roberto mancini

“ROBERTO MANCINI CUSTODISCE LA PRODIGIOSA CAPACITÀ DI NON PROVARE VERGOGNA. È UN DONO DI NATURA, IGNORA IL SUO PECCATO ORIGINALE” – SUL "CORRIERE DELLA SERA" DI CAIRO, GRAN OPPOSITORE CON MAROTTA DELLA SCELTA MANCINI, FABRIZIO RONCONE PRENDE A RONCOLATE IL NEO-CT AZZURRO - NEL MIRINO FINISCE LA FUGA “IGNOBILE E TREMENDA” IN ARABIA (PER 25 MILIONI A STAGIONE”): “SI TRATTÒ DI UN ATTO CHE TENEVA INSIEME DISDEGNO E FURBIZIA, IRRIVERENZA E CINISMO, MENDACIO E IPOCRISIA NEI CONFRONTI DELL’ISTITUZIONE AZZURRA. MA CHI HA TRADITO UNA VOLTA POTREBBE FARLO DI NUOVO” - "IL CIUFFO, CHE ERA SUI TONI DEL MOGANO, PER QUESTA NUOVA STAGIONE DA CITTÌ, VIRA SU UN PRECISO GRIGIO CANNA DI FUCILE" – MALAGO’ E IL MESSAGGINO DI DONNARUMMA CON CUI SI RALLEGRAVA, A NOME DELLA SQUADRA, PER LA SCELTA DI MANCINI: “DOPO AVER IMMAGINATO DI ESSERE ALLENATI DA ANDREA PIRLO, UN MINIMO DI EUFORIA, TRA GLI AZZURRI, È COMPRENSIBILE…”

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Fabrizio Roncone per corriere.it – Estratti

 

ROBERTO MANCINI

Roberto Mancini custodisce la prodigiosa capacità di non provare vergogna. È un dono di natura. Altri, al posto suo, un attimo prima di entrare in conferenza stampa, avrebbero detto al presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò: no, guarda, io non ce la faccio. Invece eccolo Mancini, che arriva e si siede. L’atmosfera sarà, per lunghi minuti, cimiteriale.

 

Che gli si può dire, a Mancini? Ignora il suo peccato originale. Considera il tradimento della Nazionale, quella fuga ignobile, tremenda, per andare ad arraffare i dollari arabi, una semplice debolezza. Niente di più. Cerca, senza riuscirci, di fare anche lo spiritoso con i giornalisti. «Volevo evitarvi un po’ di fatica…».

 

Così prende la parola per una dichiarazione spontanea e se ne esce con una banalità sconcertante. Paragona la Nazionale alla donna della sua vita, spiega di averla persa, se ne dispiace tanto, ammette di aver commesso degli errori. Non spiega, però, quali. Resta sul vago. Mica ci metteremo a parlare di soldi, vero?

 

L'Europeo vinto, il flop con la Macedonia del Nord e la fuga in Arabia Saudita: perché Mancini lasciò la Nazionale e come andò il primo mandato

claudio ranieri, roberto mancini e giovanni malago' foto lapresse

 

(…) Che Mancini lo percepisca, lo capisca o no, si trattò di un atto che teneva insieme disdegno e furbizia, irriverenza e cinismo, mendacio e ipocrisia nei confronti dell’istituzione azzurra: tutti, del resto, sappiamo bene che appena due settimane dopo quella Pec, Mancini siglò un accordo con l’Arabia Saudita alla bella cifra di 25 milioni a stagione, fino al 2027.

 

(…)

Malagò siede al centro, Mancini è a destra e, dall’altra parte, c’è Claudio Ranieri. Malagò, con grande mestiere, a un certo punto, capisce che deve cercare di diventare lui, il protagonista. Così ci fa sapere che il capitano Gigio Donnarumma gli ha scritto un whatsapp con cui si rallegrava, a nome della squadra, per la scelta di Mancini.

 

Diciamo che dopo aver immaginato di essere allenati da Andrea Pirlo, un minimo di euforia, tra gli azzurri, è comprensibile. Nessuno, sia detto con onestà intellettuale, mette del resto in discussione le capacità tecniche di Mancini.

 

CLAUDIO RANIERI ROBERTO MANCINI

E ha probabilmente ragione Malagò nell’immaginare che se con Antonio Conte avremmo dato subito una sistemata alla squadra, con Mancini potrebbe forse esserci più fantasia, qualche lampo come fu quello di tenere insieme, in mezzo al campo, Verratti e Jorginho. Sulle prospettive, non so. Per restare alla metafora di Mancini, se uno ti tradisce una volta, può farlo anche una seconda.

 

Si pensava questo, osservandolo. Magro, l’abbronzatura perfetta (dopo che tutti e tre avevano ripreso i colori naturali, smettendo d’essere cerei), ogni tanto il solito tic manciniano di spostarsi il ciuffo, che era sui toni del mogano e che invece, per questa nuova stagione da cittì, sfoggia di un preciso grigio canna di fucile. L’altra cosa che si pensava è che, da adesso in poi, dovrà vincerle tutte (proprio tutte).

roberto mancini foto lapresse 2claudio ranieri, roberto mancini foto lapresse 3

 

roberto mancini 1roberto mancini 2claudio ranieri, roberto mancini e giovanni malago' claudio ranieri, roberto mancini foto lapresse 4