DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA…
Aspirina per Dagospia
Al sor Matteo qualcuno dovrebbe spiegare che ci vogliono anni per conquistare la credibilità sui mercati, mentre bastano pochi secondi per perderla. Ed è quel che sta succedendo oggi in Borsa.
Ieri, al termine del vertice con Padoan e la Cassa depositi, ha garantito una soluzione positiva “per correntisti e risparmiatori”. Questa mattina tutti a comprare banche. Poi, l’amara realtà è arrivata da Jeroen Dijsselbloem, presidente dell'Eurogruppo.
Parlando delle banche italiane ha detto: in nessun caso il salvataggio degli istituti potrà avvenire eludendo la direttiva sulle banche e le nuove regole sul bail-in: "Altri paesi sono riusciti a ristrutturare le proprie banche con mezzi pubblici e gli italiani non lo hanno fatto quando potevano. Ora abbiamo regole più severe”. Ma Renzi con chi parla a Bruxelles?
protesta dei risparmiatori davanti a bankitalia 4
Anche perchè è probabile che presto si paleserà una evidente discriminazione di trattamento fra gli obbligazionisti subordinati di BancaEtruria e quelli del Monte Paschi.
Nel primo caso, il governo ha previsto un macchinoso sistema di rimborso che ancora non ha visto la luce. Nel secondo, invece, in barba alla direttiva “bail in”, il governo pensa ad un rimborso immediato. Come finirà?
Per restare in tema, oggi Federico Ghizzoni scrive ai dipendenti di Unicredit e si rivolge direttamente a Jean Pierre Mustier. Gli porgo “i miei piu' sinceri auguri per un proficuo lavoro in UniCredit. Sono certo - aggiungo - che Jean Pierre, con la sua indiscussa leadership, con i suoi valori umani e professionali e con il supporto e la fiducia di tutti voi, coglierà i successi che UniCredit e lui personalmente si merita".
In realtà, il mandato che gli azionisti hanno affidato al francese è piuttosto stringente. E lo deve portare a termine entro il prossimo bilancio; cioè, aprile 2017.
Innanzitutto deve rivoluzionare tutti la “prima linea” di Unicredit; poi deve riuscire a varare un aumento di capitale da 6/8 miliardi; deve elaborare un piano industriale comprensivo di dismissioni. Ma, soprattutto, deve portare il titolo sui livelli di quelli di Intesa.
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