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“SONO RINATA GRAZIE ALLA CARNE DI STRUZZO” – PARLA NADIA BATTOCLETTI, GIOIELLO DELL’ATLETICA ITALIANA E ORO NEI 5MILA METRI AGLI EUROPEI: “DUE MESI FA, A CAUSA DEL CROLLO DELLA FERRITINA NEL SANGUE, ERO PRIVA DI FORZE, NON RIUSCIVO PIÙ AD ALLENARMI. HO PASSATO UN MESE SENZA SCARPE CHIODATE, E 5 SETTIMANE AL RIFUGIO CAMPOLONGO, SOPRA ASIAGO. DIETA A BASE DI CARNE DI STRUZZO – STO PER LAUREARMI IN INGEGNERIA E ARCHITETTURA: GRAZIE A MIO PADRE, SONO RIUSCITA A CONIUGARE ALLENAMENTI, GARE E STUDIO. C'ERANO GIORNATE IN CUI MAGARI ANDAVO A CORRERE ALLE SEI E MEZZA DEL MATTINO, PERCHÉ ALLE OTTO E MEZZA DOVEVO ESSERE SUI LIBRI O IN UNIVERSITÀ, E POI ALLA SERA TORNAVA A CORRERE. HO DATO ESAMI ANCHE DURANTE I GIOCHI OLIMPICI! A TOKYO HO PRESO UN 28 IN DISEGNO AUTOMATICO DUE GIORNI PRIMA DELLA MIA BATTERIA..."
Estratto dell’articolo di Massimo Calandri per “la Repubblica”
Alla vigilia degli Europei se ne stava come in disparte. Lasciava parlare gli altri.
Composta, quasi timida. Quattro giorni dopo, Nadia Battocletti è la stella polare dei 130 atleti italiani agli Europei. Ha vinto l'oro dei 5.000 con leggerezza e prepotenza, domani sarà l'attesissima protagonista della finale dei 10.000.
[…] «[…] Sono sempre stata molto discreta. A volte quasi in imbarazzo, quando l'attenzione si concentra su di me. Una ragazza semplice. Vengo da un paese di montagna della Val di Non, non siamo grandi chiacchieroni. […]».
Solo due mesi fa, le lacrime per il flop del Golden Gala, il crollo della ferritina nel sangue.
Priva di forze, non riusciva più ad allenarsi.
È rinata grazie alla carne di struzzo.
«Mi sono fermata per capire cosa stava accadendo, ho messo insieme i pezzi del puzzle. Un mese senza scarpe chiodate, e 5 settimane al Rifugio Campolongo, sopra Asiago. Dieta a base di carne di struzzo. Ma poi, sono una che mangia di tutto, e tanto: dolce, salato. Per fortuna, brucio».
Una predestinata. Suo padre Giuliano, che è anche il suo allenatore, faceva cross. Mamma Jawhara, di origine marocchina, correva gli 800.
«Papà è papà: non devo aggiungere altro. L'altra sera l'aveva capito, prima del via: "Corri come un corvo all'inizio, ma poi come un'aquila". Conosce tutti gli uccelli, e le piante: gli piace stare all'aria aperta. Ha incontrato mia madre in Marocco, a un raduno delle federazioni. Amore a prima vista. Si è convertito alla fede islamica per poterla sposare».
Nadia, anche lei è musulmana. In primavera, il suo digiuno per il Ramadan ha fatto discutere. Qualche giorno dopo però ha vinto il mondiale sui 3.000 indoor.
«La religione è stata comunque una mia scelta. E se credi, devi osservare i precetti. Mi sento fortunata ad avere due genitori che vengono da culture molto diverse: ho imparato tanto da entrambi, grazie a loro sono sicuramente una persona migliore».
È a un passo dalla laurea in Ingegneria e Architettura, deve discutere la tesi: titolo?
«"Progettazione di una scuola dell'infanzia 0-6 anni secondo i principi di salutogenesi e architettura in legno". Grazie a mio padre, sono riuscita a coniugare allenamenti, gare e studio. […] c'erano giornate in cui magari andavo a correre alle sei e mezza del mattino, perché alle otto e mezza dovevo essere sui libri o in Università, e poi alla sera tornava a correre. […]».
Ma se ha dato esami anche durante i Giochi Olimpici!
«A Tokyo ho preso un 28 in Disegno Automatico due giorni prima della mia batteria. A Parigi, un 30 in Materiali Innovativi 10 giorni dopo la gara». […]
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