arianna fontana

“VINCERE E’ DIVENTATO UNA DROGA” – L’IMPERATRICE DELLO SHORT TRACK, ARIANNA FONTANA, L'ATLETA ITALIANA PIÙ MEDAGLIATA DI SEMPRE AI GIOCHI OLIMPICI INVERNALI CON 11 MEDAGLIE, RIVELA DI AVERE TEMUTO DI PERDERE LE OLIMPIADI DI MILANO-CORTINA PER INFORTUNIO – LE POLEMICHE  IN PASSATO CON LA FEDERAZIONE ACCUSATA DI SABOTAGGIO E OSTRUZIONISMO (“CONTA POCO. BASTA IL SOSTEGNO DI CHI MI STA VICINO”), LA DOPPIA NAZIONALITA’ E IL RUOLO DI PORTABANDIERA: “IL TRICOLORE NON È SOLO UN PEZZO DI STOFFA MA RAPPRESENTA..."

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Giulia Zonca per la Stampa - Estratti

 

 

ARIANNA FONTANA

Arianna Fontana accompagna la fiaccola olimpica sulle strade di casa, a Berbenno, in Valtellina. Non appena partirà per Milano, sarà allestito il maxischermo, l’inizio di un rito che si ripete per la sesta volta. Fontana ha vinto la prima medaglia nello short track ai Giochi di Torino, nel 2006, a 15 anni e l’undicesima a Pechino, nel 2022. Non ha smesso di contare.

 

Ha definito il podio il paradiso, ci spiega come è fatto?

«Non esiste sensazione più bella di salire sul gradino più alto: appagamento totale, tutto ha un senso, le fatiche, le lacrime scese… in quel momento non hai desideri o sogni o speranze, ogni pensiero è lì. Se assaggi la sensazione, poi sai che la perfezione esiste».

È una droga? A 35 anni gareggia per non stare senza?

ARIANNA FONTANA ITALIA SHORT TRACK

«Droga... quando ero più giovane sì, era una fissazione, l’unico obiettivo. Ora è un’esperienza, voglio sempre vincere, ma non inseguo un risultato, mi gioco una possibilità».

In autunno si è infortunata. Due mesi quasi ferma. Come li ha gestiti in una fase tanto delicata?

«Ho cercato di non farmi travolgere. Non è stato semplice, prima la caviglia, dopo il quadricipite: settembre e ottobre sono stati disastrosi. Per fortuna siamo oltre quel periodo buio e pronti».

arianna fontana anthony lobello

Ha temuto di perdere le Olimpiadi in quel buio?

«Sì. Ho sperimentato una tensione inedita. L’infortunio si è presentato mentre mi credevo in controllo e di colpo ho perso ogni sicurezza. Ero a un bivio: potevo entrare nella modalità delirio e farmi persino più male, invece ne sono uscita. Non da sola».

 

 

Che ruolo ha avuto suo marito e allenatore Anthony Lobello?

«È stato la mia roccia, soprattutto quando di testa avevo dei cedimenti. Mi ha portata a vedere oltre alle difficoltà con una calma che gli ho sempre riconosciuto, però mai immaginato tanto potente. Mi ha aiutato a concentrarmi su di noi».

C’è una frase, un gesto che ricorda più di altri?

«Abbiamo una stretta di mano particolare, lo scambio di forza prima di una gara e nei giorni tosti». Vi siete fatti delle promesse olimpiche? «Alla fine voglio due settimane senza nessun altro: io e lui al caldo. Un patto». Immaginava di sdoppiarsi e gareggiare anche sulla pista lunga. «Peccato. Per fare entrambe le specialità serviva la stagione ideale, senza intoppi. Purtroppo al rientro non mi è stata data una occasione per provare a entrare in squadra».

arianna fontana anthony lobello

 

Ne meritava una extra?

«Altre nazioni hanno chiuso le qualificazioni molto più tardi. Non so se esisteva una gara utile, so che se mi avessero dato uno spiraglio lo avrei preso al volo».

L’Italia per lei è passione e liti. Tante soddisfazioni e tante piccole frizioni.

«È capitato, capita... Lì io ritrovo la convinzione per dare di più. E mi scopro sempre più italiana».

In questi 20 anni di attività anche una causa per mobbing. Ha fatto pace con tutti?

«Ormai mi sono apparecchiata per avere quello di cui ho bisogno e sto bene così».

Ha l’appoggio che in passato le è sembrato mancare?

«Conta poco. Basta il sostegno di chi mi sta vicino».

Di nuovo portabandiera, come nel 2018.

«Il tricolore rappresenta casa, le radici, i valori che difendo. Non è solo un pezzo di stoffa».

Quattro portabandiera per l’Italia non sono troppi?

arianna fontana al gran premio di monza

«Sarebbe stato brutto non avere due rappresentanti del Paese ospitante a Cortina. Io sono felice di essere a Milano con Chicco Pellegrino, è la persona che volevo al mio fianco».

 

 

(...)

 

In questo lo short track è un esempio. Che posto ha in squadra?

«In inverno, non sono tornata ad allenarmi con Canada e Stati Uniti proprio per rimanere con il gruppo e provare la staffetta. Ho dato il mio contributo, ci tengo a un successo collettivo. Con Anthony abbiamo anche fatto dei lavori specifici per aggiungere esplosività e velocità. Qui sono trascurati».

È alla seconda Olimpiade in casa. Una rarità assoluta.

ARIANNA FONTANA

«A Torino ero una bimba e tante cose non le ho percepite, non le ho capite, non me le sono godute. Non vedo l’ora di gareggiare con la famiglia e gli amici a bordo pista».

(…)

A San Siro di solito ci va da tifosa.

«Tanti interisti mi hanno chiesto “dai buttaci dentro qualcosa di nerazzurro”… Forse qualcuno si arrabbia, ma magari un nastrino poco invasivo. Ci penso». —

 

arianna fontanaARIANNA FONTANAarianna fontanaARIANNA FONTANA ITALIA SHORT TRACKarianna fontanaarianna fontana anthony LoBelloarianna fontanaarianna fontanaARIANNA FONTANA 2ARIANNA FONTANAarianna fontana malagò