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    VENDITE GIORNALI GIUGNO 2019: LA CRISI SI È AGGRAVATA – IL ‘’CORRIERE’’ HA SUBITO UN CROLLO IMPROVVISO, SALENDO DAL CIRCA 5% DEI MESI PRECEDENTI AL 10. ‘’REPUBBLICA’’, DOPO UN – 3% DI MAGGIO, SI È ALLINEATA AL – 10 DEL CONCORRENTE, IL PEGGIOR DATO NEGATIVO DA INIZIO ANNO - ANCORA PIÙ ACUTA È LA CRISI DEL ‘’FATTO’’. HA VENDUTO, NEL MESE DI GIUGNO 2019, IL 25% DI COPIE IN MENO DELL’ANNO SCORSO - I GOVERNI CATTIVI DI ANDREOTTI E CRAXI SALVARONO I GIORNALI, QUELLI CHE PIACCIONO TANTO AI GIORNALISTI, TARGATI PD E M5S LI HANNO MASSACRATI


     
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    - Sergio Carli per blitzquotidiano.it - https://www.blitzquotidiano.it/media/vendite-giornali-giugno-2019-3076589/

     

    LA PRIMA PAGINA DI REPUBBLICA DOPO LE MANGANELLATE AL GIORNALISTA STEFANO ORIGONE A GENOVA LA PRIMA PAGINA DI REPUBBLICA DOPO LE MANGANELLATE AL GIORNALISTA STEFANO ORIGONE A GENOVA

    Giornali quotidiani italiani, la crisi si è aggravata in giugno. E nella crisi generale, ancora più acuta è la crisi del Fatto. Ha venduto, nel mese di giugno 2019, il 25% di copie in meno dell’anno scorso. Mentre nell’insieme il mercato ha perso il 10 per cento, dopo il – 9 registrato in maggio e il – 8 di gennaio e febbraio, il Fatto subisce un calo in progressione impressionante: del 10% in gennaio, del 13% in marzo, del 20% in aprile, del 23% in maggio, del 25 virgola in giugno. Il Corriere della Sera in giugno ha subito un crollo improvviso, salendo dal circa 5% dei mesi precedenti al 10. Repubblica, dopo un – 3% di maggio, si è allineata al – 10 del concorrente, il peggior dato negativo da inizio anno.

    charlie hebdo fatto quotidiano charlie hebdo fatto quotidiano

     

    La crisi dei giornali si fa sempre più profonda, aggravata da una ostilità della componente 5 stelle del Governo Conte che supera ogni limite di decenza. Non è che i governi di sinistra che lo hanno preceduto abbiano brillato per consapevolezza della crisi e idee per risolverla. Anzi, se qualcuno ricorda lo scempio degli abbonamenti, può mettere in fila nomi e cognomi e mandare al diavolo qualche mito.

     

    Forse è il caso che gli editori si muovano, escano dalla apatia che li avvolge e soffoca. I giornali hanno vissuto momenti difficili, forse mai come questi, è vero, ma tali da far prevedere, anche in passato, la loro prossima fine. Poi gli editori si svegliarono e seguirono anni gloriosi.

    URBANO CAIRO CORRIERE DELLA SERA URBANO CAIRO CORRIERE DELLA SERA

     

    5 x 1000

    Davanti a gente come i 5 stelle, la buona educazione non serve. Invece gli editori sembrano vittime sacrificali rassegnate al macello.

     

    Eppure i numeri non lasciano spazio ai dubbi. Sono usciti i risultati del primo semestre dei primi tre gruppi editoriali italiani, Rcs (Corriere della Sera), Mondadori, Gedi (fu Espresso-Repubblica).

     

    Mi fermo al margine operativo lordo (mol all’italiana, ebitda all’americana). Solo Mondadori migliora, ma sono 12 milioni su 380 di ricavi, un misero 3%. E nel bilancio della Mondadori i libri, con ricavi in crescita, pesano più delle riviste, in calo dell’11%.

