andrea kimi antonelli ferrari

PER CHI TIFARE, PER KIMI ANTONELLI O PER LA FERRARI, PER L’UOMO O PER LA MACCHINA? RISPONDE LO SCRITTORE E SCENEGGIATORE FRANCESCO PICCOLO: “GLI ITALIANI NON HANNO UN’IDEA PRECISA SU CHI E COSA, MA VOGLIONO TIFARE. VOGLIONO CHE CI SIA QUALCUNO CHE LI RAPPRESENTI E CHE VINCA. CHE POI SIA L’UOMO (KIMI ANTONELLI) O LA MACCHINA (LA FERRARI) POCO IMPORTA. LA SOLUZIONE SAPPIAMO TUTTI QUAL È. NON PUÒ ESSERE RISOLTA SUBITO, MA DALLA PROSSIMA STAGIONE TUTTI SOGNIAMO CHE KIMI ANTONELLI GUIDI LA FERRARI E COSÌ NON CI PENSIAMO PIÙ (E SOPRATTUTTO CHE INSIEME VINCANO, ALTRIMENTI LA FORMULA UNO NON LA GUARDIAMO PIÙ)…

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Estratto dell'articolo di Francesco Piccolo per repubblica.it

 

KIMI ANTONELLI

In questi giorni gli appassionati di Formula Uno in Italia stanno avendo un dubbio filosofico che ormai da secoli tormenta l’umanità: l’uomo o la macchina? Nel caso specifico: Kimi Antonelli o la Ferrari? Con chi stare, per chi tifare? Perché si sa, gli italiani non amano lo sport se non c’è di mezzo il tifo, stare dalla parte di qualcuno e contro qualcun altro. [...] Non importa quale sport, con quali regole, e se piaccia o no, se sia avvincente o noioso. Se c’è un italiano, nulla più conta: bisogna accendere la tv e tifare.

 

IL DILEMMA

Gli italiani non hanno un’idea precisa su chi e cosa, ma vogliono tifare. Vogliono che ci sia qualcuno che li rappresenti e che vinca. Che poi sia l’uomo (Kimi Antonelli) o la macchina (la Ferrari) poco importa. [...]

 

Alle Olimpiadi poi succede l’apoteosi: spada, fioretto, lotta libera, tiro con l’arco, tiro al piattello, canottaggio, judo. Si appassionano per dieci giorni a pallavolo, pallanuoto, basket, se è necessario persino padel, e poi, dopo aver saltato sul divano urlando “abbiamo vinto!”, se ne dimenticano per anni.

 

jannik sinner andrea kimi antonelli

Possono restare svegli tutta la notte per vedere due barche a vela navigare e virare alla boa restando distanti fin dalla partenza, non succede niente, ma sono così felici se vince la barca italiana. Possono calcolare i punti di ogni torneo Atp per capire se Sinner può tornare o poi restare numero uno del ranking, e se un altro italiano entra nei primi dieci.

 

E sono disposti a quel punto a vedere gli ottavi di finale del torneo di Stoccarda. Quindi la questione è sempre quella: qualcosa di italiano, e urliamo felici o ci commuoviamo sulla linea del traguardo o sull’ultimo colpo.

 

TRADIZIONE E MITO

Riguardo a Kimi Antonelli e alla Ferrari, però, c’è una storia che va al di là. E la storia riguarda la Ferrari. Il pilota è come se fosse un conducente, e conta la macchina. Nella disperazione, siamo tutti contenti che un pilota italiano, giovanissimo, vinca i gran premi uno dietro l’altro.

 

lewis hamilton andrea kimi antonelli

Ma abbiamo pensato sempre alla Ferrari, con qualsiasi conducente di qualsiasi nazionalità. Perché? C’è una tradizione, una volontà, un’epica, una cultura? In realtà, a pensarci bene, la cosa più probabile è che ci costruiamo i miti non per vincere, ma dopo aver vinto. Quando si chiede a delle persone adulte per quale squadra di calcio tifano, a parte il senso di appartenenza a una città, la maggior parte risponde con delle squadre che quando erano bambini vincevano.

 

[...] La Ferrari è diventata il mito degli italiani perché era bellissima, speciale, un simbolo. Ma soprattutto perché vinceva i gran premi di Formula Uno, e i piloti italiani casomai lo facevano meno. E allora ci conveniva di più tifare la Ferrari.

 

È stato così per tanti anni, ma adesso siamo in difficoltà, perché un pilota italiano ha vinto quattro gran premi consecutivi, e ci stavamo appena convincendo che in fondo un pilota italiano è come Sinner, come Federica Pellegrini — e proprio adesso che quasi lo avevamo deciso, Hamilton vince il gran premio con la Ferrari, riapre il discorso della vittoria. E noi pensiamo: e se abbandoniamo la Ferrari, e poi la Ferrari vince?

andrea kimi antonelli 3

 

LA SOLUZIONE: ANTONELLI ALLA FERRARI

La soluzione sappiamo tutti qual è. Non può essere risolta subito, e quindi dobbiamo tormentarci ancora con il pilota italiano o la macchina italiana, ma dalla prossima stagione tutti sogniamo che Kimi Antonelli guidi la Ferrari e così non ci pensiamo più (e soprattutto che insieme vincano, altrimenti la Formula Uno non la guardiamo più). Per quest’anno però, possiamo considerare un’altra soluzione: decidere che sia il pilota sia la macchina ci stanno bene. E al momento, sono le due uniche soluzioni all’orizzonte per la vittoria finale del Mondiale. Insomma, o l’una o l’altra, noi vinciamo sempre. Lo abbiamo fatto perfino con le guerre, non possiamo farlo con la Formula Uno?