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CHE GUAZZABUGLIO L’EREDITÀ AGNELLI – TRA ANOMALIE NEI DOCUMENTI, PATTI SUCCESSORI DUBBI E VENDETTE PERSONALI, LA CAUSA TRA MARGHERITA E I FIGLI JOHN, LAPO E GINEVRA ELKANN PUÒ SCONVOLGERE L’ASSETTO PROPRIETARIO DELLA “DICEMBRE”, LA HOLDING CHE CONTROLLA EXOR E QUINDI TUTTI GLI AFFARI DI FAMIGLIA – SE IL TESTAMENTO PUBBLICO DI MARELLA CARACCIOLO FOSSE NULLO, SI APRIREBBE LA SUCCESSIONE LEGITTIMA IN ITALIA, E UNICA EREDE SAREBBE MARGHERITA. CHE COSTITUENDOSI PARTE CIVILE POTREBBE RICHIEDERE NON SOLO IL RISARCIMENTO DEI DANNI, MA ANCHE IL SEQUESTRO DELLE QUOTE DELLA "DICEMBRE" – LA REPLICA DEL TEAM LEGALE DEI FRATELLI ELKANN: "LA POSIZIONE DI JOHN QUALE AZIONISTA DI MAGGIORANZA DELLA HOLDING DICEMBRE NON POTREBBE IN ALCUN MODO ESSERE MESSA IN DISCUSSIONE..."

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Da https://www.lospiffero.com/

 

MARGHERITA AGNELLI JOHN ELKANN - ILLUSTRAZIONE DEL FATTO QUOTIDIANO

La complessa vicenda giudiziaria che vede contrapposti Margherita Agnelli e i figli John, Ginevra e Lapo Elkann è da tempo sotto i riflettori dell’opinione pubblica. Ma la materia del contendere, come ormai appare evidente, va ben oltre la sola individuazione del patrimonio di Marella Caracciolo, moglie di Gianni Agnelli, morta a 92 anni a Villa Frescot, nella sua casa sulla collina di Torino, il 23 febbraio 2019.

 

Il punto vero, quello che trascende la mera vicenda familiare, riguarda gli assetti proprietari della Dicembre, società semplice fondata il 15 dicembre 1984, la storica “cassaforte” della famiglia Agnelli e oggi interamente controllata dai fratelli Elkann.

 

gianni e marella agnelli

Se le ragioni di Margherita dovessero trovare fondamento e riscontro nel giudizio in corso, una quota significativa del capitale della Dicembre potrebbe passare nella disponibilità della figlia dell’Avvocato.

 

Ne sono naturalmente convinti i suoi legali, che ritengono di poter recuperare almeno il 41,29%, ma una simile eventualità non viene affatto esclusa neppure da autorevoli analisti indipendenti.

 

E quando si parla di Dicembre si parla di una catena che, attraverso l’olandese Giovanni Agnelli Bv, controlla la holding Exor e, a cascata, Stellantis, Ferrari, Juventus e molte altre società. Dunque, non si discute soltanto di conti esteri, quadri o altri beni, ma del cuore dell’impero Agnelli.

 

I legali dei tre Elkann hanno più volte ribadito che «gli atti della Dicembre sono tutti legittimi» e, soprattutto, che «l’attuale assetto della società, così come il ruolo in essa ricoperto da John Elkann, riflettono le volontà di Gianni e Marella Agnelli, sono sostenuti da tutta la famiglia e non potranno essere modificati da alcuna azione giudiziaria». È la linea del fortino: tutto regolare, tutto conforme alla volontà dei capostipiti, nulla destinato a cambiare per effetto delle cause.

 

Le strategie e il peso dei procedimenti

john elkann margherita agnelli

Non può non colpire la visione strategica dell’avvocato di Margherita, il milanese Dario Trevisan, professionista ben noto ai principali fondi internazionali e vera autorità in materia di proxy voting e corporate governance. Trevisan, con grande abilità, ha saputo districarsi nei diversi aspetti di questa vicenda, ottenendo risultati invero molto importanti.

 

Il sostanziale riconoscimento della residenza italiana di Marella e l’individuazione di un patrimonio fino ad oggi sfuggito ai fini della determinazione dell’asse ereditario sono risultati importanti, forse decisivi.

 

Risultati ai quali non si sarebbe potuti arrivare così facilmente se non vi fosse stato l’interesse concorrente dello Stato italiano al recupero di sostanziali imposte e sanzioni non pagate. Il fatto poi che tutte le risultanze e gli atti dei procedimenti penali siano stati acquisiti nel procedimento civile rappresenta un ulteriore evidente successo.