     

    LUIGI DI MAIO NELLA REDAZIONE DEL FATTO CON MARCO TRAVAGLIO LUIGI DI MAIO NELLA REDAZIONE DEL FATTO CON MARCO TRAVAGLIO

    Rcs offre di gran lunga il miglior risultato, ma sono in calo sia i ricavi (da 503 a 475 milioni) sia il mol: da 83 a 71 milioni. Il conto aggregato di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport è: ricavi da 220 a 208 milioni, mol da 33 a 30. Siamo sempre a livelli di redditività importanti, oltre il 14% di mol sul fatturato. Ma con le copie in calo e la pubblicità nelle spire della tv, si fa presto a perdere posizioni.

     

    Il Gruppo Gedi è in linea: ricavi in calo da 321 a 303 milioni, ebitda da 142 a 134. Trionfano le radio (utile lordo pari al 30 per cento del fatturato), reggono i giornali locali, con un mol sul fatturato del 7,6%. Ma è quasi la metà della percentuale, 13% del 2016. Pesano, ma non si sa quanto, la Stampa e il Secolo XIX: non pare siano stati un buon affare…

     

    LIBERO QUOTIDIANO LIBERO QUOTIDIANO

    E poi pesa la crisi di Repubblica. Il fatturato scende da 124 a 116 milioni, il mol si ammoscia ancor di più, da una perdita di 1 milione a 6,7 milioni di perdita nel primo semestre 2019.

     

    Questi pochi numeri denunciano l’emergenza del settore. I governi cattivi di Andreotti e Craxi salvarono i giornali, quelli che piacciono tanto ai giornalisti, targati Pd e M5s li hanno massacrati.

     

    Nelle tabelle aggiornate a giugno, il quadro completo.

    Quotidiani

    nazionali

    Giugno 2019

     Maggio   2019

     Giugno   2018

    2019 su 2018

    Corriere Sera

    186.556

    181.351

    204.081

    0,91

    Repubblica

    141.355

    145.004

    156.631

    0,90

    La Stampa

    95.398

    95.751

    108.130

    0,88

    Il Giornale

    43.140

     42.988

    53.316

    0,80

    Il Sole 24 Ore

    40.159

    39.756

    51.684

    0,77

    Il Fatto 

    27.959

    27.802

    37.336

    0,74

    Italia Oggi

    20.041

    15.604

    22.441

    0,89

    Libero

    23.862

    23.308

    26.452

    0,90

    Avvenire

    22.561

    20.734 

    22.141

    1,01

    Il Manifesto

    7.117

     7.341

    8.986

    0,79

    La Verità 

    23.614

    23.072

    21.727

    1,08

    Quotidiani locali:

    Quotidiani

    locali

    Giugno 2019

    Maggio     2019

    Giugno 2018

    2019 su 2018

    Resto del Carlino

    84.629

    82.828

    90.925

    0,93

    Il Messaggero

    71.870

    70.701

    79.292

    0,90

    La Nazione

    61.490

    60.110

    66.448

    0,92

    Il Gazzettino

    39.891

    39.875

    43.469

    0,91

    Il Secolo XIX

    34.635

    34.393

    38.431

    0,90

    Il Tirreno

    31.448

     30.820

    35.421

    0,88

    L’Unione Sarda

    32.186

    31.416

    34.534

    0,93

    Dolomiten

    5.982

    5.642

    6.594

    0,90

    Messaggero Veneto

    32.438

     32.808

    35.868

    0,90

    Il Giorno

    32.412

    32.641

    39.037

    0,83

    Nuova Sardegna

    26.611

    27.396

    29.507

    0,90

    Il Mattino

    23.919

    23.794

    27.931

    0,85

    Arena di Verona

    20.469

    20.368

    21.087

    0,97

    Eco di Bergamo

    19.226

    20.524

    20.502

    0,93

    Gazzetta del Sud

    15.517

    15.876

    19.500

    0,79

    Giornale Vicenza

    18.803

    18.417

    19.928

    0,94

    Il Piccolo

    17.296

    16.983

    19.095

    0,90

    La Provincia (Co-Lc-So)

