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LA PILLOLA NON VA GIÙ – SE SI PROLUNGA LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ, IN POCHI MESI C’È IL RISCHIO DI UNA CARENZE DI FARMACI COME PARACETAMOLO, ANTIBIOTICI, ANTIDIABETICI, MA ANCHE FARMACI ONCOLOGICI, LA CUI PRODUZIONE DIPENDE DAI PRECURSORI PETROLCHIMICI CHE ARRIVANO DAL GOLFO – L’ALLARME DI IL PRESIDENTE DI FARMINDUSTRIA, MARCELLO CATTANI: “STIAMO GIÀ OSSERVANDO UN AUMENTO DEI COSTI LEGATI AGLI INGREDIENTI ATTIVI. IL RANGE È STIMATO TRA IL 20 E IL 60 PER CENTO NEI CASI PEGGIORI…”
Estratto dell’articolo di Valentina Iorio per www.corriere.it
Se si prolunga la chiusura dello Stretto di Hormuz, nel giro di alcuni mesi c’è il rischio che si vada incontro a carenze di farmaci come paracetamolo, antibiotici, antidiabetici, ma anche farmaci oncologici, la cui produzione dipende dai precursori petrolchimici che arrivano dal Golfo e transitano per lo Stretto.
«La guerra in Iran sta determinando il terzo shock in quattro anni, dopo Ucraina e crisi del Mar Rosso, che colpisce simultaneamente logistica, energia e i costi di tutti i fattori di produzione - evidenzia il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani - Stiamo già osservando un aumento dei costi legati agli ingredienti attivi. Il range è stimato tra il 20 e il 60 per cento nei casi peggiori.
A cui si aggiungono i rincari su alluminio (più 20 per cento), sulle plastiche e il pvc (tra il 20 e il 35 per cento). In un sistema di prezzi amministrati, questi costi ricadono interamente sulle aziende e mettono a rischio la sostenibilità della produzione farmaceutica».
[…] «Le carenze sono legate due temi: l'insostenibilità industriale dei costi e l'indisponibilità di talune materie prime, a partire dagli ingredienti attivi - prosegue il numero uno di Farmindustria - . Il rischio è reale».
nave attraversa lo stretto di hormuz
Fare una previsione sulla durata delle scorte è difficile anche perché dipendono dai piani di approvvigionamento di ciascuna azienda. «Ma normalmente lo stock è di alcuni mesi», precisa Cattani.
Il quadro è reso ancora più complesso dall’intraprendenza politica statunitense, evidenzia Cattani, «che hanno adottato il principio della Most Favored Nation (MFN), in base al quale il prezzo più basso di un farmaco in un panel di Nazioni avanzate diventa riferimento per il costo di quel medicinale negli Usa.
Questa clausola rappresenta un vero punto di svolta per l’equilibrio globale dell’innovazione e per la capacità dell’Ue e dell’Italia di garantire accesso alle terapie e di mantenere la competitività per l’industria». […]
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