 

JOHN ELKANN CON LA MADRE MARGHERITA AGNELLI AL SUO MATRIMONIO CON LAVINIA BORROMEO

È questo, forse, uno dei passaggi più rilevanti: il contenzioso civile non vive più isolato, ma si alimenta anche degli accertamenti e degli atti formati nell’ambito penale.

 

Certo colpisce che, in questo contesto, l’approccio degli avvocati dei fratelli Elkann sia stato esclusivamente difensivo, denotando una non profonda visione d’insieme, quasi fossero più preoccupati di parare i singoli colpi che di agire in una prospettiva strategica cercando di evitare l’intersecarsi dei diversi procedimenti. Almeno questo è quanto appare agli osservatori esterni.

 

john e lavinia elkann 2

La battaglia però è ancora lunga e, come tutte le battaglie giudiziarie dagli esiti incerti, riserverà sicuramente ulteriori sorprese. Fare previsioni appare un esercizio molto difficile. Vi sono però alcune domande che dovranno trovare risposta partendo dal dato di fatto ormai acclarato dell’effettiva residenza italiana di Marella Agnelli.

 

Il primo nodo: il testamento

Il primo nodo concerne la validità e l’opponibilità in Italia del testamento pubblico di Marella Agnelli redatto dal notaio svizzero Urs Robert von Grünigen il 12 agosto 2011 ed integrato il 14 agosto 2012 e il 22 agosto 2014. Con tali atti venivano nominati eredi i figli di Margherita Agnelli, John, Lapo e Ginevra Elkann, con esclusione quale erede legittimaria di Margherita Agnelli e dei suoi cinque figli appartenenti al ramo De Pahlen.

 

Con tale testamento la successione di Marella Agnelli veniva assoggettata alla legge e alla giurisdizione elvetica, sul presupposto della residenza svizzera della vedova di Gianni Agnelli.

 

famiglia agnelli elkann

A prima vista, però, la validità di tale scelta sembrerebbe esclusa, poiché un cittadino italiano residente in Italia non può decidere di assoggettare la propria successione ad una legge estera. E quindi, se il testamento pubblico di Marella fosse nullo, quali sarebbero le conseguenze sulla sua eredità? Si aprirebbe la successione legittima in Italia e unica erede sarebbe la figlia Margherita, essendo morto senza figli il fratello Edoardo, unico erede maschio del patron della Fiat, trovato cadavere ai piedi di un viadotto della Savona-Torino la mattina del 15 novembre 2000.

 

L’accordo transattivo

REMO MORONE

In questo quadro si aggiunge un altro interrogativo, tutt’altro che secondario. È valido l’accordo transattivo sottoscritto da Margherita e da Marella in Svizzera il 18 febbraio 2004, assoggettato alla legge elvetica, con il quale venivano concordati rilevanti trasferimenti patrimoniali e le parti si impegnavano a stipulare un patto successorio in forza del quale Margherita avrebbe rinunciato a tutti i diritti relativamente alla successione della madre?

 

La risposta è probabilmente sì, ad eccezione della parte relativa all’impegno a stipulare il patto successorio, per i motivi che derivano dalla disciplina italiana della successione e dei patti successori.

 

Resta però un’ulteriore verifica: occorre comprendere se nell’ordinamento svizzero vi siano norme che contengono disposizioni simili a quelle previste dagli articoli 1973 e 1975 c.c., che disciplinano l’annullabilità degli accordi transattivi basati in tutto o in parte su documenti che in seguito siano stati riconosciuti falsi o che siano stati occultati da una delle parti. È un passaggio tecnico ma centrale, perché la solidità dell’accordo transattivo non può essere valutata soltanto guardando al suo contenuto economico, ma anche alla base documentale su cui esso venne costruito.

I DOCUMENTI CONTESTATI DA MARGHERITA AGNELLI SULLA CESSIONE DELLE QUOTE DELLA DICEMBRE A JOHN ELKANN

 

Il patto successorio

E qui si arriva al dunque. Quel patto successorio sottoscritto in Svizzera il 6 marzo 2004 è valido ed opponibile in Italia?

 

La risposta, in questo caso, è no. Infatti, essendo la successione disciplinata dalla legge italiana, trova applicazione l’art. 458 c.c., che stabilisce la nullità di ogni atto in cui si disponga di diritti su una successione non ancora aperta, come nel caso dell’accordo del 2004 firmato da Margherita, in cui la figlia dell’Avvocato rinunciava anticipatamente ai diritti successori sulla successione della madre, diritti non ancora maturati.

 

Qui non siamo più nel campo delle sfumature. Se la successione è italiana, il patto successorio è nullo. Ed è su questo crinale che la causa civile può assumere effetti molto più rilevanti di quanto inizialmente apparisse.

 

Il cuore della contesa

MARGHERITA AGNELLI E JOHN ELKANN

In ballo, come sappiamo, ci sono ingenti denari su conti esteri, quadri e altri beni, ma soprattutto il “cuore” dell’impero, ovvero la Dicembre. E qui gli aspetti oscuri sono molti.

