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Antonio Dipollina per “La Repubblica”
- Via, si parte, Cerimonia di Rio 2016 in semi-notturna (replica Rai il mattino successivo). Commentano l’istrionico Franco Bragagna, Eugenio De Paoli da tempo in impegnativa trasferta brasiliana e come terza voce, dice lui, proprio il neodirettore di Raisport Gabriele Romagnoli.
- La Cerimonia anche come sfida. Marco Balich, produttore italiano dell’intera serata, annuncia la provocazione beffarda, quattro squadre sfileranno precedute dalla classica bella ragazza che innalza il cartello col nome della nazione. Ma quelle quattro non saranno ragazze bensì transgender. E pare che i paesi non siano stati scelti a caso, ma in maniera mirata tra quelli che potrebbero gradire di meno (tipo, ragionando per assurdo potrebbe esserci anche l’Iran, ma si fa per dire).
- Una delle transgender più famose, Lea T, figlia di Toninho Cerezo, è casualmente brasiliana – anche se vive a Roma – e sempre casualmente si aggirava ieri dentro il Maracanà.
- A Rio c’è anche il golf, in Rai non hanno mai dato gare di golf rilevanti o anche meno rilevanti, bisognava reperire un telecronista ed è partita un’indagine a tappeto: e alla fine è stato reclutato Maurizio Losa, storico volto di tg, grandi inchieste e anche sport, e provetto golfista in proprio.
- Registrati i primi seri casi di dipendenza a Rio. E non da quello che ognuno può pensare. Bensì dalle caramelle che offrono i conducenti di Uber a chi sale in macchina: sono terribili e appiccicose ma è impossibile poi staccarsene, in ogni senso.
- Gisele Bundchen, star brasiliana che nobilita l’apertura dei Giochi, incede nel Maracanà nelle prove definitive della Cerimonia. Non ha abito di scena ma maglioncino e jeans attillati, tacchi adeguati, si ferma con i volontari e ride e scherza. E insomma è simpatica, ma proprio tanto simpatica.
- Lo stadio del beach volley troneggia imperioso sulla spiaggia di Copacabana. È altissimo e stretto, tribune spioventi, da fuori non si vede alcunché e il senso è che se si vogliono vedere le meraviglie dei Giochi bisogna pagare ed entrare.
- Riguardo la recente squalifica della beachvolleysta italiana per doping vanno assolutamente censurati alcuni commenti apparsi sul web, tipo quello dei tipi di Unfair Play che suonava più o meno «l’ho sempre sospettato che quei fondoschiena non potevano essere naturali».
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