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QUANDO IL FUMETTO È ARTE! "I VIAGGI DI BREK" DI GASTONE NOVELLI, UNO DEI PIÙ ALTI ESEMPI DI GRAPHIC NOVEL ITALIANO, RIVIVE DUNQUE IN UNA NUOVISSIMA EDIZIONE DI POSTMEDIA BOOKS, PUBBLICATA NELLA COLLANA "QUADERNI" DELLA FONDAZIONE ECHAURREN - UN FUMETTO CHE È UN'OPERA D'ARTE D'AVANGUARDIA TRA EROS E CULTURA BEAT – PABLO ECHAURREN: “QUANDO FU PUBBLICATO NEL 1967 IL MONDO DEL FUMETTO NON LO CAPÌ, E COSI' ANCHE 50 ANNI DOPO. È PASSATO INOSSERVATO ALLE RIVISTE E ALLE RASSEGNE SPECIALIZZATE. UN UFO. L’ITALIA È PER SUA STESSA NATURA CONFORMISTA E ESTEROFILA. AL MASSIMO SI ADEGUA A SCELTE D’OLTRECONFINE, SI OSTINA A RIMANERE PROVINCIALE, IL FANALINO POSTERIORE, UN ETERNO BANALINO DI CODA”
Pablo Echaurren per “il Sole 24 Ore – Domenica” - Estratto
gastone novelli - i viaggi di brek
(...)
Nella vulgata il fumetto viene considerato prossimo alla spazzatura, è un’arte Cenerentola, costretta ad assecondare i gusti di un pubblico distratto, spesso incolto, adolescenziale, brufoloso.
Quindi resta ai margini quando gli va bene. Io che ho fumettato in passato (sono oltre trentacinque anni che non lo frequento più), lo so bene quanto fumettare faccia male, quale cortina pregiudiziale si debba dissipare.
Difatti si sono inventati il termine Graphic Novel per poterlo fare accomodare a tavola, seppure un po’ in disparte rispetto a ciò cui la critica ufficiale ha concesso il lasciapassare.
gastone novelli - i viaggi di brek
Ma non vi crediate che gli esegeti del fumetto siano più aperti o lungimiranti. Prendiamo il caso eclatante di Gastone Novelli (Vienna 1925 - Milano 1968). Un artista riconosciuto in vita e invitato a tutte le manifestazioni ufficiali di settore, Biennale di Venezia compresa. Eppure Novelli voleva spaziare, voleva pazziare, voleva testare altre forme espressive, voleva inglobarle nel suo linguaggio.
Soprattutto il fumetto.
La Pop Art, infondo, si era limitata a manifestare un interesse verso il fumetto in quanto espressione della nuova cultura americana, in quanto merce (al pari di automobili o detergenti), in quanto elemento distintivo di una società sviluppatasi sull’immagine pubblicitaria.
Lo aveva trasferito sulla tela, lo aveva spalmato su un piano elevato, lo aveva innalzato e illuminato di luce nuova ma non lo aveva praticato in quanto medium vero e proprio. Gli aveva conferito dignità estetica senza però mescolarsi realmente con esso.
Il fumetto era entrato nel quadro ma il quadro non era entrato nel fumetto. Così Novelli decise di buttarsi nell’impresa per rimescolare le carte. Era il 1967, il mondo del fumetto non lo capì. Pubblicò le sue avventure di Brek e di Angelica marchesa beat in un libro e la cosa finì lì (Venezia, Alfieri edizioni,1967).
Io da ragazzo ne andavo matto, lo avevo trovato da Remainders, il paradiso dei libri invenduti. Nel tempo ho provato in tutti i modi a sensibilizzare i fumettari ma non ci fu nulla da fare. Troppo anticipatore. Recentemente (nel 2017) ho provato con uno che aveva una spiccata sensibilità in tale direzione e che aveva davvero le mani in pasta nell’editoria a fumetti, un altro buco nell’acqua.
Mi rispose che Brek era «distante dalla sensibilità di oggi nel fumetto» che avrebbe potuto ripubblicare Feininger ma non certo Novelli, per lui non c’era spazio. Non c’era stato nel 1967 e non c’era cinquanta anni dopo. Se non ieri, quando? Ho dovuto provvedere di tasca mia, di tasca nostra.
gastone novelli - i viaggi di brek
(Gastone Novelli, I viaggi di Brek, Milano, Postmedia Books, 2020, a cura di Raffaella Perna).
Malgrado ciò è comunque passato inosservato alle riviste e alle rassegne specializzate. Un Ufo o Uap come si dice ora.
Quando un illuminato Alfredo Salsano mi invitò a pubblicare per Bollati Boringhieri un’antologia di mie biografie disegnate (Campana, Majakovskij, Pound) con introduzione paracolpi di Enzo Siciliano se la dovette poi vedere con un’infuriata signora Romilde che scandalizzata giurò che la sua casa editrice non avrebbe mai più stampato un libro a fumetti!
Ma lo stesso vale per la ceramica. In un museo d’arte contemporanea troverete la ceramica solo se fatta da un grande pittore, non se invece è opera di un grande ceramista. Troverete magari una ceramica di Lucio Fontana o di Melotti ma difficilmente vi imbatterete in una di Carlo Zauli.
Con le foto identica storia: uno scatto di Tano D’Amico sulla cacciata di Lama dall’università nel 1977 fa mangiare la polvere ai funerali di Togliatti di Guttuso, ma nessuno glielo riconosce.
gastone novelli - i viaggi di brek
Non vedremo mai associate la foto di gruppo di Marinetti e C. sul marciapiede di Parigi e quella dei Ramones davanti a uno scalcinato muro di mattoni. Due versioni di un’avanguardia pronta a sferrare l’attacco alle consuetudini. E mai e poi mai qualcuno si azzarderà ad accostare una tavola originale di Sergio Tofano o di Angoletta per «Il Corriere dei Piccoli» a uno schizzo di Mario Sironi per «Il Popolo d’Italia». Ogni cosa se ne stia a casa propria.
Il capolavoro della psichedelia italiana, il palco del Piper Club realizzato da Claudio Cintoli, è stato smembrato e smaltito ecologicamente, in fondo serviva da sfondo mica era un quadro. I segmenti separati dell’esistenza devono rimanere tali e non trovare una loro naturale ricomposizione. Alla faccia di Karl Marx che si auspicava un uomo a più dimensioni (L’ideologia tedesca).
Dividere per meglio dominare, fissare paletti, rafforzare paratie stagne, consolidare ruoli giudicanti, classificare, è il fondamento del dominio culturale e del mercato. Ciascun prodotto dell’immaginazione incontra ostacoli nella zona di confine a lui contigua.
Una forma di razzismo estetico e di colonialismo intellettuale dura a morire e che va combattuta strenuamente, in trincea e con l’elmetto in testa. L’Italia è per sua stessa natura conformista e esterofila. Al massimo si adegua a scelte d’oltreconfine, si ostina a rimanere provinciale, il fanalino posteriore, un eterno banalino di coda.
gastone novelli - i viaggi di brek
gastone novelli 03
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gastone novelli - i viaggi di brek
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