ DI TUTTO PER NON FAR VOTARE DIANA BIANCHEDI. MA PUO’ ESSERE CONTESTATO IL CONFLITTO DI INTERESSI PER IL PRESIDENTE CONI.  IL FIGLIO È DIRIGENTE DELLA KINGS LEAGUE, CONCORRENTE DELLA FEDERCALCIO E DA TEMPO IN CONTRASTO CON LA LEGA DILETTANTI…

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IGC: PARERI GIURISTI PER MALAGÒ, CI SONO CASSESE E BERNARDO MATTARELLA

(ANSA) - Tra i pareri giuridici chiesti dal presidente del presidente della Figc, Giovanni Malagò, per evitare il commissariamento della Federcalcio, ci sono quelli del costituzionalista Sabino Cassese, professore emerito della Scuola Normale Superiore di Pisa e tra i massimi protagonisti della cultura giuridica italiana, e di Bernardo Giorgio Mattarella, professore di Diritto amministrativo all'Università Luiss Guido Carli che accanto all'attività accademica ha ricoperto importanti incarichi istituzionali.
   

Gli altri pareri, apprende l'ANSA, sono stati chiesti ad Antono Nuzzo, avvocato cassazionista e professore ordinario di diritto commerciale alla Luiss di Roma, a Saverio Ruperto, docente ordinario di diritto civile all'Università la Sapienza e sottosegretario all'Interno nel governo Monti dal 2011 al 2013, e Pietro Sirena, professore di diritto civile all'Università Bocconi.

 

CASO BUONFIGLIO: IL FIGLIO DIRIGENTE DELLA KINGS LEAGUE, SPUNTA IL CONFLITTO D'INTERESSI PER IL VOTO SU MALAGÒ

Elisabetta Esposito per gazzetta.it

 

giovanni malago foto mezzelani gmt 062

Ancora due giorni e conosceremo il destino del presidente Giovanni Malagò e della Figc. Due giorni in cui i membri votanti di Giunta e Consiglio Nazionale Coni leggeranno con attenzione i pareri dei giuristi coinvolti dal Comitato Olimpico (che confermano la necessità di tesseramento per essere eletti, ma non danno alcuna indicazione rispetto alla soluzione commissariamento) e dalla Figc.

 

Perché in questa storia, nata da un cavillo burocratico capace di mettere in discussione un’elezione vinta con quasi il 70% delle preferenze, le zone d’ombra, legate soprattutto alle interpretazioni, sono tante. Tra queste una particolarmente delicata: il conflitto di interessi che potrebbe portare all’astensione di alcuni membri di Giunta. La linea che divide chi può votare e chi no è sottile, troppo.

 

giovanni malago foto mezzelani gmt 060

C’è un caso di cui si è già parlato e che sembrava risolto e riguarda Diana Bianchedi. La vicepresidente del Coni è stata contrattualmente legata alla Figc dal 17 al 30 settembre, quando ha coperto l’incarico di capodelegazione. Giorni fa, complici a suo dire le parole del ministro per lo Sport Abodi, ha deciso di fare un passo indietro. Formalmente non c’è più nessuna implicazione che possa ostacolare il suo voto, invece dal Coni continua ad arrivare la notizia che sarà fermata.

 

L’Anac due giorni fa ha precisato due cose: non c’era alcuna incompatibilità tra i due ruoli (vicepresidente Coni e capodelegazione Figc), poi - su richiesta del Comitato Olimpico sull’opportunità che esprimesse la sua preferenza in Giunta - ha fatto sapere di non essere competente e che la decisione spetta al Coni. Chi del Coni? Al momento non è dato sapere, ma potrebbero avere un ruolo i tre revisori dei conti. Detto questo, in base a cosa Bianchedi non dovrebbe votare?

BIANCHEDI MALAGO

 

L’art. 7 comma 4 dello Statuto parlando della Giunta si limita a dire: "Nel caso in cui il conflitto di interessi sia circoscritto a singole deliberazioni o atti, il soggetto interessato ha l’obbligo di astenersi". Nessuno parla della necessità di un periodo di “raffreddamento” tra la perdita dell’incarico e il voto. Né possiamo pensare che l’astensione derivi dal legame con Malagò maturato tra Coni, Milano Cortina e i 13 giorni in Figc.

 

 

 Allora vale tutto, viene da dire. Il conflitto d’interessi potrebbe essere contestato per ogni possibile intreccio con la Federcalcio, in un verso o nell’altro. E si potrebbe anche pensare che pure il presidente del Coni Luciano Buonfiglio potrebbe non votare con la necessaria serenità, visto che suo figlio Marco è direttore commerciale di Kings League Italia, il torneo ideato da Piqué - al di fuori da ogni contesto federale - che in passato a più riprese si è scontrato con la Lega Dilettanti (dunque la componente della Figc che più tutela il calcio di base, nonché la più numerosa in Consiglio federale) per il coinvolgimento di giocatori di Serie D e Eccellenza (molte società si sono opposte alla partecipazione dei propri tesserati temendo infortuni, stanchezza e distrazione),

 

giovanni malago foto mezzelani gmt 059

tanto che alcuni club hanno scelto di interrompere i rapporti con chi prendeva parte al torneo parallelo. Chiaramente Marco Buonfiglio non ha alcun ruolo in questa commedia, è un manager affermato a livello internazionale (è stato più di 8 anni in Red Bull e ha curato il marketing di diversi eventi, tra cui i Mondiali di canoa a Milano nel 2015) e la sua carriera è slegata da quella del padre. Ma se la caccia al cavillo (spesso trasformata in caccia al pretesto o all’interpretazione utile) è diventata quasi sport nazionale, è bene valutare anche la situazione del presidente, che come ripete sempre è anche "pubblico ufficiale". Basterebbe solo chiarezza. E un po’ di buon senso.

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