 

Il primo interrogativo riguarda chi abbia dato istruzione al notaio torinese Remo Morone di stipulare, in data 30 giugno 2021, repertorio 10.368/5.340, un atto di declaratoria relativo alla composizione e alla struttura della Dicembre Società Semplice, allegando allo stesso ben 16 documenti.

 

Si tratta, in parte, di copie non autentiche di atti notarili e, in gran parte, di copie di scritture non autenticate e non registrate, in un caso persino prive degli allegati. Per tutti i documenti allegati veniva prevista la dicitura: “il presente documento….. è copia conforme al documento a me esibito”.

 

Il tutto, secondo la ricostruzione, in aperto contrasto con le norme di legge che disciplinano l’iscrizione presso la Camera di Commercio, da parte di un notaio, di atti relativi a una società semplice.

marella agnelli matrimonio

 

Tali norme prevedono espressamente che il notaio produca alla Camera di Commercio competente una copia per immagine, acquisita tramite scansione ottica, dell’originale cartaceo dell’atto in formato pdf, sottoscritta digitalmente dal notaio e dallo stesso dichiarata conforme ai sensi dell’art. 22 comma 2 del DLgs 82/2005, secondo la seguente formula apposta in calce all’atto: “il sottoscritto ……….. in qualità di Notaio dichiara, ai sensi dell’art. 22 comma 2 del DLgs 82/2005, che la copia dell’atto è conforme all’originale”.

 

Il notaio sotto indagine

Il notaio Morone proprio per questi atti è indagato dalla Procura di Torino per il reato di falso ideologico in atto pubblico, nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai sostituti Mario Bendoni e Giulia Marchetti.

 

La contestazione riguarda appunto la dichiarazione sull’assetto della società semplice Dicembre, la cassaforte che consente al maggiore dei figli di Margherita Agnelli il controllo dell’impero di famiglia. Tale dichiarazione venne trasmessa alla Camera di Commercio di Torino con 17 anni di ritardo e, secondo i pm, con due date non rispondenti al vero.

 

JOHN ELKANN E MARGHERITA AGNELLI

L’attenzione dei magistrati, in questo filone, si è concentrata proprio sulle operazioni che dal 2004 al 2019 hanno determinato l’attuale composizione della Dicembre. In base alle ricostruzioni della Procura, «i contratti con i quali Marella Caracciolo ha ceduto, nel maggio 2004, ai nipoti John, Lapo e Ginevra Elkann la nuda proprietà di circa il 40% delle quote della predetta società, riservando per sé il diritto di usufrutto» sarebbero «affetti da anomalie».

 

Di cosa si tratta? Le «anomalie» riguarderebbero sia «il profilo documentale, poiché la documentazione di riferimento è risultata carente degli originali, incompleta, alterata o falsificata», sia quello dei «rapporti finanziari tra le parti», visti gli indizi «sull’assenza dell’effettivo pagamento del prezzo delle quote, con conseguente ricostruzione della reale titolarità, nel tempo, quote della Dicembre».

 

Interrogativi sulle cessioni

JOHN ELKANN DIECI ANNI DI VENTO

L’interrogativo è semplice quanto cruciale: perché, se gli atti di cessione quote della Dicembre, sottoscritti da Marella e dai fratelli Elkann il 19 maggio 2004, sono stati autenticati da un notaio svizzero, nell’atto del notaio Morone del 30 giugno 2021 sono stati allegati documenti relativi alle cessioni di quote non autenticati?

 

Questa domanda potrà trovare risposta solo nel corso del procedimento civile. Così come, sempre nel dibattimento, si potrebbe finalmente sapere dove e da chi siano stati effettivamente sottoscritti gli atti di cessione di quote della Dicembre. E si potrebbe arrivare a sciogliere i dubbi sull’autenticità delle firme. Lo stesso vale per un altro profilo decisivo: se il corrispettivo per la cessione delle quote riportato nelle scritture del 19 maggio 2004 sia stato effettivamente pagato e da chi. Su questo punto, spetterà ai fratelli Elkann fornire la prova del pagamento del prezzo.

 

john donna marella lapo funerali gianni agnelli

È uno dei passaggi più delicati dell’intera vicenda, perché dall’effettivo pagamento e dalla validità delle cessioni dipende la ricostruzione della reale titolarità delle quote della Dicembre nel tempo.

 

La costituzione di parte civile

Una cosa è certa: l’eventuale costituzione di parte civile da parte di Margherita Agnelli nei procedimenti penali a carico di John Elkann, del commercialista Gianluca Ferrero, anch’egli indagato, e del notaio Morone, le consentirebbe di richiedere il risarcimento del danno, patrimoniale e non patrimoniale, e le conseguenti restituzioni.

