DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON…
E VAI COL RISIKO DELL’INTRATTENIMENTO! – NEL REGNO UNITO SKY, CONTROLLATA DA COMCAST, ACQUISTA LA DIVISIONE MEDIA & ENTERTAINMENT DELL’EMITTENTE ITV, IN UN’OPERAZIONE DA 1,9 MILIARDI DI EURO (DEBITO COMPRESO) – È UNA RISPOSTA AL NUOVO “ORDINE MONDIALE” DELL’AUDIOVISIVO: DA UNA PARTE NETFLIX, YOUTUBE E LE PIATTAFORME AMERICANE; DALL’ALTRA LE EMITTENTI TRADIZIONALI, COSTRETTE A SCEGLIERE SE RIDIMENSIONARSI O UNIRSI – SKY SI RAFFORZERÀ NELLA TV IN CHIARO, NELLA PAY-TV E NELLO STREAMING. MENTRE ITV SARÀ SI CONCENTRERA’ SULLA PRODUZIONE E SULLA DISTRIBUZIONE DI CONTENUTI…
Estratto dell’articolo di Andrea Biondi per www.ilsole24ore.com
[…] Nel Regno Unito Sky, controllata da Comcast, ha raggiunto un accordo per acquistare la divisione Media & Entertainment di Itv in un’operazione che può arrivare fino a 1,6 miliardi di sterline, debito compreso.
È una mossa industriale, ma anche una risposta politica al nuovo ordine mondiale dell’audiovisivo: da una parte Netflix, Youtube e le piattaforme americane; dall’altra le emittenti tradizionali, costrette a scegliere se ridimensionarsi o unirsi.
Il perimetro dell’accordo comprende i canali in chiaro di Itv e la piattaforma streaming ItvX. Il prezzo prevede 1,2 miliardi di sterline in contanti alla chiusura, il trasferimento a Itv Studios di Love Productions - la società di Sky che produce programmi come “The Great British Bake Off” e “The Piano” - valutata 200 milioni, più altri 200 milioni potenziali legati all’andamento della raccolta pubblicitaria nel 2027.
La chiusura è attesa nella seconda metà del 2027, dopo il vaglio delle autorità. E proprio l’Antitrust sarà uno dei passaggi più delicati: l’operazione mette insieme le due maggiori emittenti commerciali del Regno Unito e darà a Comcast il controllo di un broadcaster capace di raggiungere 21 milioni di famiglie.
Per Itv è la fine di un’epoca e l’inizio di un’altra. Dopo la vendita, il gruppo resterà quotato a Londra ma diventerà di fatto Itv Studios, una società concentrata sulla produzione e distribuzione di contenuti.
Il gruppo prevede proventi netti per circa 1,05 miliardi di sterline, dopo costi di transazione e separazione stimati in 185 milioni. Una parte servirà a ridurre il debito; il resto - circa 950 milioni - sarà restituito agli azionisti, pari a 25 pence per azione.
Andrew Cosslett, presidente di Itv, ha spiegato così la scelta: «Per oltre settant’anni, Itv ha svolto un ruolo importante e prezioso nella vita pubblica del Paese. In un momento di rapidi cambiamenti nel settore, è giusto che ora si preservi il ruolo cruciale di Itv come emittente di servizio pubblico e questa operazione raggiunge tale obiettivo […]».
Il nodo vero è qui: la Tv generalista perde pubblico, soprattutto tra i giovani, mentre la pubblicità migra verso i giganti digitali. Secondo Ofcom (l’autorità per le comunicazioni in Uk), tra i 16 e i 24 anni meno di un quarto dei programmi visti in casa arriva ormai dalle emittenti tradizionali, contro il 90% degli over 75. Sky compra quindi non solo canali e streaming, ma massa critica pubblicitaria, marchi popolari e un presidio nel servizio pubblico britannico. […]
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