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FERMI TUTTI, ABBIAMO SCHERZATO! IL CAOS ARBITRI PRODUCE IL RITORNO ALL’ANCIEN REGIME: SALTA IL PROFESSIONISMO - OGGI LA FIGC NON HA LA FORZA PER IMPORRE LO STRAVOLGIMENTO DELL’ASSOCIAZIONE ARBITRI. IN PIÙ I CLUB SONO DIVISI - L'UNICO ASPETTO SU CUI SONO TUTTI D'ACCORDO È CHE VA ELIMINATA LA TRASPARENZA. SI TORNA AL PASSATO, NESSUNO DEVE SAPERE NULLA DELLE MOTIVAZIONI DELLE DECISIONI ARBITRALI. A RISCHIO "OPEN VAR", LA TRASMISSIONE SU DAZN, E GLI ANNUNCI ALLO STADIO – CAMBIA IL DESIGNATORE: ROCCHI, CON IL CONTRATTO IN SCADENZA A GIUGNO, SARA’ SOSTITUITO DA ROBERTO ROSETTI, DESIGNATORE UEFA, SOSTENITORE DI UN VAR MENO INVASIVO, COME PIACE AI CLUB?
Matteo Pinci per repubblica.it - Estratti
Il professionismo può attendere. L’anno peggiore degli arbitri italiani non produrrà la nuova struttura immaginata dalla Figc. Al massimo, una riforma light. Il tavolo si è chiuso: tutto rimandato, perché troppo è ancora in sospeso, specie il futuro della Federcalcio.
Legato, è inevitabile, agli spareggio per i Mondiali. Il 26 marzo l’Italia sarà in campo contro l’Irlanda del Nord, e poi eventualmente in Galles o in Bosnia il 31.
Se va male, il sistema calcio è già pronto a rivedere il consenso bulgaro — 98.8% — con cui un anno fa ha rieletto Gravina. Oggi la Figc non ha la forza per imporre lo stravolgimento dell’Aia. In più i club sono divisi, e se Lotito e De Laurentiis si attestano su posizioni contrarie, pure quelli favorevoli pensano sia meglio non correre: «Non si fanno riforme a una settimana dai play-off», racconta in forma anonima uno dei partecipanti al tavolo.
“Open Var” rischia la cancellazione
La Federazione prende tempo: almeno fino ad aprile, quando il presidente degli arbitri Zappi discuterà il suo ricorso al Collegio di garanzia contro la squalifica di 13 mesi. Se la sanzione sarà confermata, Gravina proverà a portare dalla propria parte quelli che oggi sono suoi nemici giurati all’interno dell’Aia, agitando lo spettro della decadenza di Zappi, che travolgerebbe tutto il Comitato nazionale.
gianluca rocchi aggredito a carrara
A quel punto, pur di evitare il commissariamento, anche gli antagonisti potrebbero sostenere una “riformina”. Con la nuova Aia (o con il commissario) la Figc lavorerebbe a nuove norme sulla composizione degli organici e sui contratti. Un’ipotesi? Il ritorno a due Can, una per la A e una per la B, con stipendi professionistici solo per la classe élite, senza gonfiare troppo i costi.
(...) Open Var rischia la cancellazione: gli arbitri sono offesi dai vertici che ammettono gli errori in tv. Ancora, le tv chiedono l’obbligo di diffondere tutti i dialoghi con la sala Var, per non essere accusate di occultare presunte verità scomode. Infine, potrebbero sparire anche announcement (la spiegazione dell’arbitro al pubblico) e ref cam (le riprese in soggettiva).
Tutti nell’Aia sono consapevoli del rischio di un terremoto. Orsato e Braschi, emanazioni dell’attuale vertice, durante un meeting tecnico in una sezione emiliana hanno sfiorato discorsi che qualcuno ha interpretato come il prologo di una campagna elettorale. Sì, perché dalla prossima stagione, a meno di un’assoluzione di Zappi, si cambia. Ma la prima domanda è: chi sarà il nuovo designatore? Il contratto di Gianluca Rocchi scade a giugno e allo stato attuale lui per primo non pare disponibile a restare.
Alla Figc piace Roberto Rosetti, designatore Uefa, sostenitore di un Var meno invasivo, come piace ai club. Ma riportare il dirigente torinese in Italia è un’operazione difficilissima. Soprattutto nell’incertezza attuale.
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