malago mancini guardiola

“OGGI IL NOME DEL CT? NON PENSO...” – IL PRESIDENTE FIGC GIOVANNI MALAGO’ GIOCA E VINCE CON ROBERTO MANCINI LA COPPA CANOTTIERI OVER 60 DI CALCETTO E FA CATENACCIO SU GUARDIOLA ("NON FATEMI PARLARE") - IL DT MALDINI NON MOLLA MA È COMPLICATO CONVINCERE L’EX TECNICO DEL CITY (IL PROBLEMA NON E' ECONOMICO MA LA VOLONTA' DI PEP DI STACCARE PER UN PO' DAL CALCIO) – “EL PAIS”: “GUARDIOLA POTREBBE ACCETTARE PERCHE’ E’ UNA SFIDA E ALLENARE LA NAZIONALE GLI GARANTIREBBE TEMPO PER LA FAMIGLIA” – MANCINI: “NON CI SONO STATI CONTATTI PER TORNARE”

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Da corrieredellosport.it

PEP GUARDIOLA

 

Queste, quindi, le parole del presidente Malagò al fischio finale: "Complimenti a tutte le categorie, fino a quando siamo qui vuol dire che ci divertiamo. Una bella coppia con Mancini? Ha giocato una partita fantastica, in campo è molto umile, ti dà proprio una mano, poi sono anni che giochiamo insieme.

 

Ci sono state partite molto complicate tra ottavi, quarti di finale e semifinale: ne abbiamo vinto una ai rigori e una all'ultimo secondo, lo spirito è quello giusto, quello del ragazzo. La Nazionale? Una coppia (quella con Mancini, ndr) che nella vita prescinde da tutto, una coppia molto legata, ci tengo a dirlo e ribadirlo. Il nome del ct domani? Non penso. Guardiola? Mi devo fermare così...". E allora non resta che aspettare. Appesi a Pep, un sogno forse già tramontato o impossibile. Maldini non molla, il pressing continua, ma è complicato convincere l’ex tecnico del City. Se dovesse andar male ci sono Mancini in pole (anche se lui ha detto: "Non ci sono stati contatti per tornare"), poi Pirlo. Forse Pioli. Ma non sarà domani il giorno giusto.

 

MALAGO MANCINI GUARDIOLA

EL PAIS SU GUARDIOLA

Da ilnapolista.it

Fino a quando dirà no (e ci toccherà approcciare il sì di Pirlo) il sogno di Pep Guardiola ct della Nazionale non è solo un sogno. Perché dopo L’Equipe anche El Paìs (che qualche prossimità in più a Guardiola ce l’ha) scrive che davvero potrebbe convincersi. E non tanto per le “eccezioni” economiche promesso da Malagò.

 

“La speranza – scrive il giornale spagnolo – che l’ex giocatore del Barcellona, 55enne, accetti l’incarico si basa sulla sua passione e sul suo amore per il calcio italiano e sul suo legame con l’Italia, dove ha giocato con Roma e Brescia tra il 2001 e il 2003 prima di ritirarsi. “Perché no?” fu la sua risposta in un evento pubblico a Trento nel 2018, quando gli fu chiesto se un giorno avrebbe potuto tornare ad allenare in Italia, un commento riemerso di recente”.

GIOVANNI MALAGO 3

 

 

ALL IN SU GUARDIOLA

Elisabetta Esposito per gazzetta.it

Per un’oretta ha potuto staccare la mente dal pensiero del ct. Giovanni Malagò ieri sera, a un passo dal Tevere, ha accantonato l’abito presidenziale, indossato la maglia del “suo” Circolo Aniene che ha guidato alla vittoria della Coppa Canottieri, torneo storico tra i circoli romani.

 

Accanto a lui Roberto Mancini, autore di cinque gol, ma questa è un’altra storia. Malagò aspetta e ovviamente spera. E, ormai è cosa nota, l’uomo che vorrebbe tanto portare sulla panchina azzurra è Pep Guardiola. Quello per cui "si possono anche fare eccezioni" persino se si parla di ingaggi, nonostante il budget federale sia un problema dichiarato.

 

I due inviati speciali a Barcellona, Maldini e Leonardo, sono tornati in Italia con poco ottimismo. L’ex tecnico di Barcellona, Bayern Monaco e Manchester City è la prima scelta di tutti, per questo – ovviamente dopo aver consultato il presidente – sul piatto hanno messo un progetto a 360 gradi che vedrebbe Pep al centro di tutto, con la possibilità di offrire al calcio italiano una nuova filosofia a partire dai settori giovanili.

giovanni malago roberto mancini partita del cuore 2026 foto lapresse

 

Una proposta che non può non affascinare un uomo innamorato del calcio come Guardiola, ma che – nonostante le rassicurazioni di dt e advisor di strutturargli uno staff di collaboratori che gli permetta di stare più tempo possibile a Barcellona – lo preoccupa per l’impegno richiesto. Non è tipo da fare le cose a metà Guardiola, la sua vita e la sua carriera dimostrano che tende a dare tutto se stesso, ottenendo peraltro sempre grandi risultati.

 

Adesso ha promesso alla famiglia che si sarebbe fermato, cosa che non fa dai tempi del Bayern. Se non saranno loro a spingerlo verso Coverciano (dove dovrebbe arrivare subito, a settembre c’è la Nations League) difficilmente accetterà la proposta azzurra. A oggi la situazione è difficile, anche perché sembra ci sia una distanza rilevante tra l’ingaggio importante offerto dalla federazione (10 milioni a stagione) e la richiesta di Pep, che vorrebbe circa il doppio.

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PEP GUARDIOLA