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Maurizio Molinari per "La Stampa"
Domina le classifiche mondiali della ricchezza personale, ha scavalcato Bill Gates, tiene a debita distanza Warren Buffett ed è oggetto dell'invidia del miliardari cinesi ma ora a minacciare i suoi record è il Parlamento messicano. Carlos Slim guida un impero economico alimentato dal controllo, da parte della sua America Movil, del 70 per cento del mercato messicano dei cellulari e dell'80 per cento della telefonia fissa ma questa età dell'oro ha i giorni contati per via della legge sulla liberalizzazione delle telecomunicazioni che il presidente Enrique Peña Nieto si avvia a far approvare dal Parlamento nazionale.
Il presidente e leader del Partito rivoluzionario istituzionale (Pri) ne ha definito i dettagli con i vertici dei due maggiori partiti d'opposizione, spianando la strada a una legislazione che apre il Messico agli investimenti stranieri già protagonisti dello sviluppo delle telecomunicazioni in più regioni dell'America Latina.
Il testo prevede la possibilità per imprenditori stranieri di aumentare la presenza in aziende delle telecomunicazioni - media, tv e telefonia - fino a un massimo del 49% e al contempo consente al Parlamento di limitare al 50% il controllo di uno specifico settore da parte di una singola azienda. Nel mirino della riforma c'è anzitutto America Movil di Slim ma anche Televisa, il colosso dell'etere in Messico di proprietà del tycoon Emilio Azcarraga.
Per il ministro delle Finanze, Luis Videgaray, il passo marcato verso la liberalizzazione delle telecomunicazioni può attirare investimenti stranieri capaci di far aumentare dell'1 per cento il Pil nazionale. I primi segnali in questa direzione vengono dall'interesse della Telefonica spagnola per le compagnie Maxcom e Axtel.
La reazione dei mercati è arrivata con un arretramento del valore delle azioni di AmericaMovil del 3% e di quelle di Televisa dell'1%, ma entrambi i giganti reagiscono al momento con toni positivi alla sfida. Slim infatti, attraverso un comunicato di America Movil, parla di «sviluppi positivi a causa dell'arrivo di «capitali stranieri in un settore industriale che ne ha bisogno» mentre Azcarraga, affidandosi a un tweet, commenta: «La concorrenza è benvenuta perché aumenta le sfide come le opportunità ».
In realtà Peña Nieto sembra guardare ben oltre l'immediato impatto economico, legando l'importanza della riforma alla necessità di «ridurre le differenze fra ricchi e poveri» in una nazione dove circa metà della popolazione vive sotto la soglia della povertà mentre gran parte delle risorse sono concentrate nelle mani di poche famiglie.
CARLOS SLIM
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