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DI MALE IN GREGGIO – A FINE MAGGIO LE SCORTE MONDIALI DI PETROLIO TOCCHERANNO I MINIMI DEGLI ULTIMI DIECI ANNI A CAUSA DEL BLOCCO DELLO STRETTO DI HORMUZ: DA 8,2 MILIARDI DI BARILI “IN CASCINA” A FINE FEBBRAIO SI PASSERA’ A 7,6 MILIARDI – IN ASIA NON SI TROVA IL GPL PER CUCINARE – GLI USA VALUTANO UNA NUOVA DEROGA DI TRENTA GIORNI ALL’IMPORTAZIONE DEL PETROLIO RUSSO. IL PREZZO DELLA BENZINA NEGLI USA È SALITO VERTIGINOSAMENTE E SONO CAZZI AMARI PER TRUMP IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM...

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MEDIA, USA VALUTANO NUOVA DEROGA SUL PETROLIO RUSSO A CAUSA DELL'IRAN

murale vladimir putin donald trump

(ANSA) - NEW YORK, 18 MAG - Gli Stati Uniti stanno valutando una nuova deroga sul petrolio russo a causa della guerra in Iran e del suo effetto sulle forniture. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcune fonti, secondo le quali la nuova deroga potrebbe essere di 30 giorni o più.

 

ALERT SULLE SCORTE DI PETROLIO: AI MINIMI DEL DECENNIO

Estratto dell’articolo di Raffaele Ricciardi per www.repubblica.it

 

Si intensificano le preoccupazioni sul prosciugamento delle scorte di petrolio, indirizzate ai minimi del decennio a causa dell’interruzione della catena globale del greggio che ha come noto nello Stretto di Hormuz un rubinetto fondamentale e chiuso.

 

stretto di hormuz - petrolio e gas

A febbraio, le scorte di greggio in giro per il mondo erano ai massimi degli ultimi dieci anni, poi con l’attacco congiunto Usa-Israele sull’Iran tutto è cambiato. Finora il rialzo delle quotazioni ha meccanicamente frenato la domanda, comprando così tempo al mercato energetico globale, seppure al caro prezzo di rallentare le economie.

 

Il rilascio coordinato di riserve dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) e il greggio delle scorte commerciali hanno rimandato il problema. Man mano che il calendario avanza, senza però appuntare svolte a Hormuz, i margini si fanno più risicati. Ora i campanelli d’allarme si stanno intensificando suonando un ritornello che è tutto fuorché rassicurante.

 

EMIRATI ARABI - PETROLIO

Pochi giorni fa era proprio l’Aie a registrare un calo da 250 milioni di barili dei livelli globali di greggio nei magazzini o stivato sulle petroliere, tra marzo e aprile: uno “shock senza precedenti”.

 

A questo si aggiunge un report di Ubs, che segnala come il “drenaggio” delle scorte globali stia accelerando dopo i movimenti lenti di inizio conflitto. Se eravamo a 8,2 miliardi di barili “in cascina” a livello globale, a fine febbraio, siamo scesi a 7,8 miliardi ad aprile: in linea con la media degli ultimi cinque anni. A fine maggio potremmo scendere ancora, intorno a 7,6 miliardi: minimi da un decennio.

 

donald trump - crisi energetica e petrolio - illustrazione di andrea calogero

Difficile non pronosticare a questo punto “maggiori tensioni sul mercato petrolifero”, che certo non lasciano tranquille imprese, famiglie, ministri dell’Economia. Dall’inizio del 2026, già abbiamo dovuto fare i conti con un +80% del prezzo del Brent, la qualità di petrolio dell’Europa.

 

Abbiamo visto l’inflazione, qui in Italia, impennarsi al 2,7% nell’ultimo mese. Ma il prezzo alla pompa ai massimi da anni o i piani delle compagnie aeree sconvolti dalla variabile impazzita del jet fuel potrebbero essere stati solo un antipasto.

 

Ora ci viene detto che abbiamo vissuto “l'illusione dell'abbondanza”, titolo di un report JPMorgan Chase nel quale la grande banca Usa stima che, se lo Stretto dovesse rimanere bloccato, arriveremmo a “livelli di stress operativo” all'inizio del prossimo mese e a un “minimo operativo” tale da mettere a dura prova l’intero sistema entro settembre, come ha raccontato il Wall Street Journal.

 

produzione di petrolio in iran

L'ad di Saudi Aramco, colosso petrolifero saudita, ha detto che le scorte mondiali di prodotti raffinati, quali benzina e carburante per aerei, potrebbero raggiungere «livelli criticamente bassi» in vista della driving season. [...]

 

Non tutti soffrono alla stessa maniera. È soprattutto l’Asia emergente ad essere più in difficoltà: per Goldman Sachs, India, Thailandia e Taiwan stanno andando a passi veloci verso la scarsità di nafta, olio combustibile o gasolio.

 

carburante per aerei

Ancora l’Aie guarda con preoccupazione ai riflessi della chiusura a Hormuz sulla fornitura di gpl per cucinare: da quel braccio di mare passa il 30% di tutto quello esportato via mare ed è vitale per 3,4 miliardi di persone nei Paesi in via di sviluppo. India e Indonesia, per esempio, ci hanno puntato già dal 2010 convertendovi 800 milioni di persone che in ambito rurale cucinavano con legna, carbone, cherosene.

 

Oggi lo usano 8-9 famiglie su dieci e già si notano spostamenti di popolazione di ritorno verso le aree rurali dove si tornano a cercare quei combustibili più inquinanti. Anche in Africa orientale i picchi di prezzo hanno raggiunto il +90 per cento. […]

guerra in iran - inflazione e aumento del prezzo del petrolio negli stati uniti EMIRATI ARABI - PETROLIO