DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE…
LA VOX POPULI SARÀ ANCHE VOX DEI, MA C’HA ROTTO IL CAZZO – ALDO GRASSO: “VORREI AVANZARE UN’IMMODESTA PROPOSTA: L’ABOLIZIONE DELLE INTERVISTE ALLA COSIDDETTA GENTE COMUNE” – “NON SERVONO A NIENTE, SONO PIENE DI BANALITÀ E FACILMENTE MANIPOLABILI. SERVONO SOLO AL GIORNALISTA PER NON ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ ETICA DI QUELLO CHE STA MANDANDO IN ONDA” – “IL PASSANTE DISPOSTO A FARSI INTERVISTARE PER STRADA O È UN PERDIGIORNO O UN ESIBIZIONISTA. SPESSO ENTRAMBE LE COSE. I PIÙ TEMIBILI SONO I VICINI DI CASA, QUELLI CHE RICHIESTI DI UN PARERE SUL ‘MOSTRO’ CHE ABITA SUL LORO PIANEROTTOLO RISPONDONO OGNI VOLTA: ‘ERA UNA PERSONA NORMALE, A POSTO, TRANQUILLA’. E STANNO PARLANDO DI UNO CHE HA APPENA COMPIUTO UNA STRAGE..."
Estratto da “Cara televisione. Una storia d’amore e altri sentimenti”, di Aldo Grasso, ed. Raffaello Cortina
ALDO GRASSO - CARA TELEVISIONE
Vorrei avanzare un’immodesta proposta: l’abolizione nei telegiornali, o in altri programmi informativi, delle interviste alla cosiddetta gente comune. Provo a proporre motivi per la loro definitiva cancellazione.
Innanzitutto, non servono a niente, sono piene di banalità, fanno colore e basta. Sono facilmente manipolabili nel montaggio e poi il giornalista fa dieci interviste e manda in onda quelle tre o quattro che servono a sostenere la tesi del servizio. Il passante disposto a farsi intervistare per strada o è un perdigiorno o un esibizionista. Spesso entrambe le cose.
Le intervista per strada (alla cui famiglia appartengono anche le interviste al citofono) servono solo al giornalista per non assumersi la responsabilità etica di quello che sta mandando in onda.
L’uomo della strada viene spesso spacciato come opinione pubblica (altro fantasma temibile) o come “vox populi”, il che non è vero. È solo sbornia demagogica.
Con l’abolizione dell’intervista all’uomo della strada si eviterebbe che il cronista si avvicini a una persona che ha appena subito una grave disgrazia e l’assalga con la fatale domanda: «Cosa ha provato in quel momento?» oppure «È pronto a perdonare l’assassino di sua figlia?».
I più temibili sono i vicini di casa, quelli che richiesti di un parere sul “mostro” che abita sul loro pianerottolo rispondono ogni volta: «Era una persona normale, a posto, tranquilla». E stanno parlando di uno che ha appena compiuto una strage.
Esiste la fondata possibilità che gli intervistati non capiscano la domanda, soprattutto per come è stata posta dai giornalisti. Quindi, meglio evitare.
DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE…
“TRA NANI, BALLERINE, FROCETTI E LESBICHINE, DE GIOVANNI SARÀ A SUO AGIO” – COSÌ PARLÒ SU FACEBOOK…
DAGOREPORT - SIAMO COSI' OCCUPATI A VEDERE IL NAUFRAGIO DELLA LEGA, SORPASSATA DA VANNACCI, DA NON…
DAGOREPORT - SU, NON C'E' BISOGNO DI CORRERE: LA GATTA FRETTOLOSA FECE I GATTINI CIECHI - L’ESCLUSIO…
DAGOREPORT - CON L’AFFOLLATISSIMA FAMIGLIA DEL VECCHIO, NON SI STA MAI TRANQUILLI. SEI FIGLI DA TRE…
DAGOREPORT – UN SIPARIETTO DELLO CHEF MASSIMO BOTTURA ALLA IULM DI MILANO SPIEGA MEGLIO DI CENTO…