MAGNONI SENZA CIBO - IL TITOLO SOPAF DELLA FAMIGLIA MAGNONI, CHE HA FATTO LA STORIA DI PIAZZA AFFARI, PERDE TALMENTE TANTO DA ESSERE QUASI SCOMPARSO: UNA QUOTA VALE 0,0096 € - UN DISASTRO ANNUNCIATO: L’AZIENDA HA SOLI 4 MLN € DI LIQUIDITA’, E OLTRE 100 MLN € DI DEBITI SULLE SPALLE, CON CAPITALE A ZERO - CON IL CRACK DELLA PARTECIPATA BANCA NETWORK È ARRIVATO IL COLPO DI GRAZIA - SOPAF HA I GIORNI CONTATI…

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Fabio Pavesi per "Il Sole 24 Ore"

Ormai il titolo Sopaf è talmente impalpabile che si fatica a darne conto. Ieri ha lasciato sul campo un altro 8,5% chiudendo a meno di un centesimo di valore. Per l'esattezza 0,0096 euro. Il mercato ormai non ci crede più.

Dopo che le banche non hanno rinnovato la moratoria per una ristrutturazione del debito e dopo che la finanziaria dei fratelli Magnoni non ha dato corso al pagamento di cedole e rimborso di due prestiti obbligazionari resta ben poco da fare. O si riesce a percorrere la strada della procedura concorsuale tramite un concordato o il ricorso al 182 bis della Legge fallimentare o per Sopaf i mesi o meglio i giorni sono contati.

Comunque vada è la parabola amara di una delle famiglie, i Magnoni appunto, protagoniste di un pezzo di storia di Piazza Affari. Sopaf non ha avuto l'ok dei revisori alla continuità aziendale nel bilancio 2011. Del resto Sopaf versa in una crisi di liquidità evidente. Con soli 4 milioni di disponibilità liquide, ma oltre 100 milioni di debiti sulle spalle e capitale di fatto più che azzerato da tempo, difficile andare avanti senza un accordo di rinuncia dei creditori. I debiti scaduti, quasi tutti con le banche, valgono da soli 29 milioni e le stesse banche si sono rifiutate di andare a una ristrutturazione del debito.

Ma il rischio non riguarda solo gli azionisti, ma anche i possessori dei due titoli convertibili quotati. Avrebbero in via teorica diritto al rimborso anticipato. Ma è solo teorico perché i soldi in casa Sopaf sono finiti.

L'ultimo colpo al bilancio della finanziaria è il crack della partecipata Banca Network. Un flop complessivo da oltre 180 milioni che ha finito per dare il colpo di grazia alla famiglia.

 

Giorgio MagnoniGiorgio Magnoni e Roberto ColaninnoRuggero Magnoni