FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
Giancarlo Dotto per Dagospia
Eravamo dunque una gigantesca bolla, un’illusione ottica grande come l’Europa Minore? Il Toro fa quel può nella patria di Rasputin e di Hulk, per giunta in dieci. Si fa bastare uno 0-2 che non basterà nel ritorno di Torino.
Mancini, e l’Inter con lui, si suicida scientificamente affidandosi a guanti e piedi di uno come Carrizo, la cui carriera è un museo degli orrori da folclore del portierato calcistico, ma che continua a trovare inspiegabilmente una porta e tre pali che lo ospitano.
Avere Handanovic e tenerlo in panchina in una partita così importante, in nome di chissà quale stolto catechismo calcistico, è peccato mortale che meritava la punizione divina. Arriva puntuale. Senza Carrizo, quelli del Wolfsburg sono solo una mediocre banda buona tutt’al più a fare da testimonial per la mitologica “macchina del popolo” della loro città.
A proposito di divinità. Quella evocata da Rudi Garcia contro il suo peccato di Hybris (“vinceremo lo scudetto”) continua a colpire con una malvagità senza fondo. La quantità di malasorte che si è scatenata da allora sulla Roma non ha nulla di umano. Il castigo divino si materializza nei primi venticinque minuti, due misteriosi acciacchi che sfrattano dalla partita De Rossi e Manolas, quando la Roma è già sotto per lo sfondone del Danielone.
mancini 213442956 76f4a1d6 6bdc 4e58 a2b7 bdca6b41e61a
E poi quel rigore…Qui la sfiga non c’entra. Tutto il mondo sa che Ljajic lo sbaglierà. Scontato. Troppo complicato emotivamente per il serbo e di là un portiere, Neto, che deve mondarsi del peccato di tradimento. Insomma, era scritto. Ma la Roma di questi tempi ha paura delle ombre. Autolesionista, tremula e indecisa a tutto.
Le due squadre scelgono e un po’ sono costrette a giocare senza sniper, il cecchino davanti. La Roma non ha Totti e, prima o poi, dovrà rassegnarsi a farlo. Come già nell’ultima mezz’ora con la Juve, la squadra gioca meglio, più fluida e più libera senza i due totem. Sarà un caso o forse no ma anche stavolta, come all’Olimpico, è quel magnifico personaggio di Keita, sempre di testa, a firmare l’ennesimo, ma questa volta non spregevole e meritatissimo pareggio contro una Fiorentina che gioca solo la prima mezz’ora.
Da qui a una settimana il rischio concreto è di restare nell’Europa minore con due squadre su cinque. Ci sarà quasi certamente il Napoli tritamosche. Cui basta la parola, una e trina. Higuain. Lo sniper lui ce l’ha e se lo tiene stretto.
FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE…
FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE…
FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO…
DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE…
FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA…