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Daniela Polizzi per “Il Corriere della Sera”
La corte di pretendenti alla griffe del re della moda Roberto Cavalli è sempre ampia e composita. Nel tempo, il vulcanico designer fiorentino ha visto sfilare fondi private equity, fondi sovrani e holding d’investimento. Ma l’unico ad aver condotto una trattativa approfondita, che poi non è andata in porto, è stato il fondo Permira (ancora alla finestra). Fin qui.
Già, perché adesso al tavolo del negoziato per rilevare una quota corposa della Roberto Cavalli si vorrebbe sedere un interlocutore nuovo, determinato a calare l’asso dopo una serie di contatti preliminari. Si tratta di Vtb bank, sede a Mosca e uffici in tutto il mondo, una delle maggiori conglomerate finanziarie della Russia, controllata al 60% dal Cremlino e guidata dal presidente Andrey Kostin che siede anche nel board Pirelli e del suo nuovo socio al 13%, il gruppo Rosneft.
A Sesto Fiorentino, sede delle operation della casa di moda, si è affacciata la Vtb capital, il braccio del private equity del gruppo russo, guidato da Tim Demchenko che in portafoglio ha investimenti per un miliardo di dollari, molti dei quali nel retail: dalla catena di supermercati Lenta alla Burger King Russia fino a World class (centri sportivi). Adesso l’ambizione è sbarcare in Italia, nel mondo del lusso e della moda, tanto che il team di Demchenko è anche tra i candidati all’acquisto della catena di gioiellerie Stroili Oro.
Riuscirà Vtb a fare breccia e trovare l’alchimia giusta con lo stilista? La determinazione di Mosca è forte, tanto che i manager vorrebbero impostare l’operazione, e magari apporre una firma, prima della pausa estiva. Nonché elaborare un piano di apertura di negozi e di export nelle maggiori città russe che risponderebbe ai piani dello stilista. Un progetto che non sembrerebbe per ora ostacolato dalle sanzioni incrociate tra Russia e Ue: anche se Vtb è nella «black list», questo tipo di operazioni non sarebbe coinvolto.
Rispetto alla valutazione di 450 milioni per il 100% della Roberto Cavalli proposta da Permira, l’investitore russo sarebbe disposto ad alzare l’asticella fino a circa 500 milioni sulla base dell’ebitda 2013 di 22,4 milioni (201 milioni i ricavi). Un bell’assegno per il buen retiro dell’imprenditore (ha 73 anni) nella sua tenuta nel Chianti. Che comunque vorrebbe sempre mantenere una quota e un ricco contratto di collaborazione stilistica. Dipenderà da Cavalli, ora in vacanza, e dalle valutazioni del suo manager di fiducia, Daniele Corvasce.
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