UN TRUFFA A REGOLA D'ARTE - ANTONIO RIELLO: "UNA LUNGA INDAGINE HA INDIVIDUATO UN CITTADINO ITALIANO E UNO ITALO-FRANCESE CHE AVEVANO AVVIATO UNA PROFICUA ATTIVITÀ DI SMERCIO DI STAMPE CONTRAFFATTE DI PABLO PICASSO. LA BASE DEGLI INDAGATI ERA A ROMA, NEL QUARTIERE TUSCOLANO" - "CI LAMENTIAMO SPESSO DELLA SCOMPARSA DEI TANTI BRAVI ARTIGIANI CHE UN TEMPO POPOLAVANO LA CITTÀ ETERNA. E FORSE SIAMO UN PO' TROPPO PRECIPITOSI, PERCHÉ EVIDENTEMENTE QUALCUNO DI BRAVO CI STA ANCORA" - "I FALSARI SONO RIUSCITI A RIPRODURRE DELLE EDIZIONI CAPACI DI INGANNARE FIOR FIORE DI ESPERTI"

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Antonio Riello per Dagospia

 

picassovollard

No, stavolta non c’entrano le belle tazzine che ormai da tanti anni gli artisti realizzano per una nota ditta di caffè di Trieste. Il caffè è stato al centro della formula segreta per invecchiare (l’espressione “ad arte” in questo caso è quasi obbligatoria) la carta usata da alcuni falsari.

 

Una lunga indagine su scala europea, denominata “Minotauro bis”, ha individuato un cittadino italiano e uno italo-francese che avevano avviato una proficua attività di smercio di stampe di Pablo Picasso.

 

picasso vollard series 08

In particolare si tratta di una ben nota (e apprezzata) serie di un centinaio di incisioni realizzate dall’artista negli anni ’30 per il suo mercante parigino Ambroise Vollard e conosciuta come la “Suite Vollard”. Solo che, in questo caso, erano opere molto abilmente contraffatte.

 

La base degli indagati era a Roma, nel quartiere Tuscolano. Ci lamentiamo spesso della scomparsa dei tanti bravi artigiani che un tempo popolavano la Città Eterna. E forse siamo un po' troppo precipitosi, perché evidentemente qualcuno di bravo ci sta ancora: non è affatto facile riprodurre la carta usata da Vollard, si trattava di una carta speciale con filigrana (proprio per evitare repliche non autorizzate).

 

I falsari, dopo una marea di pazienti esperimenti con vari materiali combinati e bagni di caffè a varie concentrazioni sono riusciti a riprodurre delle edizioni capaci di ingannare fior fiore di esperti. 

 

Di certo mai e poi mai lodare chi infrange la legge e commette crimini, ma a malincuore bisogna ammettere che questi creativi - molto sui generis - una certa qual - minima - forma di simpatia la possono anche suscitare (non fosse altro che per la tenacia dimostrata). La memoria corre direttamente a Totò e Peppino (e dintorni).

 

pablo picasso

Oltre che esperti i nostri “stampatori di frodo” erano, in un certo senso, anche abbastanza colti. Non si sono limitati a Picasso ma hanno dedicato le loro attenzioni (sembra con minor successo: “Picasso è sempre Picasso”) anche a Edvard Munch e Paul Klee.

 

Il loro “Dipartimento Commerciale” non era comunque da meno. Ha esportato merce in 13 paesi europei (più Regno Unito e USA). Ci sono cascate diverse rispettabili case d’aste a livello internazionale. Se c’è una consistente richiesta, i controlli degli storici d’Arte tendono con facilità a farsi meno stringenti (come si fa a deludere brutalmente, su due piedi, un cliente abbiente e bulimico di una casa d’aste? meglio essere prudentemente possibilisti)

 

Le perquisizioni degli inquirenti hanno portato in ogni caso a sequestri di ingente valore e la banda è stata sgominata (già nel 2025). Morale per i cittadini? Almeno questa volta il crimine non ha pagato! Morale per i collezionisti? Soprattutto nel caso di edizioni (di qualsiasi natura) è decisamente più sicuro comperare opere di artiste/i in vita. Almeno, in caso di dubbio, si può sempre verificare alla fonte (e così una bella tazza di caffè lo si può bere direttamente con l’autore).

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