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LA TUMULAZIONE DI UN MITO - LA MEMORIA DI CESAR CHAVEZ, IL LEADER MESSICANO-AMERICANO CHE DAGLI ANNI '60 GUIDÒ LE LOTTE DEI LAVORATORI AGRICOLI MIGRANTI, È STATA TRAVOLTA DA UNO SCANDALO DI ABUSI SESSUALI CHE VEDE IN PRIMA LINEA TRA LE ACCUSATRICI LA SUA STESSA ALLEATA DI MILLE BATTAGLIE, DOLORES HUERTA CHE ORA RACCONTA: “LA PRIMA VOLTA NON DISSI DI NO PERCHÉ LO AMMIRAVO. LA SECONDA VOLTA FU CONTRO LA MIA VOLONTÀ”. ENTRAMBE LE VOLTE LEI RIMASE INCINTA, NASCOSE LE GRAVIDANZE E DIEDE IN AFFIDAMENTO I FIGLI – ALCUNE DELLE BAMBINE MOLESTATE AVEVANO SOLO 12 ANNI: FURONO SCORAGGIATE A DENUNCIARE...
Estratto dell’articolo di Viviana Mazza per il "Corriere della Sera"
È la fine di un’icona dei diritti dei lavoratori e della comunità latino-americana.
La memoria di Cesar Chavez, il leader messicano-americano che dagli anni Sessanta guidò le lotte dei lavoratori agricoli migranti, è stata travolta da uno scandalo di abusi sessuali che vede in prima linea tra le accusatrici la sua stessa alleata di mille battaglie, Dolores Huerta, oggi 95enne.
Chavez è morto a 66 anni nel 1993 ma per tutti questi anni Huerta aveva taciuto, temendo di danneggiare le conquiste del movimento e perché convinta che nessuno le avrebbe creduto, ha deciso di parlare dopo un’inchiesta del New York Times che ha raccolto per cinque anni testimonianze delle violenze e delle molestie dell’attivista su numerose donne e ragazze, anche minorenni.
La California ha già cambiato il nome della festività del 31 marzo (la sua data di nascita) proclamata nel 2014 da Obama che fece proprio lo slogan del movimento dei braccianti «Sí, se puede» (Yes, we can), coniato da Huerta.
Adesso la festività si chiamerà «Farmworkers Day», la giornata dei lavoratori agricoli. [...] Scuole, parchi e strade a lui intitolati in tutto il Paese verranno rinominati.
[...]
Chavez era un simbolo di giustizia sociale, dignità del lavoro e attivismo civile ben oltre il mondo agricolo. [...]
Le rivelazioni infrangono anche il mito di un rapporto paritario tra i due leader del movimento.
«La prima volta non dissi di no perché lo ammiravo — ha raccontato Huerta —. Era il mio capo e il leader del movimento a cui avevo dedicato anni di vita. La seconda volta fu contro la mia volontà, mi sentivo intrappolata».
Era il 1966, Huerta aveva 36 anni, lui guidò fino a una vigna isolata e la stuprò. Entrambe le volte Dolores restò incinta: nascose le gravidanze sotto abiti larghi e diede le neonate in affidamento.
Poi Huerta ebbe una relazione con il fratello di Cesar, Richard Chavez, con cui ha avuto quattro figli.
Tra le accusatrici: Ana Murguia, 66 anni, molestata più volte nell’arco di 5 anni a partire da quando ne aveva 13 (e Chavez 45); e Debra Rojas, che subì a 12 anni le prime molestie e a 15 ebbe con Chavez il primo rapporto sessuale considerato stupro dalla legge californiana.
Entrambe hanno sofferto di depressione e dipendenze, Murguia ha tentato il suicidio a 15 anni. E quando tentarono di parlare, furono scoraggiate nel movimento.
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