enrico letta

ARIECCOLO! DALL’EUROPA AL SOGNO QUIRINALE, IL RITORNO DI ENRICO LETTA! IL 12 FEBBRAIO CON MARIO DRAGHI AL CONSIGLIO INFORMALE SULLA COMPETITIVITA' IN BELGIO CI SARA’ PURE ENRICHETTO, ANCHE LUI AUTORE DI UN REPORT PER FAR RIPARTIRE L’UNIONE - IN BELGIO L’EX PREMIER PROPORRÀ UNA TABELLA DI MARCIA PER ARRIVARE ENTRO IL 2028 AD UNIFICARE I MERCATI DEI CAPITALI, TELCO ED ENERGIA. E RILANCERÀ IL FAMOSO PASSAPORTO SOCIETARIO CHE PERMETTA ALLE AZIENDE DI OPERARE IN TUTTA LA UE. DIETRO IL SUO ATTIVISMO IN UE, C’E’ IL SOGNO MALCELATO DI ESSERE IL SUCCESSORE DI MATTARELLA…

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

 

Filippo Santelli per repubblica.it - Estratti

 

Per chi non lo aveva capito, Mario Draghi lo ha ribadito ieri: il vero passo che l’Europa deve fare è politico. Diventare una federazione, superando le divisioni e il vincolo dell’unanimità che la condannano all’impotenza. Era anche la condizione base del suo citatissimo rapporto, rimasto lettera morta nei settori chiave delle politiche industriali, tecnologiche e di difesa.

 

enrico letta

E quindi Draghi la ribadirà al Consiglio informale sulla competitività del 12 febbraio in Belgio, dove è invitato insieme a Enrico Letta, autore dell’altro rapporto sul mercato unico. «Federalismo pragmatico», la formula che l’ex banchiere centrale declinerà in azioni, significa che – come fu per l’euro – bisogna andare avanti sui vari temi con chi ci sta, lasciando aperta la porta per chi si vorrà unire dopo. Approccio selettivo - solo dove è necessario -, funzionale - cioè non ideologico - e graduale.

 

Il formato del ritiro nel castello belga racconta dell’urgenza percepita dai leader europei, di fronte alle minacce di Trump e Putin. Servono risultati.

 

Il problema è che i messaggi di Draghi e Letta, in questa Europa di nazionalismi e leader fragili, sono controcorrente, anche per chi a parole si richiama a loro. Basta vedere il “non paper” prodotto dal recente vertice tra la premier Meloni e il cancelliere tedesco Merz, che pochi giorni fa ha anche incontrato Draghi. Un documento deciso nel proporre di sfrondare leggi e burocrazia, il solo imperativo che mette tutti d’accordo e che la Commissione Von der Leyen ha iniziato ad attuare.

GIORGIA MELONI ENRICO LETTA

 

Ma generico nello spingere il mercato unico, superando barriere che sono i singoli Paesi – non certo Bruxelles – ad alzare. E assi poco draghiano quando invita a ridurre i vincoli agli aiuti di Stato, cosa che dividerebbe l’Europa. «Quel documento è ritagliato sulla base dei vincoli nazionali tedeschi, e in parte italiani: manca la volontà politica di attraversare delle linee rosse su politiche e fondi comuni», dice Marco Buti, già direttore generale della Commissione e oggi professore all’Istituto europeo di Firenze.

 

Tabella di marcia per il mercato unico

enrico letta

In Belgio Letta proporrà una tabella di marcia per arrivare entro il 2028 ad unificare i mercati dei capitali, telco ed energia. E rilancerà il famoso “28esimo regime”, un passaporto societario che permetta alle aziende di operare in tutta la Ue. Draghi aggiungerà una parte ancora più divisiva, la necessità di una strategia davvero unitaria su industria, tecnologia e difesa, finanziata in parte con debito comune e sostenuta con clausole di “acquisto europeo”. Macron è il leader più in sintonia, ma appare debole e isolato.

 

Il modello Draghi non è quello del piano di riarmo, di fatto condotto a livello nazionale, né quello della coalizione dei volenterosi sull’Ucraina, se l’accordo tra governi non crea nuove istituzioni europee. È il modello dell’euro e del Pnrr, o di una cooperazione rafforzata come quella che ha appena portato la Ue a stanziare 90 miliardi per Kiev, dando la possibilità ai contrari di chiamarsi fuori. Strumenti comuni, rischi condivisi, decisioni più rapide: si è già fatto. Può diventare regola?

enrico lettaenrico letta coverenrico letta libro