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Alessandra Mammì per Dagospia
Rientro di un cervello. Quello di Fabio Cavallucci. L'ex direttore che per spoil system interno al PD perse la galleria civica di Trento è stato scelto fra i 38 aspiranti alla direzione del museo Pecci di Prato. Aspettiamo i tuoni e fulmini, più esposti e ricorsi al Tar già annunciati da Vittorio Sgarbi che figurava tra i concorrenti a tanto incarico.
Per calmarlo sembra pronta una nomina regionale a Commissario delle Arti anche se oggi il "Tirreno" raccoglie una netta dichiarazione di Angelo Formichella consigliere regionale nel cda del Pecci in cui si afferma che il museo di Prato non ha alcuno bisogno di figure esterne che lo indirizzino nelle scelte e che ha già raggiunto un profilo tale da potersi affidare esclusivamente ai propri organismi di autogoverno. Leggi, vade retro Sgarbi.
Nel frattempo Cavallucci prepara le valigie per lasciare Varsavia e la direzione del prestigioso Castello Ujadowski, uno dei centri di ricerca visuale tra i migliori in Europa, dove era emigrato circa quattro anni fa.
Per uno che torna uno che va. Luca Lo Pinto giovane e bravo curatore romano, editor e fondatore della rivista "Nero" senza incarichi certi in patria ha vinto un application oltre le Alpi e da maggio sarà di stanza a Vienna in qualità di curator della Kunsthalle nel quadrilatero dei musei.
Fabio Cavallucci
fabio cavallucci
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