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    PRENDI QUESTA MANO, ZINGARETTI - INCALZATO DA RENZI E DA CALENDA, IL SEGRETARIO DEL PD, INDECISO A TUTTO, BUTTA LA PALLA SUL COLLE: “APRIAMO LA CRISI E VEDREMO CON IL PRESIDENTE MATTARELLA QUAL È LA FORMA MIGLIORE E PIÙ CREDIBILE PER CONTRIBUIRE A SALVARE L'ITALIA...LE DECISIONI LE PRENDEREMO INSIEME...”


     
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    Da https://www.repubblica.it

     

    zingaretti di maio zingaretti di maio

    "Non è credibile l'ipotesi di un governo per fare la manovra economica e portare poi alle elezioni, sarebbe un regalo a una destra pericolosa che tutti vogliono fermare. Apriamo la crisi e vedremo con il presidente Mattarella qual è la forma migliore e più credibile per contribuire a salvare l'Italia. Di fronte ai pericoli che ci sono per la democrazia sarebbe sbagliato dividerci".

     

    Il segretario del Pd Nicola Zingaretti, parlando al Nazareno, lancia un appello all'unità del partito pur confermando la linea del no a un governo istituzionale, per evitare di regalare a Salvini uno spazio ancora più grande, aggravando la deriva plebiscitaria. Zingaretti ha ribadito soprattutto la contrarietà a farsi carico di una manovra economica difficile, dalla quale Salvini è di fatto fuggito perché consapevole di non poter mantenere molte promesse fatte in questi mesi. Il segretario ha però rimarcato la necessità di mantenere il partito unito: "le decisioni le prenderemo insieme".

    nicola zingaretti foto di bacco nicola zingaretti foto di bacco

     

    "Siamo agli inizi di un percorso difficile - continua il segretario dem -  ci sarà una crisi di governo i cui tempi e modi saranno decisi nelle prossime ore, poi ci sarà il Presidente della Repubblica Mattarella, non Salvini, che deciderà tempi e scadenze. Per quel che ci riguarda ci saranno i luoghi previsti dalle nostre regole per discutere insieme le scelte da fare".

     

    Zingaretti, che a quanto si apprende questa mattina ha incontrato anche il presidente del partito Paolo Gentiloni, ha incontrato il capigruppo dem al Senato Andrea Marcucci e, in rappresentanza del presidente dei deputati Graziano Delrio, che non ha potuto essere presente, il segretario d'Aula Enrico Borghi. Il colloquio doveva servire a fare un punto in vista della riunione della capigruppo a Palazzo Madama prevista per le 16.

     

    NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI NICOLA ZINGARETTI E MATTEO RENZI

    Renzi non si smuove

    Matteo Renzi però non sembra intenzionato a raccogliere l'invito all'unità e su Twitter ha rilanciato la sua idea: " Il governo istituzionale è la risposta a chi vuole pieni poteri per orbanizzare l'Italia. Avanti". Con la formazione di un esecutivo simile, con una maggioranza inedita cercata in parlamento, Renzi starebbe preparandosi a una scissione, che proterebbe alla nascita dei nuovi gruppi parlamentari di una formazione chiamata "Azione civile" (sul cui nome però è nata una diatriba con il movimento dell'ex pm Ingroia).

     

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    Il Pd è finito" conclude amaramente Carlo Calenda ai microfoni di Circo Massimo, su Radio Capital. "Così com'è è finito sicuramente. Dopodichè può decidere di andare oltre sé stesso, rilanciarsi, ricostruirsi in qualcosa di diverso", ragiona l'europarlamentare dem, che poi delimita i confini della scissione nel partito: "Ci sono due Pd: uno ha i gruppi parlamentari e un altro ha il partito". ll governo istituzionale proposto da Renzi, che vedrebbe insieme i parlamentari dem e i 5 stelle, secondo Calenda "rischia di farsi, perchè l'impulso all'autopreservazione del ceto politico è gigantesco. E l'ex premier ha bisogno di più tempo per fare il suo partito. Ma così offriremo un'occasione gigantesca a Salvini", conclude.

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