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I FURBETTI DELLA CONSULENZA - LA PROCURA EUROPEA ANTIFRODE INDAGA LA SOCIETA' DI CONSULENZA "ERNST&YOUNG" E OTTO DIRIGENTI DELLA SEDE MILANESE: L'ACCUSA E' TURBATIVA D'ASTA E TRUFFA - I MANAGER AVREBBERO ADDEBITATO ALLA REGIONE LOMBARDIA 7 MILIONI DI EURO PER DEI SERVIZI CHE, IN REALTA', NON VENIVANO OFFERTI - "ERNST&YOUNG" ERA STATA CHIAMATA DAL "PIRELLONE" PER RICEVERE DELLE CONSULENZE SU COME SPENDERE I FONDI EUROPEI: MA LA SOCIETA' FATTURAVA UNA QUANTITA' DI ORE DI LAVORO MOLTO SUPERIORE ALLA REALTA', SOSTENENDO CHE IL LAVORO VENISSE SVOLTO DA DEI DIPENDENTI (CHIAMATI "CARTONATI") CHE IN REALTA' SI OCCUPAVANO DI ALTRO...
Estratto dell'articolo di Luigi Ferrarella per il “Corriere della Sera”
«Sarebbe dappertutto (...) una, trina e decina». I vertici della sede milanese di Ernst&Young (EY), una delle 4 multinazionali della consulenza, erano i primi a ridere in chat dell’aver addebitato alla Regione Lombardia, nei progetti su come spendere bene i fondi europei, persino l’ubiquità dei «cartonati»: come chiamavano quei professionisti inseriti solo formalmente nei progetti ma ignari persino di farne in teoria parte, col risultato contabile di «una distanza incolmabile tra quanto dichiarato e quanto riscontrato».
Per questo la Procura Europea Antifrode, indagando EY come società e 8 dirigenti per turbativa d’asta e truffa, aveva chiesto al gip Alberto Carboni (senza che si fosse saputo) di disporre il divieto «di stipulare contratti con la Regione Lombardia», cliente in 15 bandi vinti da EY (sola o in consorzi) nel 2019-2023 per quasi 7 milioni.
Misura interdittiva che ieri in extremis EY ha schivato a condizione di intanto restituire 3 milioni alla Regione e vincolarne altri quasi 4 su un conto apposito, oltre a promessi cambi di procedure.
La Regione, «a parte l’encomiabile attivazione della dirigente Convertini» (che col suo esposto iniziale vale al Pirellone la qualifica di parte offesa), per i pm europei Giordano Baggio e Sergio Spadaro ha però da allora coltivato, in incontri dei vicesegretari e nelle delibere Orac (Organismo regionale attività di controllo), «più che la preoccupazione di evitare il ripetersi di condotte fraudolente, il timore che i servizi di EY, non importa a quali condizioni, possano venir meno».
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