DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA…
E VAI COL PALIO DI SIENA! – È INIZIATO IL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI MPS CHIAMATO AD ANALIZZARE LE OPZIONE PROPOSTE DALL’AD LUIGI LOVAGLIO PER CONTRASTARE L'OPAS DI INTESA SANPAOLO: SUL TAVOLO C’È UNA DOPPIA OPERAZIONE, UN'OFFERTA DI SCAMBIO SU BANCO BPM E UN'OFFERTA SU BANCA GENERALI, NELL'AMBITO DELLA QUALE POTREBBE ENTRARE IN GIOCO ANCHE LA QUOTA DEL 13,2% DI GENERALI DETENUTA DA SIENA ATTRAVERSO LA CONTROLLATA MEDIOBANCA – A PIAZZA AFFARI IN CRESCITA I TITOLI DEGLI ISTITUTI: +2,08% PER BANCA GENERALI, +1,05% PER MONTEPASCHI, +0,21% PER BPM – IL DAGOREPORT: MELONI E SCHLEIN SULLO STESSO FRONTE IN QUESTA PARTITA E IL “CONVITATO DI PIETRA” DONNET
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INIZIATO IL CDA DI MPS, SUL TAVOLO LE OFFERTE PER BPM E BANCA GENERALI
(ANSA) - MILANO, 20 AGO - Ha preso il via a Siena il consiglio di amministrazione di Mps chiamato ad analizzare le opzione strategiche messe a punto dall'amministratore delegato, Luigi Lovaglio, e dagli advisor della banca Ubs, Goldman Sachs, Kbw e Vitale, con l'obiettivo di trovare un'alternativa all'Opas di Intesa Sanpaolo.
Il cda, viene riferito in ambienti finanziari, si troverà a discutere di una doppia operazione, un'offerta di scambio su Banco Bpm e un'offerta su Banca Generali, nell'ambito della quale potrebbe entrare in gioco anche la quota del 13,2% di Generali detenuta da Mps attraverso la controllata Mediobanca.
Tra le strade che potrebbe percorrere Lovaglio per resistere all'offerta da 30,6 miliardi di euro di Intesa figura anche la distribuzione di un dividendo straordinario agli azionisti del Monte.
MPS: IN CORSO CDA, IN BORSA SUGLI SCUDI B.GENERALI E IN RIALZO MONTEPASCHI
luigi lovaglio - carlo messina
(LaPresse) - È in corso dalle 9 di stamattina il cda straordinario di Monte dei Paschi di Siena. Sul tavolo le possibili contromosse per difendersi dall'Opas di Intesa Sanpaolo. Si tratterebbe di due operazioni straordinarie alternative sottoposte al board di Rocca Salimbeni dal Ceo Luigi Lovaglio, una Ops su Banca Generali e una su Bpm.
Il mercato guarda al risiko bancario dunque. Piazza Afffari viaggia in cauto rialzo di +0,35%. Il titolo Mps aumenta il guadagno e viaggia a +1,05%. In lieve progresso Bpm: +0,21%. Sugli scudi Banca Generali, la controllata del Leone di Trieste, che avanza di +2,08%. Intesa Sanpaolo in rialzo di +0,90%. Il titolo Generali Assicurazioni segna un progresso di +0,61%. Unipol, che ha con Intesa un accordo a valle dell 'Opas su Mps, invece, è in ribasso e cede l'1,97%. 10:14 20-08-2026
IL RISIKO BANCARIO IN BORSA, SCATTA BANCA GENERALI +2,3%
Mps +0,8%, Intesa Sanpaolo +0,8%, Banco Bpm invariata (ANSA) - MILANO, 20 AGO - In attesa che Mps scopra le sue carte in Borsa si accende l'attenzione su Banca Generali che 'scatta' in avanti, in rialzo del 2,38% a 68,95 euro, con volumi 5 volte superiori alla media. Il titolo della banca senese guadagna in avvio di seduta lo 0,8% a 11,86 euro e Banco Bpm è ferma (+0,09%). Intesa Sanpaolo sale dello 0,8%, Mediobanca dello 0,6%, Unicredit dello 0,9%, Generali guadagna lo 0,54 per cento. Controcorrente Unipol (-0,9%).
