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I RICCONI BRITANNICI HANNO CAPITO CHE TIRA UNA BRUTTA ARIA DI RABBIA SOCIALE: MEGLIO FARE I PARACULO – 120 MILIONARI DEL REGNO UNITO CHIEDONO AL GOVERNO DEL LABURISTA ANDY BURNHAM DI ESSERE TASSATI DI PIÙ. E PROPONGONO UNA PATRIMONIALE AL 2% SUI PATRIMONI SUPERIORI AI 10 MILIONI DI STERLINE – GRAMELLINI: “I MILIARDARI ITALIANI PER ORA NON SI PRONUNCIANO. CI SARÀ UN PROBLEMA CON LA TRADUZIONE…”

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CENTO DI QUESTI RICCHI

Estratto dell’articolo di Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”

 

primo discorso di andy burnham da primo ministro 6

Si è sempre detto che non serve tassare i miliardari perché […] possono spostare altrove i loro patrimoni con un clic. Ovviamente l’obiezione verrebbe meno se fossero gli stessi miliardari a offrirsi di pagare di più.

 

Perciò desta scalpore l’appello con cui oltre cento rappresentanti di quella ristrettissima categoria hanno chiesto al governo di aumentar loro le tasse. Si parla di manager, imprenditori, artisti, sportivi. […]

 

Nel loro ragionamento affiora anche una componente […] egoistica. Un super-ricco non vive dentro una fortezza […]. Ha bisogno di muoversi in mezzo a una comunità felice o moderatamente arrabbiata. Non si sente contento (né al sicuro) quando attracca il suo yacht in un porto dove chi lo guarda non può permettersi di affittare un pedalò.

 

gary lineker

E se la forbice tra i pochi e i troppi si allarga, a cosa serve aumentare un po’ le tasse ai non moltissimi che stanno nel mezzo, come avviene con la patrimoniale? Bisogna aumentarle tanto a quei pochi. Perché, dicono, basterebbe il 2% delle loro ricchezze […] per finanziare scuole, strade e ospedali.

 

Bravi, così si fa. Precisiamo a scanso di equivoci che i miliardari smaniosi di aumentarsi le tasse, e forse persino di pagarle, sono inglesi. Quelli italiani per ora non si pronunciano. Ci sarà un problema con la traduzione.

 

LA LETTERA DI 120 MILIONARI AL GOVERNO BRITANNICO: "TASSATECI DI PIÙ"

Estratto dell’articolo di Valentina Romagnoli per https://lespresso.it/

 

BRIAN ENO 1

I ricchi britannici vogliono pagare più tasse. O almeno, qualcuno di loro, non tutti. A chiederlo sono 120 milionari britannici, riuniti dietro una lettera aperta promossa dall'organizzazione Patriotic Millionaires e indirizzata al nuovo primo ministro Andy Burnham.

 

Il messaggio è semplice: aumentare le tasse sui grandi patrimoni. La missiva dichiara […] di voler condurre a una società più equa ed esorta a una "redistribuzione della ricchezza e del potere a partire dalle persone più abbienti". Tra i firmatari ci sono Gary Lineker, ex attaccante della nazionale inglese e volto storico del programma tv "Match of the Day", e il musicista Brian Eno.

 

Nel testo, i firmatari precisano che la richiesta non riguarda chi lavora ogni giorno per guadagnarsi da vivere, ma chi trae reddito dal patrimonio che possiede: si dicono orgogliosi di pagare le tasse e di restare a vivere nel Paese, proprio per questo.

 

Andy Burnham

Tra gli altri nomi che compaiono nella lettera ci sono Ian Gregg, ex presidente della catena di panetterie Greggs, il regista Richard Curtis (autore, tra gli altri, dei cult Love Actually e Notting Hill), la scrittrice Val McDermid, l'ex trader della City Gary Stevenson e l'esperto di clima Michael Berners-Lee.

 

[…]

 

 

Sul piano tecnico, i Patriotic Millionaires propongono diverse forme di tassazione patrimoniale. L'ipotesi principale è un'imposta del 2% sui patrimoni superiori a 10 milioni di sterline, che secondo le stime del gruppo potrebbe portare circa 24 miliardi di sterline all'anno nelle casse pubbliche.

 

DISUGUAGLIANZA ECONOMICA

A esserne coinvolta sarebbe una platea molto ristretta: meno dello 0,04% della popolazione britannica, circa 20 mila persone secondo i calcoli di Tax Justice UK. Mentre un'analisi precedente aveva stimato che un prelievo sulle 350 famiglie più ricche del Paese - tra cui 156 miliardari - potrebbe generare fino a 15 miliardi di sterline.

 

[…] Prima di arrivare a Downing Street, Burnham - in un'intervista proprio con Lineker - non aveva escluso l'introduzione di una tassa patrimoniale, ma aveva anche precisato di non voler alimentare divisioni sociali, né presentarsi come un leader intenzionato a colpire un gruppo specifico di cittadini.

 

WES STREETING

Al momento del suo insediamento, il nuovo primo ministro Burnham ha promesso un taglio fiscale di 850 milioni di sterline sulle bollette dell'elettricità e una tariffa bloccata di circa 2 sterline sulle corse singole degli autobus.

 

Ma il tema resta una questione aperta anche dentro il partito laburista. Il ministro della Difesa Wes Streeting aveva in passato ipotizzato che equiparare l'imposta sulle plusvalenze a quella sul reddito potesse funzionare come una forma efficace di tassa patrimoniale.

 

Posizione opposta quella del ministro del Commercio Jonathan Reynolds, che ha bollato l'idea come irragionevole, sostenendo che il governo avesse già aumentato il contributo richiesto ai più ricchi attraverso altre strade, dalle tasse sui jet privati, alle modifiche dell'imposta di successione.

 

Chi si oppone alla tassa patrimoniale teme che una misura simile possa incoraggiare i più ricchi a spostare i grandi patrimoni fuori dal Regno Unito. I sostenitori della riforma citano però dati diversi: una ricerca commissionata dai Patriotic Millionaires e condotta da Survation indica che tre milionari su quattro sarebbero disposti a pagare più tasse proprio per tutelare il sistema sociale, economico e culturale del Paese.

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