1- TRA I TUONI E FULMINI DI CERNOBBIO È NATA UNA STELLA: FLEBUCCIO DE BORTOLI 2- MENTRE PROFUMO INVECE DI ASCOLTARE TRICHET SMANETTAVA DAGOSPIA SULL’IPAD,IL DIRETTORE DEL "CORRIERE" HA SFERRATO UN DURISSIMO ATTACCO AL GOVERNO-"AVANSPETTACOLO" E ALLA CLASSE DIGERENTE RACCOGLIENDO IL CONSENSO DI CHI STAVA PER LASCIARE LA SALA IN SEGNO DI PROTESTA NEI CONFRONTI DI TREMONTI 3- QUELLA LUNGA PASSEGGIATA TRA LE CALLI VENEZIANE DI DELLA VALLE E PERISSINOTTO 4- LAVITOLA È DURA PER BORGOGNI? MARCO FORLANI, FIGLIO DEL POLITICO ARNALDO, È STATO NOMINATO DA ORSI VICEDIRETTORE ALLE RELAZIONI ESTERNE DI FINMECCANICA 5- AJO, CAMPIDOGLIO E PEPERONCINO PER ALE-DANNO: 350MILA EURO SPESI DALL’EX-VICESINDACO CUTRUFO PER SONDAGGI SUL TURISMO. UN APPALTO DA 21 MILIONI DI EURO CHE IL COMUNE AVREBBE ASSEGNATO IN UNA GARA PER I SERVIZI INFORMATICI

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1 - A CERNOBBIO È NATA UNA STELLA: FLEBUCCIO DE BORTOLI
Anche se è finito sotto una gran pioggia Valerio De Molli, il manager che da alcuni anni organizza il Workshop dello Studio Ambrosetti, ieri sera aveva l'aria felice.

Nessuna delle ultime edizioni a Cernobbio ha richiamato come questa l'attenzione dei media e dei policy makers. Lampi e tuoni si sono visti e sentiti per tre giorni sulle sponde del lago di Como dove al di là del pessimismo dominante non sono mancati episodi divertenti.

A parte le risate provocate dalle goffe dichiarazioni di Ponzellini sull'eventuale intervento di Matteuccio Arpe nel capitale della Banca Popolare di Milano, i 200 ospiti si sono sbellicati quando hanno visto Alessandro Profumo che invece di ascoltare Trichet smanettava sull'ipad come un ragazzino.

Sabato sera nel tg de La7, diretto da quel diavolaccio di Enrichetto Mentana, la telecamera si è fermata sulla pagina che l'ex-amministratore di Unicredit stava leggendo, e con grande stupore di milioni di spettatori si è visto che l'ex-boyscout genovese aveva cliccato sul sito di Dagospia, proprio il sito disgraziato al quale a suo tempo aveva negato l'accesso dei 120mila dipendenti di Unicredit.

Così domenica mattina l'intervista che Profumo ha rilasciato al "Corriere della Sera" non è stata presa molto sul serio nonostante i toni forti e allarmati. Al giornalista il marito di Sabina Ratti ha dichiarato che per mettere una diga al baratro delle finanze italiane occorre una patrimoniale da 300-400 miliardi, e ha riconfermato che se ci fosse la richiesta di un suo impegno in politica non si tirerebbe indietro.

Questa disponibilità Profumo l'aveva già annunciata al convegno del partitino di Rutelli, ma l'idea di un governo tecnico dove potrebbero approdare i cavalieri solitari imbottiti di cultura ex-McKinsey è stata accolta dall'ironia di Casini e dagli applausi isolati di Enrico Letta, un politico che nei libri di storia troverà poche citazioni.

In realtà a Cernobbio i protagonisti sono stati nell'ordine: la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che ha bastonato la manovra del governo "confusa e spezzettata", e Giulietto Tremonti che si è difeso con un discorso pieno di citazioni storiche rilanciando l'idea degli eurobond su cui Romano Prodi e l'economista Quadro Curzio stanno spendendo la loro credibilità. C'è poi un terzo protagonista che a sorpresa ha scatenato un applauso di alcuni minuti con un discorso che si può leggere integralmente sul sito del "Corriere della Sera".

È Flebuccio De Bortoli, il direttore del giornale di via Solferino che con il tono pacato ha sferrato un durissimo attacco al governo e alla classe dirigente raccogliendo il consenso di chi stava tramando per lasciare la sala di Villa d'Este in segno di protesta nei confronti del ministro dell'Economia.

