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Carlotta Scozzari per Dagospia
Sembrava una seduta destinata a chiudere con segno negativo. E invece Piazza Affari, con uno scatto finale, è riuscita a chiudere la giornata di Borsa con l'indice Ftse Mib in lieve rialzo dello 0,15%, a quota 18.760 punti, con una performance in ogni caso meno entusiasmante del resto d'Europa.
Oltre alla chiusura dello spread Italia-Germania sui nuovi minimi dei sei mesi a 236 punti, a spingere il listino italiano in area positiva sono state le dichiarazioni della prossima presidentessa della Fed, Janet Yellen, che in un'audizione al Senato statunitense ha affermato che sarebbe sbagliato sottrarre gli aiuti all'economia reale in un momento in cui la ripresa sembra ancora fragile. Parole che sembrano rimandare nel tempo l'avvio del "tapering", ossia dello stop all'immissione di liquidità sui mercati, da parte della Federal Reserve (Fed) americana.
Al termine della seduta di Borsa, i titoli bancari si sono presentati in ordine sparso, con Unicredit in ribasso dello 0,58%, Intesa Sanpaolo su dello 0,4%, Mediobanca in rialzo dello 0,99%, Banco Popolare in decisa flessione del 2,54% e Mps in forte progresso del 2,05% nel giorno dell'arrivo dei dati dei nove mesi. In evidenza il settore dell'energia, all'interno del quale Eni ha guadagnato l'1,07%, Enel l'1,03% e Saipem lo 0,8 per cento. Poco mossa Telecom Italia (-0,15%) nel giorno in cui è stata perfezionata la cessione di Telecom Argentina. A mercato chiuso, poi, l'agenzia di rating S&P ha tagliato il giudizio al livello "junk" ("spazzatura") sulla società di telefonia.
Tra i titoli industriali, Pirelli ha guadagnato l'1%, Fiat ha ceduto l'1,05% e Finmeccanica ha registrato una flessione dell'1,9 per cento. Pesante Tod's (-4,44%) nel giorno dopo conti inferiori alle attese che non consentiranno di raggiungere gli obiettivi del 2013. Denaro su World Duty Free (+2,18%), che ha annunciato di aver vinto una gara all'aeroporto di Helsinki.
janet yellen
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