aldo montano

“LE FETTUCCINE ALLA CODA ALLA VACCINARA MI HANNO MESSO KO. DUE CAMERIERI E LO CHEF MI AVEVANO GARANTITO CHE ERANO SENZA FORMAGGIO. HANNO COMBINATO UN MACELLO” – ALDO MONTANO RACCONTA LA SUA ALLERGIA ALLA CASEINA E LA DISAVVENTURA IN UN RISTORANTE DI ROMA CHE LO HA PORTATO A RISCHIARE (DI NUOVO) LA VITA: "SONO SALVO GRAZIE A UN AMICO CHE MI HA PORTATO IN MOTORINO IN 3 MINUTI E MEZZO ALL’OSPEDALE SANTO SPIRITO. IN ITALIA C’È ANCORA TROPPA SBADATAGGINE NEL TRATTARE I CLIENTI. C’È ANCORA CHI SE NE FREGA, C’È CHI USA INGREDIENTI A RISCHIO PER QUALCUNO. SERVONO CORSI DI FORMAZIONE VERI. SIGNORI, CI VUOLE MENO LEGGEREZZA. PERCHÉ HO DENUNCIATO TRAMITE I SOCIAL? PERCHÉ CERTE VICENDE VANNO DIVULGATE AFFINCHÉ INSEGNINO…”

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Flavio Vanetti per corriere.it - Estratti

 

La prima volta era successo nel 2010 in un ristorante di Milano Marittima, tre giorni fa è ricapitato in un locale di Roma e in questo caso non vale l’adagio latino «repetita iuvant». Al contrario, la replica è stata — come il primo episodio — un viaggio nell’incubo. Con il rischio di lasciarci la pelle.

 

ALDO MONTANO

Aldo Montano, ex olimpionico e gloria della scherma, ha corso una nuova terribile avventura. È allergico alla caseina («Lo scoprì mia mamma con il formaggino “Mio” nella pastina...») e a causa della reazione a questa proteina non può toccare i formaggi. Nemmeno di striscio. Invece tollera latte, yogurt e panna. «Non è un capriccio, non è una moda e non è nemmeno un’intolleranza: è qualcosa di più, la caseina scatena una reazione pesante nel mio corpo».

 

Quando pranza o cena fuori avvisa camerieri e ristoratori. Ed è incredibile che sia capitato due volte.Aldo, fa impressione la foto che ha postato sui social, coricato sul letto dell’ospedale con la maschera per respirare sul volto.

 

«Meno male che il ristorante è vicino al pronto soccorso del Santo Spirito. E devo tutto, forse la vita, all’amico in motorino che mi ha preso e portato via. A Roma giro a piedi, meno male che c’era lui: nel tempo record di tre minuti e mezzo ero in mano ai medici.

Perché ho denunciato tramite i social? Perché certe vicende vanno divulgate affinché insegnino».

 

Quale cibo l’ha inguaiata?

«Il knock out è venuto dalle “fettuccine alla coda alla vaccinara”. Mi avevano garantito che erano senza formaggio. Ho chiesto a un cameriere, poi a un altro e infine ho domandato in cucina. Quando il piatto è arrivato, sono tornato dal cuoco: a me pareva che il formaggio ci fosse. “No, non c’è, vai tranquillo”».

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E invece...

«Alla quarta forchettata non ho più avuto dubb (...) L’unica cosa da fare era volare in ospedale: sono stato fortunato ad averlo vicino».

(...) in Italia c’è ancora troppa sbadataggine nel trattare i clienti: non c’è un’efficace comunicazione tra cameriere e cucina. È vero che ci sono le regole e che si pubblicano gli allergeni, ma il sistema è ancora lacunoso».

 

Che cosa si potrebbe/dovrebbe fare secondo lei?

«Va migliorata la sensibilizzazione, serve creare cultura sul tema. Se a 20 milioni un certo alimento non fa nulla, basta il caso di una sola persona a scatenare...il casino. C’è ancora chi se ne frega, c’è chi usa ingredienti a rischio per qualcuno. Magari basta un gelato: ho letto di ragazzi morti perché allergici alle noccioline. C’è poi chi se ne lava le mani dicendo “ah, ma quel tal prodotto lo acquisto da altri”. Non va bene; servono corsi di formazione veri e non solo per prendere il pezzo di carta con cui ti senti a posto. Signori, ci vuole meno leggerezza».

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Al ristoratore che cosa ha poi detto?

«Nemmeno l’ho visto. Mi sono alzato, ho chiesto il conto, avevo preso quel piatto e una bottiglia d’acqua. Ho solo commentato: “Ragazzi avete combinato un macello, il formaggio c’era. Datemi il conto che vado all’ospedale”. Uno mi ha risposto: “No, no, vai subito all’ospedale”. Ho ringraziato».

 

Quanto è rimasto al pronto soccorso?

«Dalle 21 alle 9 dell’indomani. Il vero spavento dura un’ora, poi ti danno adrenalina e cortisone e i medici ti seguono a vista. Quando cominci a riprenderti capisci che sei salvo, anche se tutto passa dopo qualche giorno».

 

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