ex ilva taranto adolfo urso michael flacks

ACCIAIO A PESO D’ORO – DAL 2012 A OGGI PER MANTENERE IN VITA L’EX ILVA CON I SUOI 10MILA ADDETTI LO STATO HA SBORSATO 3,6 MILIARDI DI EURO – TUTTO È PARTITO CON LA FINE DELL’ERA DELLA FAMIGLIA RIVA E IL PRIMO SEQUESTRO PREVENTIVO DELLO STABILIMENTO DI TARANTO. DA ALLORA I GOVERNI CHE SI SONO SUSSEGUITI HANNO APERTO IL PORTAFOGLI – MENTRE SONO IN CORSO LE TRATTATIVE IN ESCLUSIVA PER LA CESSIONE DEL GRUPPO AL FONDO AMERICANO FLACKS, ALLA CAMERA SI VOTA L’ULTIMO DECRETO CHE PREVEDE UN PRESTITO DA 149 MILIONI…

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Estratto dell’articolo di Carmine Fotina per “Il Sole 24 Ore”

 

ex ilva di taranto - acciaierie d italia

Mantenere in vita il gigante italiano della siderurgia, avamposto irrinunciabile di occupazione con i suoi quasi 10mila addetti, prevalentemente concentrati al Sud, e fornitore strategico per la manifattura nazionale in settori quali l’auto, l’edilizia, la cantieristica.

 

Da 13 anni a questa parte, da quando l’era della famiglia Riva si può considerare chiusa con il primo sequestro preventivo dello stabilimento di Taranto disposto dal Gip per gravi violazione ambientali, salvare l’Ilva (oggi Acciaierie d’Italia) è stato l’obiettivo della politica italiana. Senza distinguo di governi in carica.

 

adolfo urso ad atreju 2025 foto lapresse

Con un conto che oggi – calcolando l’ultima tranche di denaro pubblico inserita del decreto legge atteso oggi al voto definitivo della Camera – raggiunge 3,6 miliardi di euro.

 

Un primo parziale resoconto dei fondi finora messi in gioco, e in gran parte bruciati, era stato fornito il 24 gennaio 2025 dal sottosegretario di Stato per le Imprese e il made in Italy, Fausta Bergamotto, in risposta a un’interpellanza urgente del deputato Angelo Bonelli.

 

acciaierie d italia

Dal 2012 fino a quella data Ilva aveva beneficiato di circa 600 milioni per far fronte alle esigenze finanziarie; di 400 milioni per l’ingresso di Invitalia nel capitale sociale della società AM InvestCo Italy; di 680 milioni per il finanziamento soci disposto da Invitalia nel 2023; di 320 erogati come prestito a condizioni di mercato; dello stanziamento di ulteriori 250 milioni varato a gennaio 2025 per garantire la continuità aziendale fino al completamento delle procedure di assegnazione al nuovo proprietario e poi di un ulteriore finanziamento di 200 milioni concesso con il decreto legge 92/2025.

 

Ci sono poi 400 erogati dalle banche con garanzie del ministero dell’Economia, risorse comunque provenienti da istituti privati che non entrano nel conto delle erogazioni di Stato.

 

A questo elenco di finanziamenti e contributi – evidenzia uno studio condotto da Assonime - andrebbero invece aggiunti 220 milioni di finanziamenti Sace, controllata del ministero dell’Economia, e 10 milioni di euro di contributo a fondo perduto per la tutela dell’indotto del 2024, incrementati di altri 4milioni per il 2025-2028; circa 10 milioni di euro di compensi per i commissari che si sono alternati in Ilva e Acciaierie d’Italia, nonché i costi delle consulenze che, solo per gli incarichi stipulati tra marzo e maggio del 2024 da AdI in amministrazione straordinaria, ammontano a 3,5 milioni.

 

altoforno 1 - stabilimento ex ilva di taranto

[...]

 

Un conto, se si includono i prestiti, da oltre 3,4 miliardi, che aggiungendo l’ultimissimo intervento entrato nell’ennesimo Dl salva-Ilva sale a 3,6 miliardi. Il decreto, che è stato già approvato dal Senato e oggi approda nell’Aula della Camera per il via libera definitivo, ha infatti imbarcato in extremis, con un emendamento del relatore Salvo Pogliese (FdI), un prestito di Stato che potrà arrivare fino a 149 milioni di euro da restituire in sei mesi, coperto tagliando di 130 milioni i crediti d’imposta per la microelettronica e attingendo per 19 milioni ai fondi di riserva del ministero dell’Economia.

 

Dovrà essere l’ultimo degli aiuti di Stato di una serie infinita, ha redarguito però la Commissione europea nelle interlocuzioni avute con il ministero delle Imprese e del made in Italy.

 

Michael Flacks

Il Dl, dal quale nel frattempo, proprio in seguito al confronto con la Ue, è stato stralciato il riconoscimento retroattivo delle agevolazioni come industria energivora, rappresenta l’estremo tentativo del governo di garantire la continuità produttiva degli stabilimenti in attesa che si concluda il processo di cessione degli asset.

 

Il sottosegretario Bergamotto, al termine della discussione generale alla Camera, ha spiegato ieri che la negoziazione in esclusiva con il fondo americano Flacks Group parte da un offerta simbolica per gli asset (solo 1 euro, ndr) accompagnata da un impegno per un investimento iniziale di 500 milioni (250 per l’aumento di capitale e 250 per il circolante) e per la salvaguardia di circa 6.000 posti di lavoro, meno degli 8.500 di cui Flacks ha inizialmente parlato (a questo livello si arriverebbe solo in una seconda fase). [...]

EX ILVA DI TARANTO - PROTESTE DEI LAVORATORI

area ex ilva a bagnoliEX ILVA DI TARANTO - PROTESTE DEI LAVORATORI