diego armando maradona

PER SALVARE DIEGO ARMANDO MARADONA BASTAVA UN DIURETICO –  LO HA RIVELATO UN MEDICO VICINO AL “PIBE” DURANTE IL PROCESSO PER LA MORTE DELL’EX CAMPIONE ARGENTINO: “AVREBBE AIUTATO A ELIMINARE L’ACQUA ATTRAVERSO L’URINA E IN CIRCA 48 ORE, LE SUE CONDIZIONI SAREBBERO MIGLIORATE SIGNIFICATIVAMENTE" – COM’È POSSIBILE CHE L’ENTOURAGE MEDICO NON SI SIA ACCORTO DEL GONFIORE DI DIEGO?

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Da www.ilnapolista.it

 

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Ogni volta, parlarne fa più male della precedente. La negligenza con la quale un campione, un’icona, una leggenda e soprattutto un uomo è stato lasciato a sé stesso, in preda all’agonia, è fonte inesauribile di orrore e ribrezzo. Chi ha permesso tutto questo pagherà e dovrà pagare sul serio.

 

 È ciò che si sta provando a fare in Argentina, con il processo per la morte di Diego Armando Maradona, che ha messo sul banco degli imputati sette operatori sanitari, accusati di omicidio premeditato. Dopo la testimonianza del dottor Casinelli sulle sofferenze del Pibe de Oro, un altro dottore, tale Schiter, ha rivelato come la vita del campione argentino sarebbe potuta essere salvata con un diuretico. Lo riporta Le Parisien.

 

MARADONA SAREBBE POTUTO SOPRAVVIVERE

Si legge su Le Parisien: Un medico vicino a Diego Maradona ha dichiarato giovedì, durante il processo per la morte della stella argentina del calcio, che avrebbe potuto stare meglio “in 48 ore” se gli fosse stato semplicemente somministrato un diuretico per aiutare a eliminare l’acqua attraverso l’urina, suggerendo che la morte avrebbe potuto essere evitata.

 

leopoldo luque diego armando maradona

“In circa 48 ore, le sue condizioni sarebbero migliorate significativamente. Vedo pazienti in questo caso in terapia intensiva ogni giorno, che arrivano con insufficienza cardiaca congestizia. Vengono somministrati loro diuretici per ridurre il volume e, dopo 12 ore, sono già a casa,” ha aggiunto lo specialista in terapia intensiva. Impossibile che l’entourage medico non si fosse accorto del gonfiore di Diego.

 

COSA RISCHIANO GLI IMPUTATI

A difesa di alcuni imputati viene infatti contestata l’ipotesi di una lunga agonia, ritenuta da loro incompatibile con il decesso di un organismo già fortemente compromesso da eccessi e dipendenze. Gli imputati rischiano fino a 25 anni di carcere. Il processo potrebbe concludersi nel mese di luglio.

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