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"SPINGONO MIO MARITO TROPPO OLTRE" - LA MOGLIE DEL CICLISTA DANESE JONAS VINGEGAARD LANCIA UN GRIDO DI ALLARME SULL’ECCESSO DI FATICA E DI STRESS DEL SUO CONSORTE. MA IL DS DELLA "VISMA", SQUADRA OLANDESE PER CUI CORRE VINGENGAARD, RESPINGE LA CRITICA: “QUESTIONE GONFIATA” – DOPO LA CADUTA NELLA PRIMAVERA DEL 2024, IL CAMPIONE HA FORZATO IL RECUPERO PER PARTECIPARE AL TOUR DELL'ANNO SCORSO CHE HA CHIUSO AL SECONDO POSTO: “CI HO MESSO QUASI UN ANNO A RECUPERARE DAVVERO DA QUEL TERRIBILE INCIDENTE. SOLO ORA MI SENTO COME PRIMA DELLA CADUTA. BURNOUT? NON ANCORA…”
Filippo Maria Ricci per gazzetta.it - Estratti
Trine Marie Hansen Jonas Vingegaard
La famiglia e la bici. Il riposo e lo sforzo. La professione e la vita privata. Lo scontro è sempre li, il dibattito aperto. Vale per il mondo del lavoro, e quindi anche per il ciclismo. E nelle ultime ore è divampato in casa Visma-Lease a Bike: Trine Marie Hansen, moglie di Jonas Vingegaard, parlando con il quotidiano danese Politiken, ha lanciato un grido di allarme sull’eccesso di fatica e di stress che soffrirebbe suo marito.
Trattandosi dello sportivo più popolare del Paese la cosa non è passata inosservata, e le parole hanno costretto il ds della squadra olandese Grischa Niermann a ribattere cercando di spegnere l’incendio: "La questione è stata gonfiata in eccesso".
Un po’ di contesto: Trine fa di tutto perché Jonas stia con le sue bambine, e lui è in linea con la compagna tanto che lo scorso anno ha rinunciato alla Vuelta per stare accanto a Trine nel parto della seconda figlia.
Trine Marie Hansen Jonas Vingegaard
La cosa in qualche modo però ha contribuito ad accelerare a dismisura il suo recupero dalla terribile caduta nell’Itzulia in primavera: i medici baschi escludevano con certezza la possibilità che potesse prendere il via al Tour 24, Jonas l’ha fatto e ha chiuso secondo. Però venerdì ha ammesso la forzatura: "Ci ho messo quasi un anno a recuperare davvero da quel terribile incidente. Solo ora mi sento come prima della caduta". The show must go on e Vingegaard, protagonista assoluto del ciclismo attuale, lo sa. Lo sa anche sua moglie, che cerca di proteggerlo.
"Direi che la Visma lo sta spingendo decisamente troppo – ha detto la signora Vingegaard ieri –. Ho paura che Jonas abbia acceso la candela da entrambi i lati e che la stia bruciando in fretta. Per rendere al meglio Jonas ha bisogno di ricaricarsi. Per la squadra l’obiettivo principale è che vinca il Tour, e la pianificazione gira tutto intorno a questa corsa. La cosa comprende anche lunghi ritiri in altura, ma Jonas non si ricarica quando sta 3 settimane in ritiro. Per farlo preferirebbe stare a casa con noi in Danimarca". Più chiaro di così, difficile.
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E lui, il protagonista? Il dibattito tra il suo capo e sua moglie l’ha colpito in pieno, e Jonas ha cercato di schivarlo in qualche modo. Fermato sulla porta del bus a Boulogne Vingegaard ha fatto ricorso all’ironia: "Burnout? Non ancora, sto correndo…". Poi più seriamente: "È chiaro che durante l’anno ci sono diversi ritiri e tante corse, tutto tempo che passiamo lontani dalle nostre famiglie". Chi sia troppo Jonas non lo dice. Perché l’ha già fatto sua moglie.
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