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Carlo Festa per Il Sole 24 Ore
L'asta per Telecom Italia Media entra nel vivo. Sotto la regia degli advisor Mediobanca e Citigroup, sono infatti stati inviati negli scorsi giorni gli information memorandum (cioè la documentazione con i dati sensibili dell'azienda) ai potenziali acquirenti. La scadenza per presentare le offerte non vincolanti per il gruppo che controlla la rete televisiva La7 è a fine settimbre, ma già nell'ultima settimana si starebbero manifestando i soggetti più interessati o, almeno, quelli disposti a presentare le prime offerte ufficiali.
E, secondo le indiscrezioni, Al Jazeera, cioè uno dei nomi più suggestivi fra quelli finora scesi in campo per l'acquisizione di Telecom Italia Media, sarebbe ormai prudente sul dossier italiano: al punto che secondo alcune fonti vicine alla vicenda, la Cnn araba si sarebbe ormai tirata indietro nel processo d'asta.
Resta l'impressione che, con la scrematura di fine settembre, si arriverà a un numero di offerte ridotte rispetto alle 15 manifestazioni d'interesse pervenute in giugno. Tra i gruppi industriali che dovrebbero ancora essere della partita c'è l'americana Liberty Media del magnate John Malone, ma anche la tedesca Rtl. Infine, tra gli italiani, dovrebbe aver manifestato interesse anche Urbano Cairo, che è già concessionario di pubblicità de La7.
Alla finestra sarebbero anche numerosi fondi private equity, alcuni dei quali interessati soltanto alla parte infrastrutturale (cioè i multiplex) di Telecom Italia Media. Fra questi ci sarebbe anche Clessidra, il fondo italiano costituito da Claudio Sposito, che sarebbe tuttavia intenzionato a fare un'offerta per l'intera Ti media, la holding che detiene anche la partecipazione in Mtv.
Clessidra avrebbe discusso in queste ultime settimane con diversi interlocutori industriali e con alcuni uomini d'affari del settore (l'ex ad di Endemol, Marco Bassetti e l'imprenditore franco-tunisino Tarak Ben Ammar) per poter siglare un'alleanza. Ed è possibile che anche altri player intenzionati a proseguire sul dossier decidano, alla fine, di cercare un'intesa.
Nell'ultimo mese ci sarebbero state discussioni anche con il gruppo L'Espresso che ha tuttavia deciso di non partecipare all'asta.
Al massimo, secondo le indiscrezioni, la società posseduta dalla Cir di Carlo De Benedetti potrebbe, al termine del processo, cercare di siglare un'intesa con il vincitore per unire i propri multiplex con quelli de La7. Il gruppo Telecom Italia Media del resto, pur essendo l'unica televisione in rosso in Europa, potrebbe diventare redditizia con il giusto turnaround.
à con questa attesa che starebbero lavorando i potenziali acquirenti. Secondo i dati prospettici dei prossimi anni, La7 dovrebbe passare da un giro d'affari di 117,1 milioni di euro a fine 2011, ai 131,3 milioni del 2012, fino ai 175,1 milioni del 2013, ai 196,2 milioni del 2014 e i 217,1 milioni del 2015. Il margine operativo lordo (oggi negativo per 16 milioni) dovrebbe invece passare in positivo soltanto nel 2014: per quell'anno, secondo le previsioni, dovrebbe infatti essere positivo per 8 milioni di euro, mentre nel 2015 dovrebbe salire a 26,2 milioni.
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