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Un'edizione unica e globale, con il quotidiano cartaceo frutto del web. Questo il prossimo passo che il Financial Times (Ft) fa lungo l'articolato percorso che è la rivoluzione digitale, obbligo nel mondo dei media. Una decisione che ha tutti gli elementi per far presagire che il passaggio successivo potrebbe essere il `digital only´, ovvero l'abbandono definitivo della carta per l'autorevole giornale finanziario fondato nel 1888.
Il direttore del Ft, Lionel Barber, ha annunciato che nella prima metà del 2014 verrà lanciata la nuova e unica versione globale cartacea del giornale e che sostituirà le varie edizioni al momento redatte e distribuite in diverse parti del mondo. Barber ha comunicato la novità con una nota ai redattori, pubblicata anche sul sito di Ft, indicando non a caso un «significativo rimodellamento» del giornale con l'obiettivo chiaro di «riflettere i gusti e le abitudini dei lettori moderni». Ma la nota di Barber va oltre e, senza mezzi termini, decreta la «morte» del processo di stampa del `giornale di carta´ così come lo conosciamo, nato negli anni '70, e sottolinea come «in futuro i nostri prodotti deriveranno dall'offerta sul web e non vice versa».
La strategia è chiara così come l'obiettivo: bisogna cambiare. Quindi il `nuovo´ Financial Times verrà prodotto da una più circoscritta squadra concentrata sul cartaceo ma che lavorerà spalla a spalla con una più vasta e articolata equipe dedicata al web e agli aggiornamenti. Cambia il metodo, cambia l'organizzazione redazionale che si trasforma profondamente, e cambiano anche i contenuti: Barber spiega infatti che per il `nuovo´ Ft redattori e inviati saranno chiamati a concentrarsi meno sulla raccolta di notizie in maniera «reattiva» e più sul valore aggiunto delle «notizie in contesto».
E se resta invariata la traccia distintiva del giornalismo d'inchiesta, garantisce, cambiano modi e anche tempi. Non più ribattute e aggiornamenti dell'ultima ora per l'edizione di carta, sarà la versione web il riferimento per l'incalzare delle news. Una trasformazione che impone anche uno scossone alle abitudini, con le risorse che verranno necessariamente ricollocate sulla base delle nuove esigenze.
La novità che non può però risultare del tutto imprevista: del resto lo stesso Barber lo aveva già anticipato tra le righe in un editoriale pubblicato lo scorso febbraio in occasione dei 125 anni dalla nascita del giornale della City.
Pur `celebrando´ la tradizione riproducendo la prima pagina del primo numero diffuso il 13 febbraio 1888 (costava un penny), con in testa lo storico motto `Senza paura e senza benevolenza´, il direttore definiva quella del giornale una «vita' sempre vissuta sull'onda della novità ».
lionel barber
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FINANCIAL TIMES CUCCHIANI
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