 

Questa scelta trasformerebbe la figlia dell’Avvocato in protagonista attivo del procedimento penale. Le consentirebbe di produrre prove, depositare perizie, interrogare testimoni e partecipare attivamente all’istruttoria dibattimentale.

MARELLA CARACCIOLO IN AEREO CON MARGHERITA, EDOARDO E DI SPALLE GIANNI AGNELLI

 

La costituzione di parte civile deve avvenire, di regola, in sede di udienza preliminare o, al più tardi, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento. Se questa sarà la decisione di Margherita, probabilmente verrà formalizzata nell’udienza del 22 giugno 2026, in cui verranno riuniti i tre procedimenti penali pendenti.

 

Il sequestro cautelare

In tale prospettiva, la figlia di Agnelli potrebbe chiedere all’Autorità giudiziaria, ai sensi dell’art. 670 c.p.c., il sequestro cautelare delle quote della Dicembre e la nomina di un custode, al fine di garantire, pendenti le cause, che non vengano apportate modifiche ai patti della Dicembre Società Semplice e alla consistenza patrimoniale della stessa.

 

marella agnelli

Allo stato attuale sembrano sussistere i presupposti per la concessione del provvedimento. L’art. 670 c.p.c. richiede infatti che sia in atto una controversia concreta sulla proprietà dei beni, e che il conflitto sia serio, obiettivo e non meramente soggettivo. Non è necessario che ricorra il pericolo concreto ed attuale di sottrazione o alterazione del bene. È invece sufficiente, ai fini dell’estremo dell’opportunità richiesto dall’art. 670 comma 1 c.p.c., che lo stato di fatto esistente in pendenza del giudizio importi la mera possibilità, sia pure astratta, che si determinino situazioni tali da pregiudicare l’attuazione del diritto controverso.

 

Una situazione che, se portata alle estreme conseguenze processuali, dovrebbe far tremare i polsi al rampollo Agnelli. Perché il sequestro cautelare delle quote della Dicembre non sarebbe un episodio marginale, ma un intervento diretto sul centro di gravità del sistema proprietario costruito intorno alla cassaforte di famiglia.

 

LA REPLICA DEL TEAM LEGALE DEI FRATELLI ELKANN

 

Caro Dago,

L’articolo che hai ripreso tralascia l'importanza e la validità degli accordi stipulati a Ginevra nel 2004 tra Marella Agnelli e la figlia Margherita che sono fondamentali per l’intera vicenda. Essi regolarono definitivamente sia l’eredità dell’Avvocato Gianni Agnelli sia quella della moglie Marella. A seguito del patto successorio del 2004, Margherita è uscita dall’asse ereditario di Marella e non ne è erede. I patti del 2004 sono validi tutt’oggi: il patrimonio ingente acquisito da Margherita De Pahlen ne dimostra l'efficacia. 


Quale che sia l’esito delle diverse cause in corso, la posizione di John quale azionista di maggioranza della holding Dicembre non potrebbe in alcun modo essere messa in discussione.


Infatti:
1) La posizione di John Elkann quale azionista di maggioranza deriva da una donazione effettuata dall’avvocato Agnelli alla fine degli anni ’90 e da una successiva donazione effettuata nel 2003 da sua nonna Marella. Nessuna di tali donazioni può essere invalidata. 


2) In particolare, per quanto riguarda la donazione effettuata da Marella Agnelli, essa non può essere invalidata perché i beni che compongono l’asse ereditario di Donna Marella sarebbero in ogni caso più che sufficienti a soddisfare eventuali diritti successori di Margherita de Pahlen nei confronti della madre.


3) Inoltre, lo statuto della società Dicembre, che era stato sottoscritto da Margherita de Pahlen nel 1999 quando ne era ancora azionista, stabilisce chiaramente che tutti i poteri societari sono attribuiti esclusivamente a John Elkann, senza il consenso del quale tale statuto non può essere modificato.


4) Infine, è bene ricordare che Margherita Agnelli nel 2004 cedette liberamente le sue quote della Dicembre. Era un momento molto grave per il Gruppo Fiat e i figli Elkann fecero la scelta opposta sostenendo insieme a tutto il resto della famiglia Agnelli il rilancio della Fiat. Ma Margherita Agnelli decise di vendere: questa compravendita non può essere annullata perché liberamente stipulata dalle parti e indipendente dalle pattuizioni di Ginevra. 


Per queste ragioni, speculare su possibili cambiamenti nel controllo dell'attuale Gruppo - che include cinque società quotate in borsa - significa alimentare sensazionalismo in modo irresponsabile.

 

LE DISPOSIZIONI SULLE CASE DI GIANNI AGNELLI