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IL PROSSIMO 22 OTTOBRE DOVRÀ ESSERE VOTATO IL NUOVO PRESIDENTE DELLA FGIC UNA CARICA CHE IN ITALIA CONTA PIÙ DI QUELLA DI UN MINISTRO. ATTUALMENTE LA POSIZIONE È RETTA DAL COMMISSARIO ROBERTO FABBRICINI, OMBRA DEL PRESIDENTE DEL CONI MALAGÒ – IL CAOS DEI CANDIDATI (ABETE, GRAVINA, ABBODI) E LE TRAME DI LOTITO
DAGOREPORT
Il prossimo 22 ottobre dovrà essere votato il nuovo Presidente della FGIC una carica che in Italia conta più di quella di un ministro. Attualmente la posizione è retta dal Commissario Roberto Fabbricini una brava persona del tutto priva di carisma e potere, ombra del presidente del Coni Malagò.
Il candidato eleggibile per un periodo è sembrato essere “il nuovo che avanza” Giancarlo Abete ma poi ci si è accorti che la legge impedisce la rielezioni per tre mandati e si è passati a Gabriele Gravina numero 1 della Lega Pro che al momento avrebbe il 53% dei voti (17% della Lega Pro, 34% dei dilettanti di Cosimo Sibilia, il2%degli arbitri) cui si aggiungerebbe il 20% dei calciatori di Damiano Tommasi.
Anche Gravina ha però fatto tre mandati come consigliere federale e il Collegio di garanzia del Coni potrebbe impallinarlo. In questo spazio si è inserita la candidatura di Andrea Abodi ex capo del calcio di serie B nominato, in limine mortis del governo Gentiloni, da Luca Lotti Presidente del Credito Sportivo ma sempre in cerca di nuove cariche nel mondo del pallone.
Non è chiaro se il Governo (ossia il sottosegretario Giorgetti che poco ama l’attuale assetto di potere del Coni da cui promana Abbodi) lo appoggi; forse si vuole semplicemente liberare la poltrona del Credito Sportivo.
Resta il tema di fondo che tutte queste candidature non esprimono il consenso del mondo della Serie A che, volere o volare, è i fulcro del calcio giocato e del calcio sistema industriale. Qui si da molto da fare Claudio Lotito, finora peraltro con scarsi risultati.
massimo ferrero saluta claudio lotito (1)
Lotito, visto l’impasse attuale e con il rischio che il 22 ottobre non si trovi nessun accordo, sta puntando sotto sotto su un nome esterno al calcio per superare i veti incrociati (e per superare pure tante antipatie che lui stesso si è creato con un atteggiamento troppo presenzialista). Sembra abbia già proposto, ma senza successo, il nome dell’ex comandante Generale dei Carabinieri Tullio Del Sette. Ora starebbe per tirare fuori un altro nome che viene dalla “società civile”.
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