MPS, LA MOSSA DI LOVAGLIO ARRIVA LA DOPPIA OFFERTA SU BANCA GENERALI E BPM
Estratto dell’articolo di Andrea Greco per “la Repubblica”
Tenendo fede alla fama di banchiere mai domo, Luigi Lovaglio ha messo a punto il contrattacco, per evitare che la banca più antica del mondo e lui stesso finiscano inglobati nell'operazione lanciata a giugno dalle rivali Intesa Sanpaolo e Unipol.
Il banchiere lucano ha convocato, mercoledì sera, un cda [...] in cui illustrerà non uno ma due progetti di acquisizione, da proporre agli azionisti senesi in alternativa a quello di Intesa da 30,6 miliardi. Niente è ufficiale: né la banca - o la Consob, dopo le indiscrezioni anticipate dal Sole 24 Ore - hanno ritenuto di fornire commenti o spiegazioni. Secondo fonti convergenti, oggi l'ad del Monte dovrebbe chiedere la delega al suo cda a finalizzare due distinte operazioni.
Se la otterrà - ma ci sono pochi dubbi perché Lovaglio ha il supporto di otto dei 13 consiglieri (e i due dimissionari della lista del cda a lui avversa, non sono stati ancora integrati) - potrebbe riconvocare il cda nel fine settimana, per gli annunci.
La prima mossa, inedita e più "difensiva", prevede un'offerta per il 100% di Banca Generali, la rete di promotori finanziari controllata dall'assicuratore di Trieste al 50,1%.
La società vale 7,87 miliardi (+1,66% ieri in Borsa, con l'indice Stoxx banche Europa che cedeva l'1,5%), poco meno del 13,3% di Generali che Mps ha inglobato con la scalata a Mediobanca. Per questo Lovaglio vorrebbe pagare il Leone con azioni Generali, come tentò di fare l'ad di Mediobanca Alberto Nagel l'anno scorso.
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Ma il testo unico della finanza prescrive che chi compra azioni proprie se le faccia offrire da tutti gli azionisti, non da uno solo; e anche su questo scoglio si schiantò la mossa di Nagel. Per ovviare, e qualora emergessero compratori per la quota in Generali, Lovaglio potrebbe anche venderla prima, e poi pagare Banca Generali in contanti.
Liberarsi del pacchetto in Generali affrancherebbe Mps da diversi appetiti ostili dei suoi rivali; forse anche da quelli di Intesa, che già nel 2017 tentò le nozze con Generali, e che dal 2027, se la sua offerta attesa in Borsa a ottobre andasse a segno, si troverebbe primo azionista nel Leone, che è anche il suo primo concorrente nelle polizze Vita.
Giorgia Meloni Giancarlo Giorgetti
L'altra operazione congegnata da Mps con gli advisor Ubs e Bofa sarebbe un'Ops (offerta di scambio di azioni) su Banco Bpm, stavolta in forma ostile, non concordata con l'ex popolare milanese.
Come noto, già a fine luglio si arenò un tentativo, allora amichevole, di trovare un concambio che portasse alle nozze Banco Bpm e Siena, per creare il progetto di terzo polo bancario - dietro Intesa Sanpaolo e Unicredit - che il governo Meloni persegue fin dall'insediamento. A luglio fu l'azionista francese Crédit Agricole, al 29,3% in Banco Bpm, a far saltare la trattativa. [...]
Con simili premesse sarà tutto da inventare il percorso - e le eventuali "concessioni" - che possano convincere il Crédit Agricole ad appoggiare l'Ops ostile di Lovaglio. Molto dipenderà dal prezzo offerto. Ma una parola l'avrà anche il governo, che dispone delle leggi speciali (golden power) e proprio su Bpm lo esercitò, l'anno scorso, per spegnere la scalata di Unicredit.
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