schwazer donati

“L'ALTRA VOLTA NEL 2016 ERANO APPARSE DA SUBITO ALCUNE STRANEZZE NEI CONTROLLI. QUESTA VOLTA NON LE VEDO” – L’EX ALLENATORE DI ALEX SCHWAZER, SANDRO DONATI, SI DICE AMAREGGIATO E INCREDULO DI FRONTE ALLA NOTIZIA DELLA POSITIVITA’ ALL’EPO DEL MARCIATORE: "IN GERMANIA ERAVAMO INSIEME E MI SONO FATTO DARE LA PROVETTA CON L’URINA IN ESUBERO CHE ORA È IN UN LUOGO SICURO CHE PERÒ NON POSSO RIVELARE. LI’ C’È LA VERITÀ. LUI COLPEVOLE? VOGLIO SAPERNE DI PIÙ, NOI DUE ABBIAMO UNA MAREA DI NEMICI. QUESTA È GENTE CHE NON PERDONA….”

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Alberto Abburrà per “la Stampa” - Estratti

alex schwazer e sandro donati

 

«Amarezza e incredulità». Sandro Donati misura le parole quando parla della nuova bufera che ha travolto Alex Schwazer. Lui che è stato l'allenatore del marciatore e ha condiviso la lunghissima battaglia giudiziaria ora ha un desiderio: «Provare a capirne di più». 

 

Ha dei dubbi su Schwazer? 

«No, ma per parlare ho bisogno di dettagli che al momento non possiedo». 

 

Alex è innocente o colpevole? 

«Se assumo una posizione devo essere sicuro. Quando ero il suo allenatore abitavamo vicini, lo seguivo in bici dalla mattina alla sera, lo facevo monitorare in laboratorio: è successo 42 volte in 16 mesi. Adesso no, non conosco i fatti». 

 

A quali fatti si riferisce? 

«L'altra volta nel 2016 erano apparse da subito alcune stranezze nei controlli. Questa volta non le vedo». 

 

SANDRO DONATI ALLENATORE DI SCHWAZER

Lei era a Francoforte il 26 aprile, che clima c'era? 

«Un clima tranquillo, lui era sereno. L'ispettore antidoping una persona semplice, il suo atteggiamento comprensivo. Mi hanno permesso di accompagnarlo, poi ho chiesto di poter avere parte del sangue prelevato. Mi è stato detto di no. Allora ho chiesto di poter trattenere l'urina in esubero e questa richiesta è stata assecondata. Ho preteso che venisse messo a verbale perché in quella urina c'è la verità». 

 

La terza provetta, ora dov'è? 

«In un luogo sicuro che però non posso rivelare». 

 

SANDRO DONATI E SCHWAZER

Quindi nessuna anomalia in questo controllo? 

«Esatto. Il problema è un altro». 

 

Quale? 

«In tutti i controlli antidoping quando gli atleti finiscono i prelievi non hanno niente in mano. Il sangue e l'urina vengono portati via e da quel momento tutto è affidato alla correttezza di una catena di controllo molto delicata. Dovrebbe essere una situazione incorruttibile, ma siccome coinvolge molte persone può succedere di tutto». 

 

Per esempio? 

«Il processo di Bolzano ha messo nero su bianco che nel 2016 ne hanno fatte di tutti i colori. Ma non solo. È stato dimostrato che in Russia manipolavano sistematicamente le provette e l'ex presidente della Federazione internazionale Lamine Diack è finito in carcere per aver fatto sparire le positività». 

 

Oggi dove potrebbe essere avvenuta la manipolazione? 

ALEX SCHWAZER E SANDRO DONATI

«Io al momento non vedo stranezze». 

 

Il laboratorio di Colonia è lo stesso finito al centro della bufera giudiziaria nel 2016. 

«Allora vennero commesse gravità immani, ma io non generalizzo. Questo è un altro controllo». 

 

Quindi lei non esclude una nuova positività? 

«Le cose si capiranno quando avremo in mano le carte. Voglio conoscere la procedura, consultare i risultati e studiare il fascicolo». 

 

L'avvocato Brandstätter ha parlato di minacce ricevute di recente, ne sa qualcosa? 

«Non ne so nulla». 

Però voi avevate sconsigliato ad Alex di tornare in gara. 

«Questo è vero, quello che è successo nel 2016 è stato uno choc per tutti». 

 

Alex ha ancora dei nemici nel mondo dell'atletica? 

SCHWAZER DONATI

«Ne ha una marea, quelli che ho io. Avendo contestato la positività in tutti i modi con pesanti accuse alla Wada, al laboratorio di Colonia e alla Federazione internazionale è inevitabile. Questa è gente che non perdona. Ma ripeto, non me la sento di creare un collegamento diretto». 

 

Oggi il doping esiste ancora? 

«Certo. Ma basta fare un'analisi dei casi positivi per capire cosa io denuncio da tempo: sono una galleria di sconosciuti. In totale appena lo 0,6-0,8% degli atleti. Si è parlato degli Enhanced Games (i Giochi per dopati, ndr) come di uno scandalo. Poi guardando i risultati è arrivato un solo record del mondo. Sa cosa vuol dire? Che gli Enhanced Games ci sono già e sono sotto gli occhi di tutti perché l'antidoping non funziona». 

SCHWAZER DONATI