giorgia meloni antonio misiani

“L’ITALIA DI MELONI È COME UN GRANDE TRUMAN SHOW” – ANTONIO MISIANI, SENATORE E RESPONSABILE ECONOMIA E FINANZE DEL PD, STRAPPA IL LIBRO DEI SOGNI DELLA PREMIER, CHE A “MILANO FINANZA” SI VANTA DI PRESUNTI RECORD ECONOMICI DEL PAESE: “NON SI SA SE ESSERE AMMIRATI, PER LA CAPACITÀ DI ALTERARE LA PERCEZIONE DELLA REALTÀ, O INDIGNATI, PER UN RACCONTO LONTANO ANNI LUCE DALLA CONDIZIONE REALE DEL PAESE. DI CERTO LA PREMIER HA UN DONO: RACCONTARE UN'ITALIA CHE ESISTE SOLO NELLA SUA IMMAGINAZIONE. PECCATO CHE GLI ITALIANI, NEL FRATTEMPO, DEBBANO FARE I CONTI CON QUELLA VERA, CHE NEI QUASI QUATTRO ANNI DI GOVERNO DELLA DESTRA È DECISAMENTE PEGGIORATA"

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antonio misiani foto di bacco (1)

(Adnkronos) - ''Leggendo l'intervista di Giorgia Meloni a MF-Milano Finanza non si sa bene se essere ammirati, per la capacità di alterare la percezione della realtà, o indignati, per un racconto lontano anni luce dalla condizione reale del Paese.

 

Di certo la premier ha un dono: raccontare un'Italia che esiste solo nella sua immaginazione, come un grande Truman Show.

 

Peccato che gli italiani, nel frattempo, debbano fare i conti con quella vera, che nei quasi quattro anni di governo della destra è decisamente peggiorata".

 

Così Antonio Misiani, senatore e responsabile Economia e finanze della segreteria nazionale PD.

 

"Sull'energia, Meloni si vanta di 14 miliardi disponibili grazie alla flessibilità UE "per mitigare l'impatto dell'aumento dei prezzi sulle famiglie vulnerabili e sulle imprese'', ma si dimentica che si tratta di debito aggiuntivo utilizzabile per finanziare investimenti per la transizione verde e non certo sussidi per famiglie e imprese.

 

DOPPIA PAGINA DI INTERVISTA A GIORGIA MELONI SU MILANO FINANZA

Soprattutto, la premier si guarda bene dallo spiegare perché l'Italia sia oggi tra i grandi Paesi europei quello più esposto alla crisi di Hormuz (innescata dal suo amico Trump): l'amara verità è che negazionismo climatico, ritardi e scelte contraddittorie sulle rinnovabili e zero coraggio nell'aggredire le rendite di posizione hanno lasciato il Paese scoperto, tra diesel e benzina a 2 euro al litro e bollette che si impennano, mentre in cambio sono arrivate solo misure tampone dagli effetti impercettibili.

 

Sul nucleare, in compenso, la premier fa sfoggio di "velocità e concretezza", ma la legge delega è una scatola vuota e nessuno dalle parti di Palazzo Chigi abbia la più pallida idea di chi potrebbe mettere le decine di miliardi necessari per costruire nuove centrali atomiche. Meglio stendere un velo pietoso, infine, sulla promessa che con il nucleare i costi dell'energia diventerebbero "nettamente più bassi rispetto agli attuali".

 

CETRIOLONI PER L ITALIA - MEME BY EDOARDO BARALDI

Per quanto riguarda la crescita, la premier rivendica un andamento del 2026 migliore delle attese.

 

Peccato che nel 2022 il PIL italiano fosse aumentato del 4,8% mentre da tre anni arranca sotto l'1%, nonostante il PNRR — parola che, non a caso, nell'intervista non compare mai, come se i 200 miliardi di risorse europee su cui il governo Meloni ha potuto contare fossero un dettaglio irrilevante — e tacendo su tre anni di calo della produzione industriale, sulle crisi aziendali mai affrontate seriamente (ILVA e automotive su tutte) e sul crollo della produttività del lavoro, in discesa da tre anni consecutivi.

 

GIORGIA MELONI E IL RECORD NEGATIVO DELLA CRESCITA ITALIANA - VIGNETTA BY ELLEKAPPA

Sulle condizioni di vita degli italiani, Meloni esalta l'aumento del PIL pro capite, citando guarda caso il dato in termini nominali e senza tenere conto dell'inflazione, ma dal 2022 l'Italia ha perso terreno rispetto all'Europa anche su questo indicatore: fatto 100 la media UE, dal 2022 il PIL pro capite italiano è sceso da 93,7 a 92".

 

"E i salari? Parola assente dall'intervista, come dai pensieri del governo: il potere d'acquisto delle retribuzioni di 19 milioni di lavoratori è inferiore del 6,1% rispetto a cinque anni fa, il dato peggiore tra le grandi economie OCSE, con un altro calo previsto nel 2026, ma evidentemente per la destra questo è un problema secondario. Nemmeno l'ombra nell'intervista di questioni come la povertà assoluta, la povertà energetica e i quasi sei milioni di persone che rinunciano alle cure — tutte a livelli record, ma non degne nemmeno di una citazione.

 

GIORGIA MELONI IN SARDEGNA - FOTO DI OGGI

Dulcis in fundo, le tasse: si rivendica il taglio del cuneo, ma la pressione fiscale dal 2022 al 2025 è salita dal 41,7% al 43,1%, il massimo dal 2014, e resterà attorno a questo livello anche nei prossimi anni. Di fatto, l'anno scorso le famiglie e le imprese italiane hanno versato allo Stato 31 miliardi in più di quanto avrebbero dovuto se la pressione fiscale fosse rimasta al livello di tre anni prima.

 

Per il ceto medio, un vero e proprio massacro, solo in minima parte alleviato dalle misure fiscali del governo. Altra favola, il calo del deficit "senza tagliare, ma anzi aumentando, le spese fondamentali'': dal 2022 ad oggi gli stanziamenti pubblici per sanità, scuola, università, ricerca, casa, lotta alla povertà e trasporto pubblico locale hanno tutti perso peso in rapporto al PIL. Il resto è narrazione. La realtà, purtroppo per gli italiani, è un'altra''.