    15.967

    16.564

    16.969

    0,94

    Il Giornale di Brescia

    17.002

    17.147

    18.354

    0,92

    Gazzetta del Mezzogiorno

    15.854

    15.861

    17.382

    0,90

    Libertà

    15.616

     15.820

    16.341

    0,95

    La Gazzetta di Parma

    15.148

     15.407

    16.240

    0,93

    Il Mattino di Padova

    14.244

    14.302

    16.241

    0,87

    La Gazzetta di Mantova

    14.146

    14.432

    15.340

    0,92

    Il Giornale di Sicilia

    11.208

    11.415

    13.025

    0,86

    La Sicilia

    13.040

    12.888

    14.801

    0,88

    La Provincia di Cremona

    11.264

    11.300

    12.037

    0,93

    Il Centro

    10.775

    10.908

    11.931

    0,90

    Il Tempo

    11.884

     12.424

    13.950

    0,85

    La Provincia Pavese

    9.273

    10.030

    10.399

    0,89

    Alto Adige-Trentino

    7.912

    7.901

    8.971

    0,88

    L’Adige

    10.577

    10.253

    11.737

    0,90

    La Nuova Venezia

    7.058

    6.792

    8.038

    0,87

    La Tribuna di Treviso

    8.831

    8.856 

    10.015

    0,88

    Nuovo Quot. di Puglia

    8.576

    8.462

    9.245

    0,92

    Corriere Adriatico

    11.561

    11.249

    12.886

    0,89

    Corriere dell’Umbria

    8.366

    9.033

    9.664

    0,86

    La Gazzetta di Reggio

    7.349

    7.389

    7.884

    0,93

    La Gazzetta di Modena

    6.559

    6.733

    6.934

    0,94

    La Nuova Ferrara

    5.327

    5.376

    5.769

    0,92

    Quotidiano del Sud

    9.960

    8.117

    5.275

    1,88

    Corriere delle Alpi

    4.041

    4.154

    4.500

    0,89

    Quotidiano di Sicilia

    5.795

    6.220

    7.001

    0,82

    Il Telegrafo

    971

    914

    1.729

    0,56

    Nell’ultima tabella mettiamo insieme i dati di vendita (sempre in edicola) dei quotidiani sportivi, separando i risultati dell’edizione del lunedì, che è sempre quella più venduta.

    Quotidiani

    sportivi

    Giugno      2019

    Maggio 2019

    Giugno       2018

    2019 su    2018

    Gazzetta dello Sport Lunedì

    142.185

    148.708

    147.745

    0,96

    Gazzetta dello Sport

    142.787

    132.683

    150.535

    0,94

    Corriere dello Sport 

    67.408

     62.434

    76.090

    0,88

    Corriere dello Sport Lunedì

    66.857

    74.241

    74.176

    0,90

    Tuttosport 

    43.823

    39.959

    48.725

    0,89

    Tuttosport Lunedì

    43.526

    45.564

    47.014

    0,92

    Perché insistiamo sulle vendite in edicola e teniamo distinte le copie digitali? Per una serie di ragioni che è opportuno riassumere.

     

    1. I dati di diffusione come quelli di lettura hanno uno scopo ben preciso, quello di informare gli inserzionisti pubblicitari di quanta gente vede la loro pubblicità. Non sono finalizzate a molcire l’Io dei direttori, che del resto non ne hanno bisogno.

     

    prima pagina del fatto di travaglio by spinoza prima pagina del fatto di travaglio by spinoza

    2. Le vendite di copie digitali possono valere o no in termini di conto economico, secondo quanto sono fatte pagare. Alcuni dicono che le fanno pagare come quelle in edicola ma se lo fanno è una cosa ingiusta, perché almeno i costi di carta, stampa e distribuzione, che fanno almeno metà del costo di una copia, li dovreste togliere. Infatti il Corriere della Sera fa pagare, per un anno, un pelo meno di 200 euro, rispetto ai 450 euro della copia in edicola; lo stesso fa Repubblica.

     

    3. Ai fini della pubblicità, solo le vendite delle copie su carta offrono la resa per cui gli inserzionisti pagano. Provate a vedere un annuncio sulla copia digitale, dove occupa un quarto dello spazio rispetto a quella di carta.

     

    Il confronto che è stato fatto fra Ads e Audipress da una parte e Auditel dall’altra non sta in piedi. Auditel si riferisce a un prodotto omogeneo: lo spot, il programma. Le copie digitali offrono un prodotto radicalmente diverso ai fini della pubblicità. Fonte Ads

     

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