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“PETRECCA NON NE HA AZZECCATA UNA” – ALDO GRASSO FA A PEZZI IL DIRETTORE DI RAI SPORT PER L’IMBARAZZANTE TELECRONACA ALLA CERIMONIA DI APERTURA DEI GIOCHI: “VANEGGIAVA SENZA COGNIZIONE DI CAUSA, IGNORAVA L’IDENTITÀ DEGLI ATLETI E NON HA CAPITO CHE ESISTONO SILENZI CARICHI DI SIGNIFICATO CHE NON VANNO PROFANATI. SE NON FOSSE STATO PER FABIO GENOVESI, CHE CERCAVA DI DARE PROFONDITÀ AL DEBORDANTE SPROLOQUIO DI PETRECCA, SAREMMO QUI A COMMENTARE LA PEGGIOR TELECRONACA DELLA STORIA DELLA RAI. NONOSTANTE LA COLLEZIONE DI SFIDUCIE ACCUMULATE, IL DIRETTORE RESTA AL SUO POSTO: LA RESPONSABILITÀ RICADA SU CHI HA VOLUTO E DIFENDE UNA SIMILE NOMINA. E MENTRE LA RAI ANNASPAVA, I CANALI EUROSPORT OFFRIVANO UNA LEZIONE DI PROFESSIONALITÀ DOCUMENTATA E DISCRETA”
Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il “Corriere della Sera”
[…] lo sciagurato direttore di Rai Sport, Paolo Petrecca, è stato travolto da una valanga di critiche: «Ignoranza sportiva abissale» è il verdetto unanime. Non ne ha azzeccata una. Vaneggiava senza cognizione di causa, ignorava l’identità degli atleti e, colpa ancor più grave, non ha capito che esistono silenzi carichi di significato che non vanno profanati.
PETRECCA GIANNELLI ANZANI PORRO DANESI CAMBI EGONU
[…] Se non fosse stato per Fabio Genovesi, che cercava di dare una necessaria profondità al debordante sproloquio di Petrecca, saremmo qui a commentare la peggior telecronaca della storia della Rai. Inutile, però, infierire solo su di lui.
Nonostante la collezione di sfiducie accumulate, il direttore resta saldamente al suo posto: la responsabilità ricada su chi ha voluto e difende una simile nomina. Con questa conduzione, il concetto di «servizio pubblico» non è solo in crisi: rischia di sprofondare sotto il peso dell’incompetenza. Il confronto, d’altronde, è stato impietoso.
Mentre la Rai annaspava, i canali Eurosport […] offrivano una lezione firmata Luca Gregorio, Massimiliano Ambesi e Davide Livermore. Se Gregorio è una garanzia e Ambesi un enciclopedico fuoriclasse — capace di dare un nome e un volto anche all’ultimo dei comprimari — l’aggiunta di Livermore ha garantito uno spessore culturale.
Il loro racconto, pur essendo meno ingessato (esilarante Gregorio che, tra una divisa improbabile e l’altra, evocava lo spettro dell’effetto pro loco), si è rivelato tecnicamente impeccabile. Chi ha potuto saltare da un canale all’altro ha assistito a un massacro mediatico: da una parte la professionalità documentata e discreta di Discovery+, dall’altra il chiasso approssimativo del «servizio pubblico». Un decreto ministeriale permette alla Rai di trasmettere «eventi nazionali considerati di particolare rilevanza». Ma certi privilegi bisogna poi meritarseli. Ormai sono molti i network che possono trasmettere anche in chiaro.
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