giovanni malago e roberto mancini foto mezzelani

“SE SI VA D’ACCORDO E’ MEGLIO PER TUTTI” - L’ASSIST DI ROBERTO MANCINI ALL’AMICO GIOVANNI MALAGO’. LA RINASCITA DELLA NAZIONALE HA AIUTATO A DIPANARE IL GROVIGLIO DELLA POLITICA FEDERALE COME HA CONFERMATO APERTAMENTE ANCHE IL PRESIDENTE DEL CONI, LUCIANO BUONFIGLIO - LE PAROLE DEL CT DOPO LE DIMISSIONI DI DIANA BIANCHEDI (IN POLEMICA CON IL MINISTRO ABODI) DAL RUOLO DI CAPO DELEGAZIONE AZZURRO: “CI MANCA, CON NOI È STATA PERFETTA” – IL DISPIACERE DEL MANCIO PER NON AVERE CON LUI L’AMICO VIALLI...

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Paolo Tomaselli per corriere.it - Estratti

giovanni malago e roberto mancini foto mezzelani gmt084

 

«Sono felice che le cose siano state portate a termine. Mi sembra che vadano bene a tutti ed è positivo: se si va d’accordo è meglio...».

 

A sentire le parole di Roberto Mancini dopo aver ricevuto il premio Vialli a Rimini, adesso sembra tutto facile, quasi banale. E forse è questa la ricetta segreta con cui il Grande Semplificatore ha risollevato la sua squadra dopo la falsa partenza contro il Belgio a Roma, salvando di fatto il presidente Malagò che lo aveva chiamato proprio per questo: lavorare bene e in poco tempo. (...)

 

Due settimane fa a Coverciano l’atmosfera non era così leggera. 

 

(...) L’estate era stata turbolenta e dopo le dimissioni di Maldini e Leonardo il binomio Mancini-Malagò aveva assunto ancora più valore: sia per chi lo vedeva in modo favorevole, sia naturalmente per i detrattori.

 

Che i risultati positivi degli azzurri abbiano aiutato a dipanare il groviglio della politica federale lo ha confermato apertamente anche il presidente del Coni, Buonfiglio.

 

Quella foto di Malagò, immortalato in tribuna all’Olimpico tra lui e il ministro dello sport Abodi, un po’ stizzito e un po’ incredulo durante la partita persa con il Belgio sembrava a molti l’immagine di chiusura di un breve regno, con possibili conseguenze sulla guida tecnica della Nazionale. Da lì, già nel secondo tempo, Mancini è ripartito con più convinzione e idee chiare.

 

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Non perché abbia sentito la panchina a rischio, ma la scrivania del presidente Malagò forse sì. La reazione in Turchia è stata quella di una squadra brava a ricompattarsi nella difficoltà, lasciando tutti i problemi a Montella e ai suoi giocatori e alleggerendo all’improvviso l’aria attorno alla maglia azzurra. E anche le parole accalorate del ct dopo le dimissioni di Diana Bianchedi dal ruolo di capo delegazione («Già ci manca, con noi è stata perfetta») erano un ulteriore segnale di compattezza che arrivava dallo spogliatoio.

 

(...) E nella «sua» Bologna, ancora contro la Turchia, Mancini è arrivato più sollevato. Dopo la partita sembrava un altro rispetto all’esordio a Coverciano. 

 

(...) «Adesso l’unica cosa che mi manca è Vialli...». Ma l’altro lato del pallone, quello buono, non muore mai.

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