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“GRAVINA COME MELONI. NON SI DIMETTE, MA FA DIMETTERE GLI ALTRI. VINCIAMO SOLO I MONDIALI DI SCARICABARILE: IN POCHI SI ASSUMONO LE RESPONSABILITÀ. PERCHÈ?” – IL PESANTE ATTO DI ACCUSA DI RENZI: “IN FEDERAZIONE SI PENSA DI ANDARE AVANTI TRA RACCOMANDAZIONI E AMICHETTISMO, VIVENDO DI PICCOLI INCIUCI. E DI SERVILISMO VERSO LA POLITICA. SI ASSUMONO I FIGLI DEI MINISTRI MA NON CI SI OCCUPA DEI RAGAZZI CHE VORREBBERO SOGNARE UN CALCIO DIVERSO”. CHI SONO I FIGLI DEI MINISTRI IN FIGC? FILIPPO TAJANI, FIGLIO DEL VICEPREMIER, È STATO ASSUNTO NEL COMITATO ORGANIZZATORE PER EURO2032. LA FIGLIA DI GIORGETTI, MARTA...

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Estratti da ilfoglio.it

gravina

(...) Al coro si unisce poi Matteo Renzi che attacca Meloni (“campionessa di scaricabarile come Gravina”) e parla di “servilismo verso la politica” da parte della federazione: “Si assumono i figli dei ministri ma non ci si occupa dei ragazzi che sognano un calcio diverso”.

 

 

I FIGLI DEI MINISTRI IN FIGC

Estratti da repubblica.it

Il calcio per esempio. Il comitato per l’organizzazione degli Europei del 2032, che sono stati assegnati a Italia e Turchia, non esiste ancora. È presto. “Not before 2026”, ha detto l’Uefa. Eppure a Roma ci siamo portati avanti: non è ancora sicuro che ci saranno gli stadi per ospitare le partite, ma la Federcalcio ha già creato un ufficio.

 

Risponde al dipartimento marketing e ha assunto i primi collaboratori. “Da lunedì 23 ottobre ci lavora Filippo Tajani, figlio del vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Forza Italia, Antonio”, ha scritto nei giorni scorsi il blog Storiesport ripreso da siti di informazione. Filippo ha un buon curriculum, assicura chi lo conosce.

 

RENZI MELONI

E comunque non dovrebbe sentire troppo il peso di essere “figlio di”, non fosse altro perché negli uffici della Federcalcio non è il solo: a Casa Italia, l’ufficio che si occupa delle attività del centro di Coverciano sede della nazionale, ci lavora da più di un anno Marta Giorgetti, la poco più che ventenne figlia del ministro dell’Economia e delle Finanze.

 

Un piccolo cortocircuito che in questi mesi più volte è stato fatto notare a Giancarlo Giorgetti: negli anni scorsi proprio lui gridava “via la politica dallo sport” in nome della battaglia allo spreco e agli sperperi, ma evidentemente non ha voluto impedire il lavoro, legittimo, della figlia proprio in quel settore.

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