luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone milleri

“CALTA” CANTA: LOVAGLIO HA FATTO IL SUO TEMPO – SECONDO IL “FINANCIAL TIMES” CALTAGIRONE HA DECISO DI FARE FUORI L’AD DI MONTEPASCHI PERCHÉ L’AD PUNTA A RITIRARE DALLA BORSA MEDIOBANCA PER FONDERLA CON L’ISTITUTO SENESE, CHE OGGI NE CONTROLLA L’85% DEL CAPITALE. UNA MOSSA CHE COSTEREBBE A MPS 2,7 MILIARDI, PER LANCIARE UN’OPA SUL RESTO DELLE AZIONI. E RIDURREBBE DI MOLTO GLI UTILI DI CALTA-RICCONE E DELFIN – IL COMITATO NOMINE DEL MPS (DOVE SIEDE CALTAGIRONE JR) HA ESCLUSO GLI INDAGATI DALLA LISTA PER IL RINNOVO DEL CDA. UN VETO A LOVAGLIO, SOTTO INDAGINE PER L’IPOTESI DI CONCERTO NELLA SCALATA A MEDIOBANCA…

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Estratto dell’articolo di Carlo Di Foggia e Nicola Borzi per “il Fatto Quotidiano”

 

LUIGI LOVAGLIO FRANCESCO MILLERI GAETANO CALTAGIRONE GENERALI

Lo scontro sui destini di Mediobanca non è finito con la riuscita scalata della cordata Montepaschi-Delfin-Caltagirone. Né le telefonate e i complimenti rivolti a Fracesco Gaetano Caltagirone da Luigi Lovaglio – intercettati dai magistrati milanesi che indagano sui due – sembrano essere stati sufficienti a garantire all’ad del Monte dei Paschi la riconferma al timone della banca senese.

 

I nuovi padroni di Siena hanno deciso, in sostanza, di silurarlo non rinnovandogli il mandato in scadenza ad aprile.

 

Secondo il Financial Times il gelo tra il manager e il suo azionista Caltagirone è calato per l’intenzione di Lovaglio di ritirare dalla Borsa Mediobanca per fonderla con la banca senese che oggi ne controlla l’85% del capitale. Una mossa per gestire da protagonista la quota del 13,19% di Generali in pancia all’istituto milanese, togliendo un po’ di potere ai suoi azionisti.

 

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE MEDIOBANCA

Caltagirone (che ha il 10,3% di Mps) ha provato a smentire parlando di confronto interno al cda del Monte, Lovaglio curiosamente no. Quel che è certo però è che il comitato nomine del Monte dei Paschi (dove siede anche il figlio del costruttore romano) ha presentato un regolamento che prevede l’esclusione di indagati dalla lista del Cda per il rinnovo delle cariche in primavera.

 

Di fatto un veto a Lovaglio, sotto indagine della Procura di Milano per l’ipotesi di concerto nella scalata a Mediobanca insieme allo stesso Caltagirone e a Francesco Milleri di Delfin. La vicenda si deciderà nel cda del 22 gennaio.

 

luigi lovaglio

Sembra una questione di mero potere ma dietro c’è anche una ragione economica concretissima. Ritirare dalla Borsa Mediobanca per fonderla con Mps costerebbe a quest’ultima intorno ai 2,7 miliardi, visto che servirebbe lanciare un’offerta di acquisto (Opa) sul resto delle azioni che ancora non possiede.

 

[...] risorse che i nuovi padroni vorrebbero per sé dopo i costi sostenuti per entrare nel Montepaschi e salire anche nell’azionariato di Mediobanca e Generali per vincere la battaglia. Non è un caso che il cda di Siena abbia deciso che verrà distribuito il 100% dell’utile previsto per il 2025 (circa 1,6 miliardi). Dissanguarsi per il delisting di Mps ridurrebbe i soldi destinati a Caltagirone e Delfin (cioe Milleri).

 

francesco gaetano caltagirone (2)

Quest’ultima ieri ha diffuso una nota anodina in cui si limita a “rinnovare il pieno sostegno ai vertici di Mps nel percorso di rafforzamento in atto”. Delfin ha il 17,5% del capitale della banca senese, al centro di rumor finanziari sua una possibile vendita a UniCredit: ieri il cda ha voluto smentire seccamente negando “trattative in corso”.

 

A quanto risulta al Fatto, però, contatti informali ci sono stati con la banca guidata da Andrea Orcel, ma il prezzo chiesto da Milleri&C. – 11 euro per azione, quasi 5 miliardi – complica tutto, anche se la transazione sarebbe potuta avvenire con uno scambio di azioni (Delfin sarebbe diventata grande azionista di UniCredit).

 

In questo caos, il Tesoro, azionista con il 4,9% di Mps, non fiata. Non è dato sapere se la nota di Delfin di ieri sia stata chiesta dalla Consob, l’autorità di Borsa, il cui silenzio è comunque altrettanto assordante.

FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE - FRANCESCO MILLERI FRANCESCO CALTAGIRONE JRLUIGI LOVAGLIO AL SENATO - COMMISSIONE DI INCHIESTA SULLE BANCHE - FOTO LAPRESSE