TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO…
QUANTO ROSICA USAIN BOLT! L’EX VELOCISTA GIAMAICANO SI MANGIA LE MANI PER IL MONTEPREMI DA 150MILA DOLLARI DEGLI “ULTIMATE CHAMPIONSHIP”, NUOVA COMPETIZIONE DELL'ATLETICA, AL VIA OGGI A BUDAPEST: “HO VINTO TRE OLIMPIADI E NON MI HANNO DATO UN SOLDO. HO DECISAMENTE SBAGLIATO EPOCA. MI DISPIACE PER ME, MA SONO FELICE PER GLI ATLETI CHE FINALMENTE SONO RICOMPENSATI” – CHISSÀ QUANTO AVREBBE INCASSATO OGGI IL 40ENNE, ANCORA DETENTORE DEI RECORD MONDIALI DEI 100 METRI PIANI, DEI 200 METRI PIANI E DELLA STAFFETTA 4×100 METRI
Estratto dell’articolo di Emanuela Audisio per “La Repubblica”
[...] «Ho vinto nello sprint tre titoli olimpici consecutivi e non mi hanno dato nemmeno un soldo. Ho decisamente sbagliato epoca. Mi dispiace per me, ma sono felice per gli atleti che finalmente sono ricompensati». Il destinatario è il Cio.
Un Usain Bolt assonnato, arrivato direttamente dall'aeroporto, sfreccia così nella presentazione degli Ultimate Championship, nuova competizione dell'atletica. Nei 100, 200 e nella staffetta dal 2008 al 2016 è stato il fulmine che tutto ha incendiato.
E aggiunge: «Ne parlavo l'altro giorno con Asafa Powell, mai visti tanti soldi come in questa manifestazione, e anche l'idea di una sfida tra i migliori, mi sembra la cosa giusta. Io non mi sono mai tirato indietro quando c'era da affrontare avversari forti». Lord Coe ridacchia, lui i 10 milioni di dollari di montepremi li chiama financial welfare e dice: «Nessun atleta se ne andrà a mani vuote».
Il Cio non ha mai approvato che World Athletics introducesse il prize money alle Olimpiadi, ma l'idea che il vincitore a Budapest si porti a casa 150 mila dollari piace a tutti. Anche a Larissa Iapichino che dopo il forfait dell'americana Tara Davis-Woodhall oggi è l'unica azzurra in gara e la donna da battere nel lungo, nell'anno in cui con 7,12 ha migliorato il record italiano (un centimetro di più di mamma Fiona May) e ha vinto il titolo europeo.
«Tutti devono capire che lo sport per noi è professionismo e all'estero non hanno la fortuna di avere delle istituzioni militari che tesserano e aiutano gli atleti, io ho amiche negli Usa che devono pagarsi l'attività e dove il contributo dello sponsor è minimo. Gli Ultimate sono una buona idea, anche il formato aggressivo mi piace, è subito finale, e l'idea di uno stadio nero illuminato solo nella sede di gara è buona.
Soprattutto per gli spettatori che così non saranno distratti da altri eventi in corso e chi è davanti alla tv potrà apprezzare meglio il nostro gesto atletico senza interruzioni. Chi resta indietro va fuori, c'è più dramma, ma anche più adrenalina. Bisogna dare il meglio subito, non mi spaventa». [...]
LARISSA IAPICHINO
usain bolt alle olimpiadi di rio
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usain bolt puma
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