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“IL PIT STOP? NON CREDO DOVESSIMO FARLO, ABBIAMO CEDUTO LA SECONDA POSIZIONE E NON HO CAPITO PERCHÉ” – LA SFURIATA DI LEWIS HAMILTON DOPO IL QUINTO POSTO AL GP D’UNGHERIA, DOVE LA FERRARI PARTIVA TRA LE FAVORITE MA CHE HA FINITO LA GARA FUORI DAL PODIO (LECLERC È ARRIVATO QUARTO) – IL PILOTA BRITANNICO HA CRITICATO LA DECISIONE DEL MURETTO DI RICHIAMARLO AI BOX DURANTE LA VIRTUAL SAFETY CAR, PUR ASSUMENDOSI LE RESPONSABILITÀ PER GLI ERRORI IN PISTA – IL TEAM PRINCIPAL VASSEUR: “QUANDO FAI DOPPIETTA AL VENERDÌ TI ASPETTI UN RISULTATO DIVERSO, MA È ANDATO TUTTO STORTO..."

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Estratto da www.repubblica.it  

 

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Errori a catena: qualifiche, partenza, strategie. Quando sbagli dove avresti dovuto vincere, il destino ti trascina nella sua spirale negativa. Tutto storto per la Ferrari a Budapest dove arrivava da favorita. […] Ma adesso contava di più, per andare in vacanza con un posto al sole più intenso per la lotta ai Costruttori. Invece: entrambe le rosse giù dal podio. Leclerc 4°, Hamilton 5° con penalità.

 

Il primo sciupa tutto sotto ai semafori, partiva dalla prima fila. Pattina sulle morbide (usate), finisce a sandwich col compagno, si imbottiglia dietro al britannico che, pur con gomme morbide nuove, non riesce a prendere la McLaren di Oscar Piastri e la Red Bull di Max Verstappen. […]

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UN ERRORE DI STRATEGIA

Il muretto prova con la strategia: ferma Lewis molto presto, al giro 13, superando così Max. Ma l’olandese si riprende il mal tolto con un sorpasso capolavoro. Peggio ancora la scelta di fermare entrambi al giro 55, per la terza sosta, quando Piastri in panne (guasto al cambio) innesca la virtual safety car: Hamilton era 2°, esce e perde la posizione sia da Verstappen che da Antonelli.

 

In più, Lewis accelera quel tanto (anzi un minimo, 0,1 km/h) che gli costa una penalità di 5’’ per eccesso di velocità in pit e lascia la posizione a Leclerc. 22 punti per la Scuderia, con l’unica consolazione che è uno in più della Mercedes. […]

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VASSEUR: “CON UNA DOPPIETTA AL VENERDÌ TI ASPETTI UN ALTRO RISULTATO”

Occasione persa. Il team principal, Fred Vasseur: «Quando fai doppietta al venerdì ti aspetti un risultato diverso, ma è andato tutto storto. Troppi errori, a cominciare dalla partenza, poi la penalità, e ai pit siamo rientrati nel traffico. Se sei in aria pulita tutto cambia. Il passo era buono, non siamo riusciti a sfruttarlo. Il livello è talmente alto che bisogna minimizzare gli errori e noi non lo abbiamo fatto». Quella che in F1 si chiama esecuzione, spesso più importante della performance.

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[…] PROBLEMI INIZIATI GIÀ IN QUALIFICA

I problemi sono iniziati in qualifica, per le tre posizioni prese da Hamilton per aver ostacolato Piastri. Errore di comunicazione del muretto, soprattutto. Ma anche Lewis è molto più falloso di quanto ci si aspetti da un 7 volte campione del mondo: a Montecarlo eccesso di velocità in pit (anche se sistema difettoso), a Silverstone stop&go per partenza anticipata, a Spa contatto con Russell e ora doppia a Budapest.

 

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Si prende la responsabilità per tutte le volte («Colpa mia, nulla da rimproverare al team»), ma la sosta con la virtual, quella no: «Col senno di poi non credo dovessimo farla, abbiamo ceduto la seconda posizione e non ho capito perché. Ho ricevuto la chiamata proprio prima dell’ingresso della pit lane, non ho avuto il tempo di discuterla. Non mi sarei mai fermato se avessi pensato che avrei perso posizioni in pista».

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