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Antonella Olivieri per il "Sole 24 Ore"
Dovrebbe tenersi nel pomeriggio del 31 luglio il patto di sindacato Rcs. Appuntamento che seguirà il cda per l'esame della semestrale e che si preannuncia complesso. Il tema da discutere è in che modo assicurare al gruppo che edita il Corriere della Sera la stabilità necessaria a portare avanti il piano di riorganizzazione, che comporterà per l'ad Pietro Scott Jovane almeno un altro anno e mezzo di lavoro prima di vedere i primi risultati.
Fiat - che ha rilanciato l'impegno nell'azionariato, raddoppiando la quota al 20,5% - sostiene la tesi che occorra trovare una formula codificata per garantire l'obiettivo della stabilità , magari con un patto di consultazione meno vincolante dell'attuale peraltro in scadenza. Oggi c'è un patto di sindacato denunciato e con regole trasparenti che, nel bene o nel male, è servito a responsabilizzare l'azionariato anche quando si è trattato di dotare la società delle risorse indispensabili a garantirne la continuità aziendale.
Di diverso avviso è Mediobanca che ha da poco presentato un piano industriale di rottura rispetto al passato e che prevede lo svincolo da tutti i patti. La convinzione sottostante è che non ci sia bisogno di formalità per consultarsi tra azionisti, secondo una logica che ha già trovato applicazione pratica in Generali, ma anche in Intesa-Sanpaolo. L'intenzione di Piazzetta Cuccia, titolare di una quota del 15,14%, resta perciò quella di dare disdetta al patto Rcs entro la data utile del 14 settembre.
Così pure dovrebbero fare Generali che, non sottoscrivendo l'aumento di capitale, si è lasciata diluire allo 0,989% e Unipol, che ha ereditato da FonSai la quota del 5,54%. Altra partecipazione data in uscita dal patto è quella di Francesco Merloni - 0,52% - che pure non ha seguito la ricapitalizzazione.
Da sole, le fuoriuscite ipotizzabili sulla carta rischiano di creare qualche problema a Fiat che nel patto attuale, cui è riferibile il 60,5% del capitale, non è dominante, mentre nel caso di svincolo delle quote di Mediobanca, FonSai, Generali e Merloni si troverebbe in maggioranza assoluta sul 38,35% rimanente, anche ammesso che da qui a settembre non arrivino altre defezioni.
Per mantenere l'equilibrio, volendo replicare la formula del patto, occorrerebbe trovare altri soci disponibili ad aggregarsi: un candidato potrebbe essere Urbano Cairo che ha rilevato il 2,8% di Rcs nell'ambito della ricapitalizzazione.
Intanto si attende di chiarire la mappa precisa dell'azionariato post-aumento. Rcs dovrebbe depositare mercoledì al registro delle imprese il nuovo capitale sociale: da lì decorreranno i cinque giorni entro i quali dovranno essere comunicate le eventuali quote rilevanti. Dovrebbero arrivare oggi invece le ulteriori informazioni richieste dalla Consob a Cairo - tra le quali l'eventuale possesso di derivati - e sarà poi l'Authority presieduta da Giuseppe Vegas a valutare se occorra comunicare altro al mercato.
JOHN JAKI ELKANN A BAGNAIA
Urbano Cairo - Copyright Pizzi
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