Sull'intervento del giornalista milanese bisognerà riflettere e non tanto per le proposizioni ferme come la sua capigliatura pendula, ma per ciò che possono rappresentare nel suo destino personale.

"Siate semplici e sinceri - ha esordito De Bortoli - o almeno provate ad esserlo. Non raccontateci di un Paese che non c'è e non fateci sognare un Paese che non ci sarà", e dopo questo incipit da parroco ambrosiano, Flebuccio ha cominciato ad alzare i toni prendendo di petto la "stagione degli annunci" che si è spenta nella miseria dei risultati e in un gioco per nulla divertente di apparenze e di ombre, in cui il pubblico si è mischiato al privato, il politico al personale in un impasto che farebbe la fortuna di un commediografo". E qui è partito il primo siluro allo "sguaiato teatrino" della politica del governo dove "c'è troppo avanspettacolo".

A questo punto le onde del lago di Como hanno cominciato a incresparsi, e i tuoni si sono moltiplicati con le domande che Flebuccio ha rivolto per sapere chi ha proposto il superprelievo sui redditi, chi ha estratto dal cilindro la norma sul riscatto di laurea e servizio militare e sul "genio che riteneva possibile l'abolizione delle feste laiche".

Il finale è stato un crescendo da opera di Verdi: "gradiremo sentire qualche voce autocritica, qualche sincera confessione...è anche auspicabile che in questo disgraziato ma bellissimo Paese si ragionasse sulla resistenza di corporazioni e microinteressi davanti a ogni possibile sacrificio. Un neofeudalesimo irresponsabile e stucchevole...c'è molta serietà da ritrovare, lo dico anche per la mia professione e una credibilità da ricostruire!...altrimenti consegneremo alle generazioni future, ai nostri figli, non solo un alto debito ma anche lo spiacevole ricordo di un'età ricca di sprechi ed egoismi. Grazie!".
Prego! Nei prossimi mesi capiremo se a Cernobbio è nata una stella.

2- QUELLA LUNGA PASSEGGIATA VENEZIANA DI DELLA VALLE E DI PERISSINOTTO
Non sono pochi coloro che hanno notato l'assenza al Workshop Ambrosetti di Dieguito Della Valle, lo scarparo marchigiano che nell'ultimo anno ha battuto i record della loquacità.

La sua assenza ha deluso le decine di giornalisti che hanno pascolato tra la sala e il catering di Villa d'Este convinti che Della Valle sarà il prossimo presidente di Confindustria. Qualcuno ha pensato che fosse a Capri per festeggiare il compleanno dell'amico e compagno di merenda, Luchino di Montezemolo.

In realtà, come si è visto su quel sito disgraziato di Dagospia, nella taverna "Anema e Core" dove per anni ha ballato sui tavoli insieme a Luigino Abete, Paolino Mieli ed Enrichetto Mentana, il patron della Tod's non c'era.

Per trovare le sue tracce bisognava arrivare a Venezia dove il gommone "Altair" di 65 metri (lo stesso che ha ospitato per anni quel genio di Clemente Mastella con la moglie Sandra) ha attraccato alle Zattere e Dieguito è comparso alla serata di gala del Premio Campiello.

Dopo la cerimonia al Teatro "La Fenice", dove Bruno Vespa ha commesso una gaffe parlando sull'incapacità dei cittadini di L'Aquila a spendere i soldi, lo Scarparo si è concesso una lunga passeggiata sottobraccio a Giovanni Perissinotto, il capo delle Generali. Camminando sottobraccio i due personaggi che sono stati protagonisti del blitz primaverile contro Geronzi, hanno commentato la vittoria dello scrittore veneziano Andrea Molesine che a sorpresa si è portato a casa il Campiello con il libro dal titolo molto allusivo "Non tutti i bastardi sono di Vienna".

È probabile che le loro ciacole tra le calli di Venezia sia spuntato anche qualche ragionamento sul futuro assetto di Mediobanca dove la coppia Bollorè-Tarak continua a spendersi in un'appassionata difesa dell'italianità, e sui problemi che la Compagnia di Trieste dovrà affrontare nei prossimi mesi.

L'amabile chiacchierata è finita a Calle Vallaresso, il regno veneziano dell'Harry's Bar di Arrigo Cipriani; qui Dieguito e Perissinotto (per gli amici Perissirotto) si sono salutati con una stretta di mano commovente. Nel celebre bar di Hemingway, Della Valle era stato a colazione ospitando al primo piano circa 80 invitati. E in serata pare che abbia incontrato Alessandro Benetton, Marta e Matteo Marzotto, la collezionista d'arte Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, mentre al primo piano del celebre ristorante il presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin, cenava con la moglie e il suo addetto stampa.

3 - BORGOGNI ADDIO? MARCO FORLANI, FIGLIO DEL POLITICO ARNALDO, È STATO NOMINATO VICEDIRETTORE ALLE RELAZIONI ESTERNE
Gli uscieri del palazzo di vetro di Finmeccanica a piazza Monte Grappa giurano di non aver mai visto entrare l'ex-soubrette Debbie Castaneda che è finita sui giornali come consulente per l'America Latina.

A parte questo rammarico gli uscieri aspettano di capire quali saranno le mosse di Giuseppe Orsi, il manager di Piacenza che da maggio siede sulla poltrona di amministratore delegato. Da quando è stato designato Orsi ha dimostrato la volontà di usare le forbici e così ha fatto il 5 agosto quando ha portato alle dimissioni "spintanee" l'amministratore delegato di Ansaldo Breda, Salvatore Bianconi, sostituendolo con l'ingegnere Maurizio Manfellotto.

D'altra parte, Orsi già nell'incontro del 28 luglio con gli analisti a Londra aveva detto senza mezzi termini che avrebbe cacciato i manager che non portano risultati, e quella dell'Ansaldo Breda è una patata bollente che si trova tra le sue mani.

Nel mese di agosto mentre il manager si concedeva un po' di vacanza insieme alla moglie Rita e una piccola escursione al Meeting di Rimini, i lavoratori dello stabilimento di Pistoia dell'Ansaldo Breda hanno strillato insieme al sindaco Renzo Berti sull'ipotesi che la società sia venduta. Ma questa grana è una piccola cosa rispetto alla bufera sollevata dalle dichiarazioni di Lavitola, il giornalista avventuroso e avventuriero che insieme alla splendida modella colombiana sostiene di aver fatto parte dell'elenco dei consulenti di Finmeccanica.

A piazza Monte Grappa gli uscieri sono convinti che è il momento di alzare le barricate e di mettere sacchi di sabbia davanti all'ingresso per evitare i missili dei giornali. In questo senso va interpretato l'ordine di servizio uscito giovedì nel quale si legge che Marco Forlani, figlio del politico Arnaldo, è stato nominato vicedirettore alle relazioni esterne dove (per adesso) la titolarità è ancora nelle mani di Lorenzo Borgogni.

Forlani ha 42 anni e dopo aver lavorato in Agusta Westland, la società dove Orsi è stato amministratore delegato, si è occupato dal settembre 2007 di relazioni internazionali e poi dell'ufficio stampa.

4- AJO, CAMPIDOGLIO E PEPERONCINO PER ALE-DANNO
Avviso ai naviganti: "Si avvisano i signori naviganti che il sindaco dalle scarpe ortopediche, Gianni Alemanno, ha provato un notevole disappunto per l'articolo pubblicato oggi sulle pagine romane del "Corriere della Sera" sui 350mila euro spesi dall'ex-vicesindaco Mario Cutrufo per sondaggi sul turismo.

Al primo cittadino del Campidoglio sono arrivate all'orecchio anche le voci di un appalto da 21 milioni di euro che il Comune avrebbe assegnato in una gara per i servizi informatici. Sembra infatti che il vincitore dell'appalto si sia portato a casa la commessa con uno sconto di poche migliaia di euro rispetto a quello di numerosi milioni praticato dalle altre società concorrenti".

 

cernobbio - villa este ALESSANDRO PROFUMO Emma Marcegaglia GIULIO TREMONTI 7cap53 alberto quadro curzioFERRUCCIO DE BORTOLI della valleGIOVANNI PERISSINOTTOcompleanno di montezemolo alla taverna Anema e core di Capribollore article TARAK BEN AMAR gianni zonin01 lapGuarguaglini e Lorenzo Borgognimarco forlani pierfrancesco guarguaglini marina grossi e roberto alatriMAURO CUTRUFO Il sindaco Alemanno